13.3402 · Interpellanza · 2013-06-06
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica la possibilità per le imprese di dedurre dalle imposte gli oneri finanziari diretti per la custodia dei bambini complementare alla famiglia (contributi per i posti in asilo, contributi per le infrastrutture, ecc.)? A quanto ammonterebbero le perdite fiscali per la Confederazione e i cantoni?
2. Come valuta invece l'introduzione di una sorta di tributo per le imprese con oltre 250 dipendenti che non si sono ancora impegnate direttamente per offrire servizi di custodia?
3. Qual è la sua posizione di fronte alla proposta di introdurre un contributo generale per costituire un "fondo d'investimento" (analogamente al modello esistente nei cantoni VD, FR e NE?)
4. Quali altre possibilità vede il Consiglio federale per ottenere un maggior impegno in tal senso da parte delle imprese?
Begründung
Le possibilità qualitativamente buone di custodia dei bambini complementare alla famiglia sono un vantaggio per tutti: i bambini hanno accesso a strutture che li sostengono nel loro sviluppo e che offrono un ambiente stabile a adeguato alle loro esigenze, i genitori possono adempiere i propri impegni professionali e sostentare la famiglia. Lo Stato trae il beneficio di avere minori costi (assistenza sociale, scuole speciali, ecc.) e maggiori entrate (imposte e contributi per le assicurazioni sociali). Anche le imprese ne ricavano vantaggi, in particolare per il fatto che le donne non devono lasciare il proprio lavoro o ridurre notevolmente il proprio tasso d'occupazione.
Nei prossimi anni la Svizzera deve ampliare l'offerta di posti di custodia di buona qualità e finanziariamente sostenibili. Attualmente l'onere finanziario ricade principalmente sui genitori. Secondo le stime, essi pagano complessivamente circa l'80 per cento dei costi per la custodia dei bambini complementare alla famiglia in età prescolare. Il resto è a carico dello Stato, mentre alquanto modesto è il contributo delle imprese. (Per fare un confronto: in Svezia i genitori pagano il 9 per cento, il resto viene finanziato attraverso le imposte, di cui il 22 per cento attraverso la tassazione delle imprese). Di recente la rete custodia bambini ha pubblicato lo studio "Qualität in der Kinderbetreuung - gemeinsame Verantwortung von öffentlicher Hand und Wirtschaft" che illustra diversi modelli di ripartizione delle spese.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che migliorare la conciliabilità tra vita privata e vita professionale sia un punto essenziale della politica familiare. La messa a disposizione in Svizzera di un'offerta sufficiente di posti di custodia extra-familiare per i bambini svolge un ruolo fondamentale in tal senso.
Lo sviluppo dell'assistenza extra-familiare spetta in primo luogo ai cantoni (e ai comuni), i quali sono tenuti a provvedere a un'offerta appropriata di strutture di accoglienza per la prima infanzia e per i bambini in età scolare. Questa ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i cantoni è stata inoltre confermata con l'entrata in vigore nel 2009 del concordato Harmos, in base al quale i cantoni firmatari si impegnano a strutturare la giornata scolare in modo da privilegiare la formula dei blocchi orari e proponendo strutture di accoglienza parascolari che rispondono alle esigenze locali. La Confederazione partecipa tuttavia al finanziamento dell'accoglienza extra-familiare tramite un programma lanciato nel 2003 e che nel dicembre 2010, vista la persistente scarsità di posti di accoglienza, è stato prorogato fino al 31 gennaio 2015. Infine, la bocciatura in votazione popolare del 3 marzo 2013 del nuovo articolo costituzionale sulla politica familiare, che proponeva di affidare determinate competenze alla Confederazione nel settore dell'assistenza extra-familiare, ha confermato la competenza primaria dei cantoni in materia.
1. Sul piano federale, cantonale e comunale, il diritto vigente consente già alle persone giuridiche e ai lavoratori indipendenti di dedurre, nel quadro degli oneri giustificati dall'uso commerciale, i costi finanziari diretti che un'impresa deve affrontare per la custodia complementare alla famiglia dei figli dei collaboratori.
2. Nel quadro attuale della ripartizione delle competenze il Consiglio federale non è favorevole all'introduzione, a livello federale, di un tributo per le imprese con più di 250 dipendenti che non si impegnano direttamente nell'offrire accoglienza extra-familiare ai figli dei propri dipendenti. Inoltre, gli oneri amministrativi che un provvedimento del genere comporterebbe - verificare l'esistenza o meno di tali spese per ogni impresa di questa dimensione - sarebbero chiaramente sproporzionati.
3. Nel quadro attuale della ripartizione delle competenze il Consiglio federale non è favorevole all'introduzione, a livello federale, di un contributo generale delle imprese a un fondo d'investimento analogo a quello previsto nei cantoni di VD, FR e NE. Preferisce infatti evitare di intralciare le politiche cantonali summenzionate. I modelli dei cantoni di VD, FR e NE presentano diverse modalità di attuazione che derivano da ampi negoziati che si sono svolti tra i cantoni, i comuni e gli ambienti economici interessati.
4. Nel quadro delle competenze attribuite, la politica attuale del Consiglio federale si basa sulla collaborazione tra i cantoni e la Confederazione. Il Consiglio federale ritiene che le imprese svolgano un ruolo importante in materia di conciliabilità tra vita privata e vita professionale, ruolo che consiste innanzitutto nell'offrire condizioni di lavoro favorevoli alla famiglia (orari e luoghi di lavoro flessibili). Dal canto suo, la Confederazione interviene informando, sensibilizzando e diffondendo le buone pratiche presso le imprese. In proposito si ricordano il manuale per le PMI "Lavoro e famiglia", l'attività dei servizi specializzati che forniscono consulenza a imprese e organizzazioni per promuovere la conciliabilità tra vita privata e vita professionale e il finanziamento del progetto Change to WIN - WIN inteso a incentivare la conciliabilità tra lavoro e famiglia nelle imprese. La conciliabilità tra vita privata e vita professionale è inoltre uno dei quattro temi centrali dell'iniziativa sul personale qualificato che il DEFR sta portando avanti insieme ai cantoni e alle parti sociali.
Risposta del Consiglio federale.