14.3585 · Interpellanza · 2014-06-20
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta l'evoluzione del mercato e dei rischi associati, dal punto di vista dei clienti e dei mutuanti di differenti tipi?
2. Chi è il vero istituto regolatore in materia (BNS, FINMA, Consiglio federale, DFF) e qual è il ruolo preciso di ciascun attore effettivo?
3. Non esiste la possibilità di procedere a una distinzione adeguata tra gli istituti che hanno dimostrato concretamente la loro capacità di autoregolamentazione e gli altri?
4. Rispetto ai prestiti ipotecari offerti dalle assicurazioni o casse pensioni quali misure sono previste?
Begründung
Dopo un periodo molto vicino al surriscaldamento, il mercato ipotecario mostra dei segni di rallentamento o addirittura di diminuzione dei prezzi. Potrebbe dunque rivelarsi precipitoso, se non pericoloso, aggiungere misure troppo incisive e provocare un arresto brutale come quello verificatosi all'inizio degli anni Novanta, quando decreti urgenti provocarono uno shock indubbiamente eccessivo. Del resto, oggi, si fa fatica a comprendere come sono ripartite le responsabilità in questo ambito fra la FINMA, la BNS, il governo e l'amministrazione centrale. Si può supporre che l'accelerazione dell'ammortamento, per tornare al 65 per cento del valore di anticipo dell'immobile dopo 15 anni di prestito, attualmente in discussione, rappresenti una misura abbastanza ragionevole, volta a proteggere i proprietari contro il ribasso di valori, indipendentemente dalle considerazioni relative all'attuale abbondanza di denaro. Inoltre, il percento di ammortamento annuo proposto sembra sostenibile anche se gli interessi dovessero aumentare considerevolmente. Sotto un altro aspetto, per contro, è lecito domandarsi se le autorità che si occupano della regolamentazione non mostrino una visione troppo forfettaria, nel senso che non mettono maggiormente sotto pressione gli istituti che spingono all'indebitamento ipotecario rispetto a quelli che assumono immediatamente la loro responsabilità di non sfruttare integralmente le possibilità del mercato. È sorprendente, se non addirittura sospetto, che i prestiti consentiti da altri attori, come le assicurazioni, non siano presi di mira.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Da più anni la Svizzera conosce una crescita forte e continua dei crediti ipotecari e dei prezzi per gli immobili di abitazione. Dato che questa crescita ha superato nettamente quella dei redditi, rispettivamente quella del prodotto interno lordo, si sono formati squilibri su questi mercati. Negli ultimi trimestri la crescita si è invero un poco attenuata, ma come in precedenza è rimasta più forte di quella dei redditi. Nonostante diverse misure sussistono squilibri sui mercati ipotecari e immobiliari. Oltre alla proprietà di abitazione ciò comprende anche gli immobili di reddito.
In passato un importante rischio per lo sviluppo dell'economia e delle finanze pubbliche, come pure per la stabilità finanziaria, proveniva sempre dai mercati immobiliari. Il calo dei prezzi degli immobili provocato da un rallentamento congiunturale può generare recessioni di più lungo corso e determinare ingenti perdite per le banche. Nel caso delle banche e degli assuntori di crediti i rischi aumentano anche nell'ipotesi di un incremento degli interessi. L'onere di interesse per gli assuntori di crediti aumenterebbe e, in maniera corrispondente, anche il rischio di perdite di crediti presso le banche esposte. Per quanto riguarda le ipoteche concesse dalle assicurazioni e dalle casse pensioni, esse concernono soltanto quote esigue di mercato, ragione per la quale il rischio che ne discende è ridotto per l'insieme dell'economia.
Il Consiglio federale approva l'adeguamento delle regole per la concessione di ipoteche che l'Associazione svizzera dei banchieri ha adottato nel giugno del 2014 in considerazione di queste circostanze e rinuncia pertanto per il momento all'introduzione di ulteriori misure per attenuare la domanda di ipoteche.
2. Le diverse istituzioni assumono ruoli diversi. La Banca nazionale svizzera (BNS) dirige la politica monetaria come banca centrale indipendente. Essa garantisce la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale e contribuisce alla stabilità finanziaria (vigilanza sistemica, ossia macroprudenziale). Nell'ambito del suo mandato la BNS sorveglia costantemente le evoluzioni sul mercato ipotecario e mette in guardia in caso di eventuali squilibri. Se individua una necessità di intervento la BNS presenta proposte corrispondenti al Consiglio federale, come ad esempio proposte di attivazione, di adeguamento o di disattivazione di un cuscinetto di capitale. Il Consiglio federale prende la decisione definitiva quanto al cuscinetto anticiclico di capitale.
Attualmente il Consiglio federale segue la situazione da una prospettiva prevalentemente di politica economica. Esso si fa informare regolarmente dai servizi competenti sull'evoluzione in corso sul mercato immobiliare.
La FINMA in quanto autorità indipendente di vigilanza si adopera a favore della protezione dei creditori, degli investitori e degli assicurati, come pure a favore della funzionalità dei mercati finanziari, e verifica regolarmente in questo contesto la concessione di crediti ipotecari da parte delle banche (vigilanza riferita all'istituzione, ossia microprudenziale). La Confederazione interviene quando sono necessarie modifiche legislative. Lo scambio di informazioni e la collaborazione tra DFF, FINMA e BNS in caso di minaccia di crisi del sistema nel settore della stabilità finanziaria e della regolazione del mercato finanziario sono disciplinati da cosiddetti memorandum of understanding sulla collaborazione tripartita tra le autorità finanziarie svizzere.
3. Una concorrenza leale tra istituti finanziari presuppone che tutti osservino regole paragonabili. Nel caso di singoli istituti che assumono rischi eccessivi la FINMA può esigere maggiori fondi propri specifici a tali istituti. Le misure specifiche agli istituti possono completare ulteriori strumenti per attenuare la domanda di crediti ipotecari. Una crescita mediamente elevata a livello nazionale del prezzo degli immobili, come quella che si osserva attualmente, può pertanto essere indirizzata solo limitatamente.
4. Per le assicurazioni, nel settore della concessione di crediti ipotecari si applicano regole diverse da quelle applicate alle banche perché lo scopo di regolazione è diverso. In questo senso ad esempio le assicurazioni non possono concedere crediti di costruzione e, diversamente dalle banche, valgono norme di vigilanza per quanto riguarda l'anticipo netto. Queste regole si applicano ai cosiddetti patrimoni vincolati ai quali sono attribuite quasi tutte le ipoteche delle assicurazioni. La prassi di concessione dei crediti è pertanto corrispondentemente conservatrice e la necessità di ulteriori misure di regolazione non è attualmente data.
Risposta del Consiglio federale.