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Contraddizioni e ipocrisia della politica agricola ufficiale in materia di lotta contro le emissioni di CO2

14.4041 · Interpellanza · 2014-12-01

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In un articolo apparso sulla rivista "Recherche agronomique suisse" si afferma che "dal 1990 al 2011 le emissioni della produzione agricola diretta sono diminuite dell'8 per cento circa grazie alla riduzione degli effettivi di animali e dell'impiego di concimi minerali, mentre le emissioni riconducibili alle importazioni di derrate alimentari sono aumentate addirittura del 70 per cento".

Partendo da tali constatazioni assodate a livello scientifico, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale non dovrebbe incrementare il proprio sostegno alla campicoltura indigena, in particolare ai cereali da foraggio, invece di ridurre progressivamente la protezione alla frontiera, come ha appena fatto, favorendo ulteriormente l'importazione di derrate alimentari, principale responsabile dell'aumento dei gas a effetto serra?

2. Considerata la forte immigrazione che ha caratterizzato la Svizzera dal 1990, il Consiglio federale non ritiene che l'agricoltura elvetica si sia impegnata notevolmente nell'ambito dell'efficienza e che sarebbe piuttosto opportuno cambiare la propria strategia a livello di importazioni di derrate alimentari?

3. Partendo dalle rilevazioni degli esperti, in base alle quali il volume di emissioni causate dalla produzione è troppo basso per ottenere riduzioni considerevoli nel settore delle materie ausiliarie agricole e del consumo di energia, il Consiglio federale non ha imboccato una strada completamente sbagliata con la sua politica agricola "di intensa estensivazione"?

4. Lo smantellamento progressivo della protezione alla frontiera con diversi pretesti non mira, anziché a migliorare la competitività dell'agricoltura svizzera, innanzitutto ad aumentare le possibilità d'importazione di derrate alimentari, ponendosi in profonda contraddizione, come dimostrato dal precitato studio, con una lotta efficace contro le emissioni di CO2? Il Consiglio federale come spiega tali contraddizioni?

Stellungnahme des Bundesrates

Il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici IPCC stima che il 14 per cento circa dei gas serra globali è riconducibile direttamente alla produzione agricola. Secondo l'Inventario nazionale dei gas serra, la quota attribuibile all'agricoltura svizzera ammonta al 12 per cento. Il nostro Paese è un tassello di un sistema agroalimentare globale, produce il 55 per cento del fabbisogno netto di calorie e per la parte rimanente dipende dalle importazioni. Per il Consiglio federale è importante che le basi per la produzione agricola siano utilizzate in modo da rimanere a disposizione anche delle generazioni future per la produzione di derrate alimentari. La strategia sul clima per l'agricoltura elaborata dall'UFAG prevede obiettivi ambiziosi concernenti la riduzione delle emissioni dei gas serra provenienti dall'agricoltura e l'adeguamento della produzione ai cambiamenti climatici.

1./4. Il tasso d'emissione di gas serra è determinato in primo luogo dal tipo di prodotto, dalla forma di produzione e dall'ulteriore trasformazione. Sono altrettanto rilevanti la modalità di preparazione delle derrate alimentari e la percentuale che va persa sotto forma di food waste. Per i beni consumati quotidianamente la provenienza, ossia le emissioni derivanti dal trasporto, è di secondaria importanza.

Una promozione specifica della produzione indigena di cereali da foraggio andrebbe a scapito di altre colture e ciò renderebbe necessario incrementare le importazioni e/o praticare una gestione più intensiva di altre superfici. Le emissioni di gas serra non verrebbero ridotte, bensì trasferite. Sulla base di una considerazione globale, anche una modifica della portata della protezione alla frontiera non avrebbe un influsso sostanziale sul bilancio dei gas serra.

2./3. Negli ultimi 25 anni in Svizzera è stato possibile ridurre le emissioni di gas serra della produzione agricola. Il risultato è ancor più soddisfacente se si tiene conto che, nello stesso periodo, la produzione di derrate alimentari è aumentata di oltre il 10 per cento. Tuttavia si può e si deve accrescere ulteriormente l'efficienza (meno emissioni per caloria alimentare). La strategia sul clima per l'agricoltura illustra i relativi campi d'intervento. L'ottimizzazione dei cicli delle sostanze e dell'energia nonché, ad esempio, la selezione di animali da reddito più efficienti possono contribuire a ridurre il fabbisogno di alimenti per animali e quindi le importazioni di foraggi. È necessario, però, cambiare anche le abitudini legate ai consumi (meno emissioni per paniere delle merci). Sono stati intrapresi diversi sforzi, ad esempio per quanto riguarda la composizione degli alimenti e il food waste. Essi mirano, attraverso la sensibilizzazione, a indirizzare i consumatori verso abitudini e comportamenti più sostenibili.

Risposta del Consiglio federale.

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