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14.4052 · Postulato · 2014-12-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in cui esponga gli obiettivi principali e i pacchetti di misure mediante i quali intende garantire lo sviluppo economico sostenibile in Svizzera che comporterebbe, in particolare, un'immigrazione in Svizzera largamente accettata.

Begründung

Fenomeni quali l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" o l'iniziativa popolare Ecopop mostrano che alcune questioni sono la riprova di un certo malessere in larghe fasce della popolazione. I problemi possono derivare da esperienze vissute sul treno, dalla ricerca di un alloggio o dal posto di lavoro, ma in parte anche da semplici timori. La realtà, però, è che influiscono in modo considerevole sull'agenda politica e tendono a caricarla ulteriormente.

In Svizzera la politica è riuscita a orientare la ricerca delle cause dei problemi verso l'immigrazione. Uno sguardo obiettivo sulla situazione dimostra tuttavia che l'attività economica in Svizzera - tenuto conto dei relativi vantaggi che offre il nostro Paese - è il motore dell'immigrazione. La manodopera straniera non può semplicemente imporre la sua presenza alla Svizzera. L'affermazione di Max Frisch, invece, continua a essere pertinente: "Cercavamo braccia, sono arrivati uomini". In questo caso l'accento è da porre sul "noi".

In un'epoca in cui le interdipendenze sono complesse, i cambiamenti sono rapidi e la relazione tra vantaggi e svantaggi di queste svolte è ineguale, non c'è da stupirsi se alle urne, oltre a chiare convinzioni, vengano espressi pure altri segnali, magari riguardanti soltanto una minima parte del malessere percepito. Dopo uno scrutinio non è dunque così semplice capire ciò che il popolo voglia realmente.

È pertanto giunto il momento di chiedersi quanto sia ragionevole perseguire una politica economica che punti alla crescita quantitativa e allo stesso tempo limitare l'accesso di manodopera straniera, che altro non è che la conseguenza di questa politica. Ed è anche tempo di porsi la stessa domanda per quanto riguarda certe dichiarazioni esagerate espresse a proposito di ecologia e protezione del paesaggio. Occorre stendere una strategia globale e avviare un dibattito politico. Le analisi e i piani condotti singolarmente sono numerosi. Affinché il mondo politico possa influire sull'attività economica, sull'immigrazione, sulla protezione del clima e sulla pianificazione territoriale, per citare soltanto alcuni temi, è necessario far capo a un documento univoco.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 7 marzo 2014 il Consiglio federale ha deciso di riesaminare la sua politica di crescita. Questa decisione è stata intrapresa alla luce del fatto che la fine del 2015 coinciderà con la conclusione di un periodo di legislatura e con la fine del terzo pacchetto di misure del Consiglio federale a favore della crescita. L'accettazione del nuovo articolo 121a della Costituzione federale mette in discussione la libera circolazione delle persone e i rapporti con l'UE, due pilastri importanti dell'attuale politica di crescita. Visto lo scetticismo crescente verso la crescita quantitativa, il Consiglio federale intende accogliere queste critiche e trovare delle misure per contenere in modo mirato gli spiacevoli effetti collaterali della crescita economica.

Il 14 gennaio 2015 il Consiglio federale ha presentato un rapporto che, secondo gli insegnamenti tratti dalla recente crisi economica, valuta la necessità di intervento in materia di politica economica. Questo rapporto risponde allo stesso tempo anche al postulato Leutenegger Oberholzer 13.3907, "Debole crescita economica in Svizzera", del 27 novembre 2013, il quale incaricava il Consiglio federale di illustrare con un rapporto la situazione economica in Svizzera e gli eventuali punti deboli, con l'intento di incrementare la crescita reale del prodotto interno lordo pro capite.

La nuova politica di crescita si concentrerà sulle misure che puntano alla crescita della produttività del lavoro (es. nei settori del rafforzamento della concorrenza, dell'apertura internazionale o dell'attenuazione della mancanza di manodopera specializzata). Inoltre devono essere prese in considerazione anche misure che, da un lato, rafforzino la resistenza dell'economia svizzera nei confronti delle crisi economiche (es. miglioramento della sostenibilità finanziaria delle assicurazioni sociali o riduzione dei rischi sistemici nel settore finanziario) e, dall'altro, che aumentino la produttività delle risorse impiegate, arginando così gli effetti indesiderati della crescita economica (in questo ambito si persegue anche la totale disgiunzione tra crescita economica e impatto ambientale). Questo nuovo orientamento della politica di crescita mira a uno sviluppo economico sostenibile, largamente sostenuto e volto a promuovere la prosperità in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.