Linea di trasporto pubblico transfrontaliera 532 Capolago-Brusino Arsizio-Porto Ceresio. Perchè si subisce la passività italiana?
15.1011 · Interrogazione · 2015-03-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Dal 2009 fino a fine 2013, la linea 532 - gestita con concessione federale dall'Autolinea Mendrisiense SA (AMSA) - oltrepassava il confine svizzero e circolava fino a Porto Ceresio (Italia) senza svolgere nessun servizio interno in Italia sulla base di un benestare (Nulla Osta) del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di Roma (Ministero dei trasporti). AMSA, dopo ricezione del benestare, aveva abbinato la propria concessione federale per il servizio pubblico sulla linea 532, valida fino al confine di Stato (Brusino Arsizio Dogana), al citato Nulla Osta Italiano e ha iniziato il servizio transfrontaliero, collegando Capolago a Porto Ceresio. A fine 2013 la Polizia statale italiana ha però confiscato il veicolo di AMSA e impedito il proseguimento dei trasporti pubblici transfrontalieri, indicando di non riconoscere il Nulla Osta del Ministero dei trasporti. Parimenti, si segnala che da diversi anni tra Como e Chiasso nonché tra Porlezza e Lugano circolano bus italiani dell'azienda "ASF Como" che svolgono un servizio transfrontaliero di linea. Il servizio è svolto tutt'ora abbinando la concessione italiana con un'autorizzazione internazionale, rilasciate entrambe dal Ministero dei trasporti. Con Germania, Francia e Austria sono tra l'altro in essere degli accordi internazionali, siglati tra il 1952 e il 1959, che regolano i servizi di linea transfrontalieri. Nel corso del 2014, per reciprocità di trattamento rispetto alle imprese italiane che sconfinano su territorio svizzero con servizi di linea regolari, AMSA ha richiesto all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) di poter ricevere un'autorizzazione internazionale temporanea da abbinare alla propria concessione federale per il tratto su territorio Svizzero, fino a quando tra Svizzera e Italia non sarà steso un accordo internazionale valido come per Francia, Germania e Austria.
1. Cosa ha fatto l'UFT sino a oggi per regolarizzare la situazione e permettere il servizio?
2. A quale punto si trovano i negoziati per la stesura di un accordo internazionale tra Svizzera e Italia che regolarizza i trasporti pubblici di linea a cavallo della frontiera?
3. Risulta possibile rilasciare un'autorizzazione internazionale temporanea fino a conclusione del citato accordo? In caso negativo, per quali ragioni le imprese italiane possono varcare invece tranquillamente il confine proprio basandosi su un accordo similare?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha analizzato le condizioni di legittimità in cui operano le autolinee regionali transfrontaliere tra la Svizzera e l'Italia e a questo proposito è in contatto con le autorità competenti italiane. La questione in oggetto è stata fra l'altro affrontata dal gruppo di lavoro "Trasporto delle persone" durante la riunione del 12 febbraio 2015 a Roma. Le delegazioni non sono ancora giunte a un accordo in merito all'interpretazione di alcune disposizioni dell'Accordo sui trasporti terrestri Svizzera-UE (di seguito accordo), in particolare per quanto concerne l'articolo 20. Contrariamente alla Svizzera, l'Italia ritiene che pur non annullando le convenzioni bilaterali preesistenti l'accordo non consenta tuttavia di concluderne di nuove. Facendo riferimento alla soluzione giuridica individuata con la Francia, la delegazione svizzera ha invece proposto di risolvere la questione relativa alle autorizzazioni tramite una convenzione bilaterale italo-svizzera o altrimenti mediante tutt'altra misura, quale ad esempio il rilascio di autorizzazioni nazionali da parte degli Stati interessati.
2. La delegazione italiana si è nuovamente mostrata molto scettica sull'opportunità di una convenzione bilaterale argomentando che il tipo di servizio in oggetto è sottoposto all'accordo, che proibisce il cabotaggio. Secondo la Svizzera la questione va invece risolta bilateralmente e non a livello di UE.
Nel frattempo l'Italia ha interpellato la Commissione europea (applicazione dell'accordo che proibisce il cabotaggio vs. competenza dell'Italia e della Svizzera di risolvere la questione). Quando sarà noto il parere della commissione, l'Italia e la Svizzera esamineranno assieme alle Regioni, le province e i cantoni interessati come giungere a una soluzione soddisfacente per entrambi i Paesi.
3. L'UFT ha proposto alla Autolinea Mendrisiense SA, a titolo di soluzione transitoria fino alla regolamentazione bilaterale perseguita, di effettuare il servizio tra Brusino Arsizio Dogana e Porto Ceresio, situato in territorio italiano, sulla base di un'autorizzazione per il traffico transfrontaliero. Ma questa soluzione, che permetterebbe di assicurare il collegamento con la linea Capolago-Brusino Arsizio Dogana, è possibile soltanto se anche l'Italia procede allo stesso modo.
Risposta del Consiglio federale.