15.3067 · Interpellanza · 2015-03-05
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Da un'inchiesta condotta dall'Ufficio federale della cultura emerge che in Svizzera si accorda una scarsa importanza alla ricerca sulla provenienza. Molti musei non hanno appurato la provenienza delle loro collezioni o lo hanno fatto in maniera superficiale. Diversamente che in altri Paesi, in Svizzera non ci sono prescrizioni nazionali sulla ricerca sulla provenienza. La discussione in corso sull'arte confiscata dai nazisti mostra tuttavia che la necessità d'intervenire è grande. Come giudica il Consiglio federale questa necessità d'intervenire?
1. La ricerca sulla provenienza rientra tra i compiti della Confederazione?
2. Come la Confederazione intende assumersi le sue responsabilità?
3. Come intende migliorare il coordinamento nella ricerca sulla provenienza?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale rimanda alle sue risposte all'interpellanza Aubert 13.4027, alla mozione Reynard 14.3480, alla mozione Tschäppät 14.3497, alla domanda Tschäppät 14.5602, alla domanda von Graffenried 14.5664 e all'interpellanza Comte 14.4157.
1. La ricerca sulla provenienza, in particolare per quanto riguarda oggetti di provenienza incerta, è un compito peculiare dei musei e delle collezioni (cfr. punto 2.3 del Codice etico del Consiglio internazionale dei musei ICOM per i musei).
2. La Confederazione ha sottoposto i fondi dei musei e delle collezioni di sua proprietà a una verifica della provenienza e pubblicato i risultati in un rapporto facendo così fronte alle proprie responsabilità. In questo ambito molti musei cantonali, comunali e privati della Svizzera accusano tuttavia un ritardo rispetto alla Confederazione. È quanto risulta tra l'altro da un'inchiesta condotta tra il 2008 e il 2010 tra 551 musei svizzeri. Il rapporto pubblicato ha evidenziato la necessità di intervenire. Nel messaggio sulla cultura 2016-2020 (FF 2015 447), il Consiglio federale ha affermato che nei musei e nelle collezioni di terzi sussistono lacune per quanto riguarda l'attribuzione della provenienza. Auspica pertanto che siano intensificate le ricerche sulla provenienza e messe a disposizione le risorse finanziarie necessarie.
La Confederazione ha già adottato diversi misure tese a offrire un sostegno in tal senso. L'ente opere d'arte frutto di spoliazioni dell'Ufficio federale della cultura (UFC), un servizio amministrativo neutrale, ha il mandato di fornire informazioni generali a musei, collezioni e ad altre cerchie di interessati, per esempio agli eredi di vittime dell'olocausto. Inoltre nel 2013 ha realizzato insieme ai cantoni e alle associazioni dei musei un portale Internet centrale dedicato all'arte confiscata sotto il regime nazista e alla ricerca sulla provenienza. Il portale contiene molte informazioni che possono essere utili al momento di chiarire le provenienze.
3. È intenzione della Confederazione, mediante questo portale e in collaborazione con i musei, contribuire a che sia intensificata la ricerca sulla provenienza e siano trovate soluzioni giuste ed eque per le opere confiscate dai nazisti. Rientra in questa strategia in particolare il gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento federale dell'interno e dal Dipartimento federale degli affari esteri di cui fanno parte i cantoni e le associazioni dei musei e che ha il compito di coordinare gli ulteriori lavori.
L'UFC sta anche prendendo in considerazione un sostegno finanziario ai sensi dell'articolo 10 della legge sulla promozione della cultura (RS 442.1) per progetti condotti nei musei e nelle collezioni di terzi finalizzati alla ricerca sulla provenienza e alla pubblicazione dei risultati. Nel corso di quest'anno ha inoltre intensificato il dialogo con i musei d'arte.
Risposta del Consiglio federale.