15.3304 · Postulato · 2015-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Sulla base di uno studio scientifico, il Consiglio federale è pregato di presentare un rapporto riguardante i disordini e gli scontri in Europa.
A tale scopo è invitato a chiedere agli istituti di ricerca, al Center for Security Studies o al Centro ginevrino per la politica di sicurezza, sovvenzionati dalla Confederazione, di approfondire la questione mediante uno studio svolto nel quadro dei contributi federali già accordati. Il rapporto dovrà essere realizzato in collaborazione con il Servizio delle attività informative della Confederazione.
Lo studio e il rapporto dovranno comprendere una rilevazione di tutti gli avvenimenti verificatisi in Europa negli scorsi 20 anni che possono essere considerati come disordini, scontri, manifestazioni violente o simili. Si chiede di analizzare l'intensità e la diffusione di queste forme di violenza e di rivolta e di stabilire il nesso con altre forme di minaccia come il terrorismo, l'estremismo, l'islamismo, la criminalità organizzata e gli spazi in cui non vige alcuna legge in un contesto prevalentemente urbano. In conclusione, lo studio e il rapporto dovranno presentare ampie possibilità di sviluppo.
Begründung
La situazione economica e politica di numerosi Paesi europei è precaria, e ciò ha ripercussioni anche a livello della politica sociale e della sicurezza. Vari think tank pronosticano possibili gravi disordini nelle metropoli europee e lanciano quindi un segnale d'allarme. Lo studio americano "Global Trends 2025" e altri studi successivi del "National lntelligence Council" americano parlano di probabili e gravi tumulti interni nelle agglomerazioni dell'UE. L'istituto di ricerca britannico "Economist lntelligence Unit" ha elaborato una mappa mondiale dei rischi di sommosse: nella categoria dei Paesi ad alto rischio figurano alcuni Stati dell'Europa meridionale. Una breve analisi dei media degli anni 2013 e 2014 di per sé dimostra quanto siano già diffusi sporadici episodi di disordini violenti. La situazione è aggravata dai crescenti flussi migratori accompagnati da un'integrazione sempre più ridotta. Al centro dell'attenzione si trovano in particolare i sobborghi, nei quali parzialmente già oggi di fatto esistono spazi in cui non vige alcuna legge. Anche gruppi islamici, bande di giovani e la criminalità organizzata procurano dei grattacapi. Nell'UE esperti, autorità, servizi d'informazione e assicurazioni temono visibilmente già adesso l'incremento dei disordini sociali e dietro le quinte si stanno già preparando.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene importante una valutazione permanente della situazione e un'individuazione precoce in materia di politica di sicurezza. Gli uffici federali incaricati seguono con attenzione la situazione in Europa e in altre regioni rilevanti per gli interessi svizzeri in materia di sicurezza. Gli uffici competenti forniscono pertanto le basi per il processo decisionale in materia di politica di sicurezza.
Il Servizio delle attività informative della Confederazione pubblica ogni anno un rapporto in cui analizza la situazione di sicurezza della Svizzera e illustra i principali pericoli e minacce strategici in Svizzera e all'estero. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) pubblica inoltre un rapporto annuale sulla situazione della criminalità in Svizzera, tra l'altro negli ambiti della tifoseria violenta, del terrorismo o dell'estremismo violento.
Il Consiglio federale sottopone al Parlamento a intervalli regolari rapporti sulla politica di sicurezza della Svizzera. Questi rapporti hanno lo scopo di analizzare il contesto rilevante per la Svizzera nell'ambito della politica di sicurezza e l'evoluzione futura e, quindi, di definire l'orientamento della politica di sicurezza e dei suoi strumenti. Nel prossimo rapporto sulla politica di sicurezza, che sarà pubblicato nel 2016, il Consiglio federale persegue in particolare l'obiettivo di analizzare le minacce e i pericoli per la Svizzera.
I risultati di think tank svizzeri e stranieri e di istituti di ricerca confluiscono nell'elaborazione di documenti di base sulla politica di sicurezza. Per il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza sono state effettuate previamente indagini conoscitive con esperti svizzeri e stranieri del campo della politica di sicurezza, tra cui anche il direttore del Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo. Inoltre ha luogo uno scambio regolare tra gli uffici federali competenti e istituti come il CSS o il Geneva Centre for Security Policy (GCSP; Centro ginevrino per la politica di sicurezza), che con i loro rapporti e le loro analisi forniscono le basi per una discussione sulla politica di sicurezza in Svizzera.
Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene necessario un tale rapporto supplementare e propone di respingere il postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.