16.3216 · Postulato · 2016-03-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di vagliare l'opportunità di aggiornare il rapporto nazionale sulla povertà delle famiglie. Il rapporto dovrà analizzare in particolare l'effetto dell'introduzione delle prestazioni complementari (PC) per le famiglie misurandone l'impatto sull'aiuto sociale in ogni cantone in cui sono versate, primo fra tutti il Ticino, che le ha introdotte nel 1996. L'obiettivo è di allestire un inventario nazionale dettagliato dei regimi cantonali di PC per le famiglie.
Begründung
In Svizzera, vivere in una famiglia monoparentale implica un rischio di povertà più elevato. Questa ingiustizia potrebbe essere riparata introducendo PC per le famiglie, un'idea già avanzata all'inizio degli anni 2000 dalle nostre ex colleghe Jacqueline Fehr e Lucrezia Meier-Schatz. Inizialmente favorevole, dopo undici anni di lavori il Consiglio nazionale aveva infine respinto il progetto, ritenendolo un'ingerenza eccessiva nelle competenze cantonali e considerando che nel frattempo altre prestazioni sociali erano state migliorate.
Se è vero che da allora sono stati introdotti gli assegni familiari federali, va anche detto che questo non ha prodotto molti effetti per le famiglie più povere del nostro Paese. Analogamente alle PC all'AVS/AI, che hanno permesso di far uscire dalla povertà numerose persone anziane o disabili, le PC per le famiglie sono uno strumento efficace e mirato, che consente di sgravare in particolare le città delle prestazioni sociali sempre più elevate che devono finanziare. In Ticino, secondo le cifre già datate che ho potuto ottenere (2008), l'introduzione delle PC ha permesso di risparmiare il 60 per cento delle prestazioni dell'aiuto sociale.
Considerato il successo di questa misura, molti altri cantoni hanno iniziato a versare alle famiglie povere prestazioni in funzione delle risorse, ma d'importo e durata manifestamente molto diversi tra loro. A fronte di una tale eterogeneità, il rapporto richiesto permetterebbe di valutare in che misura la Confederazione potrebbe elaborare un quadro generale nazionale per le PC per le famiglie, come aveva fatto a suo tempo per gli assegni familiari.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale concorda con l'autrice del postulato sulla necessità di lottare maggiormente contro la povertà delle famiglie. Questo tema costituisce una delle priorità del programma nazionale contro la povertà, che la Confederazione attua in collaborazione con cantoni, città, comuni e attori della società civile tra il 2014 e il 2018. Nel quadro di un mandato di ricerca saranno rilevate e analizzate strategie, misure e prestazioni comunali nell'ambito della prevenzione e della lotta contro la povertà delle famiglie, nonché formulate raccomandazioni in merito. Sempre nel quadro del programma, il Consiglio federale vaglierà anche l'introduzione di un monitoraggio della povertà in Svizzera. In questo contesto, sarebbe ipotizzabile porre la priorità su un tema specifico, ad esempio la lotta contro la povertà delle famiglie.
Per quanto concerne le possibilità di sviluppo della politica familiare, il 20 maggio 2015 il Consiglio federale ha adottato un rapporto concernente lo stato della politica familiare e le opzioni d'intervento della Confederazione, in adempimento del postulato Tornare 13.3135, "Politica familiare" del 20 marzo 2013 (rapporto disponibile in tedesco e in francese sul sito Internet www.ufas.admin.ch > Temi > Famiglie/assegni familiari > Politica familiare: quadro generale). In questo contesto ha esaminato anche le prestazioni complementari per le famiglie. Constatando la reiezione della mozione Feri 13.3351, "Prestazioni complementari per le famiglia. Un mezzo per lottare contro la povertà", da parte del Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2015, ha deciso di non dare seguito a questa opzione d'intervento. Nel summenzionato rapporto, l'esecutivo ha analizzato anche gli assegni per i figli in funzione del bisogno quali misure mirate per la lotta contro la povertà delle famiglie, in particolare quelle che rientrano nella categoria dei "working poor". Poiché questi causerebbero costi per un importo compreso tra 300 e 600 milioni di franchi l'anno e vista l'attuale situazione finanziaria, il Consiglio federale non li ritiene sostenibili al momento. Inoltre, un intervento della Confederazione non sarebbe in linea con la ripartizione delle competenze vigente tra la Confederazione e i cantoni (v. al riguardo anche il parere del Consiglio federale in risposta alla mozione Feri 15.3939, "Integrare gli assegni per i figli in funzione del bisogno").
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.