Conto di risparmio per le cure. Riduzione dei premi dell'assicurazione malattie e sgravio del personale di cura
16.4086 · Mozione · 2016-12-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le basi legali necessarie affinché il finanziamento delle cure prodigate alle persone anziane avvenga attraverso un conto di risparmio per le cure. L'avere accumulato su questo conto di risparmio obbligatorio dovrà essere reso ereditario ed esente da imposte. Questo sistema previdenziale non dovrà essere finanziato da contributi salariali, ma da premi fissi. Come già previsto dalla LAMal nell'ambito delle riduzioni dei premi, lo Stato interverrebbe a titolo sussidiario e a seconda delle esigenze. Dovrà inoltre essere soppressa la distinzione fra cure e assistenza alle persone anziane e le relative prestazioni dovranno essere finanziate in maniera uniforme attraverso il conto di risparmio per le cure.
Begründung
Lo sviluppo demografico comporta un forte aumento del fabbisogno di cure per le persone anziane e, quindi, dei costi ad esso associati. Secondo le stime del Consiglio federale, la spesa pubblica per la cura a lungo termine delle persone anziane, che nel 2011 ammontava a 6,2 miliardi di franchi, passerà a circa 12 miliardi di franchi nel 2030 e a 17 miliardi di franchi nel 2040. Tra i fattori che fanno lievitare i costi vi è, oltre allo sviluppo demografico, la mancanza di incentivi per i singoli e i fornitori di prestazioni ad impiegare con parsimonia i mezzi finanziari a disposizione e a risparmiare per ridurre i costi delle cure delle persone anziane. Visto che il contratto intergenerazionale è già messo a dura prova (in particolare a causa dell'andamento dei costi nell'ambito della LAMal, dell'AVS e anche della LPP) non sembra ragionevole scaricare i costi sulle generazioni future.
S'impone un cambiamento di sistema, perché di fatto le prestazioni complementari sono diventate un'assicurazione delle cure. Occorre quindi contrastare i falsi incentivi e promuovere la responsabilità individuale nel senso dell'adozione di un comportamento volto al risparmio che permetta di garantire la propria cura nella terza età. Gli averi ereditari accumulati grazie al conto di risparmio per le cure obbligatorio potranno essere impiegati per tutte le prestazioni che s'impongono in caso di cura (servizi di assistenza e cura a domicilio, strutture diurne, casa di cura, ecc.). Lo Stato interverrebbe a titolo sussidiario, ovvero soltanto se la persona interessata non è in grado di pagare i suoi premi. Lo sgravio dell'ente pubblico nel settore del finanziamento residuo delle cure e delle prestazioni complementari ridurrebbe le imposte e frenerebbe la crescita dei costi delle prestazioni complementari. Analogamente, il finanziamento attraverso il conto di risparmio per le cure implicherebbe una corrispondente riduzione dei premi dell'assicurazione malattie. Le quote ereditate del conto di risparmio per le cure dovrebbero poter essere impiegate anche per finanziare il proprio conto di risparmio per le cure.
Il finanziamento della totalità delle cure con il conto di risparmio per le cure (siano esse ambulantoriali o stazionarie e indipendentemente dalla forma giuridica del fornitore delle prestazioni) non soltanto promuoverebbe l'adozione di un comportamento attento ai costi e rafforzerebbe la libertà di scelta dei pazienti, ma favorirebbe anche la concorrenza tra gli istituti. Verrebbero così creati gli incentivi necessari per incoraggiare i fornitori di prestazioni a migliorare la loro offerta e a proporre prestazioni per quanto possibile economiche.
In una società che invecchia, il fabbisogno di personale di cura cresce e v'è da temerne la carenza. Occorre pertanto garantire un impiego più efficiente del personale di cura ed esonerarlo da inutili compiti burocratici, eliminando la differenza tra assistenza e cura nell'ambito dei conteggi. Nella realtà, questa differenziazione non è pressoché definibile e fa perdere al personale tempo prezioso che potrebbe invece dedicare alla cura dei pazienti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione che il finanziamento delle cure rappresenterà in futuro una grande sfida. Nel suo rapporto sullo stato e le prospettive delle cure di lunga durata (consultabile in tedesco all'indirizzo: www.parlament.ch > Geschäfte > 12.3604 > Bericht in Erfüllung des parlamentarischen Vorstosses), ha illustrato le sfide che le attendono e proposto soluzioni per il loro finanziamento. Per motivi demografici, attorno al 2030 la problematica è destinata ad accentuarsi: le discussioni politiche sui possibili approcci devono quindi essere avviate tempestivamente. Sarebbe tuttavia un errore fissarsi sin d'ora su determinate opzioni senza accertamenti approfonditi e senza il necessario dibattito politico.
Anche tra gli anziani la dipendenza dalle cure è ripartita in modo molto eterogeneo. Nel 2008 aveva un intenso bisogno di cure circa il 9 per cento delle persone di età superiore ai 65 anni, mentre gran parte degli anziani non necessitava di cure, o ne necessitava solo in misura limitata. I dati dell'Ufficio federale di statistica indicano inoltre che meno della metà delle persone necessitano di cure assidue nel corso della vita (cfr. in particolare la pubblicazione dell'Osservatorio svizzero della salute "Pflegebedürftigkeit und Langzeitpflege im Alter", consultabile in tedesco all'indirizzo www.obsan.ch > Publikationen > Langzeitpflege).
Il Consiglio federale teme che un ulteriore risparmio forzato disciplinato dallo Stato (oltre alla previdenza professionale con contributi che attualmente si aggirano sui 45 miliardi di franchi all'anno) possa rivelarsi economicamente problematico. Per motivi di politica finanziaria e fiscale è inoltre scettico sull'imposizione privilegiata del conto di risparmio per le cure, a cui chiaramente mira la mozione. A seconda della loro impostazione, gli incentivi fiscali causerebbero perdite fiscali non indifferenti a livello federale, cantonale e comunale, il che non sarebbe auspicabile per le finanze federali. Le agevolazioni fiscali favorirebbero soprattutto le economie domestiche più forti, senza però ridurre le spese sostenute dallo Stato per le loro prestazioni sociali.
L'apertura di un conto di risparmio individuale per le cure creerebbe alle persone di modeste condizioni economiche difficoltà finanziarie che potrebbero essere attenuate o risolte solo con un nuovo strumento di politica sociale. In quest'ottica non sono quindi prevedibili vantaggi, dal momento che non si farebbe altro che convertire buona parte dei costi di determinati strumenti di politica sociale (prestazioni complementari all'AVS e all'AI, finanziamento residuo, riduzione dei premi dell'assicurazione malattie) in uscite per un nuovo strumento.
Sia il disciplinamento vigente del finanziamento sia una soluzione assicurativa presentano vantaggi rispetto a un conto di risparmio per le cure. Le soluzioni assicurative si prestano in caso di rischi con una probabilità di occorrenza da bassa a media e costi elevati se l'evento si verifica, in particolare quando il rischio di base non può essere influenzato o può esserlo solo minimamente, come nel caso del bisogno di cure. Il capitale risparmiato individualmente per le cure rimarrebbe inutilizzato da coloro che muoiono senza aver avuto bisogno di cure. Il fatto che queste persone non abbiano potuto disporre di tale capitale in vita rappresenta un'ingerenza problematica nella garanzia della proprietà, soprattutto per le persone senza discendenti diretti. Per le persone bisognose di cure, invece, spesso il capitale risparmiato non sarebbe sufficiente a coprire i costi, talvolta molto elevati. Soprattutto nei casi con spese di cura elevate, l'obiettivo di accrescere la responsabilità individuale e di riflesso l'efficienza non sarebbe raggiunto. Per evitare questa situazione, i contributi di risparmio dovrebbero essere tanto elevati da essere sufficienti in qualsiasi caso, il che tuttavia aggraverebbe la problematica esposta sopra.
Se i rischi sono ripartiti in modo eterogeneo, le soluzioni fondate sul risparmio si trovano a dover conciliare due obiettivi contrapposti: la copertura dei costi più estesa possibile e l'obiettivo di evitare limitazioni inutili della garanzia della proprietà in singoli casi. Questo conflitto non esiste né nel disciplinamento vigente del finanziamento né nelle possibili soluzioni descritte dal Consiglio federale nel rapporto menzionato sopra. Ritenendo che non sia utile né opportuno voler anticipare, con un mandato legislativo vincolante, la discussione parlamentare sul rapporto, il Consiglio federale respinge la presente mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.