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17.3940 · Mozione · 2017-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire le basi legali atte a conferire esclusivamente alla Confederazione la responsabilità per l'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.

Begründung

Spesso i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente restano per sempre in Svizzera. Se non vengono integrati nella società e soprattutto nel mercato del lavoro, di norma finiscono per dipendere dall'aiuto sociale. Queste persone vanno pertanto integrate attivamente se si prospetta un soggiorno duraturo in Svizzera. A tal fine occorrono prescrizioni uniformi per tutti i Cantoni. La Confederazione deve dunque emanare normative e istruzioni chiare nell'ambito dell'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente. La loro attuazione spetta ai Cantoni mentre i costi vanno assunti dalla Confederazione. Devono essere previste sanzioni finanziarie, ad esempio sotto forma di restituzione dei contributi, nel caso in cui un Cantone non attui o esiti ad attuare le prescrizioni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene fondamentale integrare nel mercato del lavoro e nella società i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente.

L'integrazione è un compito comune della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato la legge federale sugli stranieri e sull'integrazione (LStrI) e quindi confermato l'attuale impostazione della politica in materia di integrazione. L'articolo 56 LStrI stabilisce che l'attuazione della promozione dell'integrazione è un compito comune della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Conformemente all'articolo 58 LStrI i contributi finanziari della Confederazione completano le spese sostenute dai Cantoni. Va pure osservato che in virtù dell'articolo 54 LStrI l'integrazione deve essere sostenuta in prima linea nelle esistenti offerte regolari quali ad esempio quelle di formazione professionale, del mondo del lavoro o scolastiche.

Confederazione e Cantoni hanno concordato obiettivi strategici comuni in materia di promozione dell'integrazione. Tali obiettivi sono attuati tramite programmi d'integrazione cantonali (PIC). L'integrazione linguistica e professionale delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati riconosciuti costituisce uno degli aspetti più importanti dei PIC. Il 25 gennaio 2017 il Consiglio federale ha deciso di proseguire i PIC per il periodo 2018-2021. Essi continueranno a essere cofinanziati da Confederazione e Cantoni.

L'attuazione dei PIC compete ai Cantoni; in merito sono previste prescrizioni vincolanti. I corrispondenti accordi di programma tra la Confederazione e i Cantoni disciplinano, tra l'altro, in quali casi la Confederazione può esigere la restituzione di mezzi finanziari, ad esempio se i Cantoni, per propria colpa, non raggiungono gli obiettivi strategici concordati.

Per migliorare ulteriormente l'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente e permettere anche agli adolescenti e ai giovani adulti giunti tardi in Svizzera di accedere alla formazione post-obbligatoria, nella primavera 2017 la Segreteria di Stato della migrazione, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e i Cantoni hanno convenuto di elaborare congiuntamente un'"Agenda Integrazione Svizzera". Nel quadro di tale agenda si stanno attualmente fissando obiettivi comuni e disciplinando le modalità di finanziamento delle misure convenute. La Confederazione e i Cantoni esamineranno inoltre un adeguamento dell'attuale sistema di finanziamento al fine di incentivare un'integrazione rapida e durevole.

Il fatto che Confederazione e Cantoni attuino congiuntamente la promozione dell'integrazione rispetta non soltanto le disposizioni della LStrI, approvata dal Parlamento il 16 dicembre 2016, ma anche le strutture federalistiche della Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.