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17.4139 · Mozione · 2017-12-14

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Si chiede al Consiglio federale di applicare alle Giurisdizioni non cooperative iscritte nella lista nera dell'UE, ed eventualmente ad altre oasi fiscali, almeno le stesse sanzioni previste dall'UE.

Begründung

Probabilmente nel corso del mese di dicembre 2017 l'Unione europea pubblicherà un elenco di Giurisdizioni non cooperative (Stati terzi), la cosiddetta lista nera. La lista riporta gli Stati che rifiutano di adeguarsi agli standard internazionali riconosciuti in materia di trasparenza fiscale, tassazione equa e attuazione delle misure di contrasto al BEPS (Base Erosion and Profit Shifting). Non è ancora chiaro se e con quali sanzioni saranno inseriti in elenco gli Stati non conformi. Naturalmente, se le sanzioni escludono le cooperazioni con l'UE o simili la Svizzera non potrà fare altrettanto. Può però, per quanto possibile, applicare sanzioni equivalenti e dare così maggior peso alla volontà dell'UE. Per quanto riguarda le altre sanzioni già oggetto di dibattito pubblico, come l'accesso ai crediti del FMI, la Svizzera può allinearsi sulla posizione dell'UE. Con questa mozione si invita il Consiglio federale a valutare criticamente la lista dell'UE e, se possibile, a integrarla con Stati che, pur risultando non conformi, non sono presenti nell'elenco per motivi prettamente politici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 5 dicembre 2017 il Consiglio dell'UE ha adottato le conclusioni sulla lista UE delle Giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. Questa lista, che si basa su tre criteri principali (trasparenza fiscale, equa imposizione, norme anti-BEPS), comprende 17 Giurisdizioni (allegato I delle conclusioni).

Le conclusioni affrontano inoltre la questione delle misure di difesa da applicare alle giurisdizioni presenti sulla lista. La lista è stata associata ai finanziamenti dell'UE nell'ambito del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) e un riferimento ad essa potrebbe essere incluso anche in altri progetti legislativi futuri. Nel settore fiscale, gli Stati membri dell'UE devono applicare almeno una delle seguenti misure amministrative: monitoraggio rafforzato di talune operazioni, maggiori rischi di audit per i contribuenti che beneficiano dei regimi fiscali in questione o che si avvalgono di strutture o meccanismi che coinvolgono queste giurisdizioni. In aggiunta, le conclusioni elencano misure di difesa nel settore fiscale che gli Stati possono decidere di applicare, tra le quali figurano, ad esempio, misure di ritenuta alla fonte, la non deducibilità dei costi o requisiti in materia di documentazione speciale.

Non esistono basi legali che permettono di attuare le misure proposte in questa mozione. La Svizzera considera l'OCSE come l'organismo più appropriato per assicurare che la concorrenza fiscale internazionale avvenga a parità di condizioni. Il Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali e l'"Inclusive Framework on BEPS" esaminano l'attuazione degli standard internazionali e identificano gli Stati e i territori che non li rispettano. Il Consiglio federale ritiene più opportuno privilegiare un approccio multilaterale coordinato rispetto all'elaborazione di liste unilaterali degli Stati e dei territori non cooperativi. Per questo motivo, a suo parere non è opportuno aderire alle iniziative dell'UE in questo ambito.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.