Vietare in Svizzera l'immissione sul mercato di materie prime estratte in violazione del diritto internazionale
17.4153 · Postulato · 2017-12-14
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le modalità che permetterebbero di vietare in Svizzera il commercio o l'immissione sul mercato di materie prime estratte in violazione del diritto internazionale.
Begründung
La Svizzera è diventata una piazza importante per il commercio di materie prime, nonostante essa stessa non disponga quasi di risorse naturali. Tali materie prime sono estratte in alcuni dei Paesi più poveri del mondo in condizioni che violano il diritto internazionale (corruzione, violazioni dei diritti umani, danni ambientali). Lo stesso Consiglio federale precisa nel suo rapporto di base sulle materie prime (marzo 2013) che "per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, degli standard ambientali e sociali in Svizzera e all'estero, si aspetta da tutti gli operatori della piazza commerciale elvetica un comportamento integro e responsabile". Anche i cosiddetti Paradise Papers hanno mostrato che il rischio di corruzione nel commercio di materie prime è elevato. È pertanto necessario evitare che in Svizzera siano riciclati patrimoni che derivano dal commercio di materie prime qualora esso sia avvenuto in condizioni illecite o moralmente riprovevoli. Anche nel rapporto sulla valutazione nazionale dei rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo in Svizzera (giugno 2015), elaborato dal gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, si afferma che "nel settore del commercio delle materie prime, la Svizzera rischia di fungere da piattaforma per il riciclaggio di valori patrimoniali". Chiedo pertanto al Consiglio federale di esaminare le possibilità di cui dispone la Confederazione per limitare o vietare in Svizzera il commercio o l'immissione sul mercato di materie prime estratte in violazione del diritto internazionale e di definire le basi legali che sarebbero necessarie a tale scopo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani come pure alla tutela dell'ambiente anche in ambito economico. A questo proposito il Governo punta su una procedura concordata a livello internazionale e ne osserva costantemente gli sviluppi. Il Collegio si aspetta che le aziende con sede in Svizzera e/o che vi esercitano un'attività si assumano la propria responsabilità per quanto riguarda la salvaguardia dei diritti umani e la tutela dell'ambiente nel loro intero campo di attività - e in qualunque realtà sono operative - anche in assenza di un esplicito vincolo di legge. L'Esecutivo riconosce l'impegno già dimostrato dall'economia in questi settori.
I documenti di riferimento del Consiglio federale per la promozione della gestione aziendale responsabile e in particolare del rispetto dei diritti umani sono il Piano d'azione 2015-2019 sulla responsabilità sociale delle imprese (CSR), adottato nel 2015, e il Piano d'azione nazionale per l'attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani del dicembre 2016. Nel 2017 il Governo ha pubblicato un rapporto sullo stato dell'attuazione del primo di questi due piani d'azione. Nel contesto del CSR, la Svizzera ha sostenuto l'elaborazione delle linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali, della guida dell'OCSE sul dovere di diligenza nelle catene di approvvigionamento, dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani come pure dei principi volontari sulla sicurezza e i diritti umani, e s'impegna per la loro attuazione.
Il 27 marzo 2013 il Consiglio federale ha approvato le 17 raccomandazioni del rapporto di base sulle materie prime, tra cui figurano in particolare una maggiore trasparenza dei flussi finanziari e commerciali, il miglioramento della lotta contro il riciclaggio di denaro e la promozione della responsabilità delle imprese e dello Stato nel settore dei diritti umani nonché del rispetto delle norme sociali e ambientali. L'attuazione del rapporto di base sulle materie prime proseguirà nel 2018.
Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime di svolgere, entro novembre 2018, una nuova valutazione della situazione del settore svizzero delle materie prime in merito a varie questioni, tra cui la competitività, l'integrità e l'ambiente e, se del caso, di proporre ulteriori misure. Questo processo rappresenta un buon quadro per trattare le domande presentate nel postulato.
Il quarto rapporto di valutazione sulla Svizzera del GAFI è stato pubblicato il 7 dicembre 2016 e nel complesso il nostro Paese ha ottenuto buoni risultati. Il GAFI riconosce la qualità del dispositivo svizzero per lottare contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il rapporto non contiene raccomandazioni specifiche per il settore delle materie prime.
Il rapporto in adempimento del postulato Recordon 15.3877, "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani", fornirà una panoramica sul settore dell'oro in Svizzera e sui suoi attori principali, e riprenderà anche le domande relative al settore dell'oro presentate nel postulato. La pubblicazione del rapporto è prevista per la metà del 2018.
Tenuto conto dei lavori in corso e della nuova valutazione del settore delle materie prime prevista per la fine del 2018, che risponde alle domande del postulato, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario redigere un ulteriore rapporto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.