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Il Consiglio federale intende rinunciare alle ricerche familiari di DNA nel quadro di inchieste penali?

17.4230 · Interpellanza · 2017-12-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

1. Come giudica il Consiglio federale l'uso della ricerca familiare di DNA dal punto di vista del rispetto dei diritti fondamentali?

2. Prevede di approfittare della revisione della legge sui profili del DNA per vietare l'utilizzo di questo metodo controverso, la cui efficacia non è stata ancora dimostrata?

3. Se intende malgrado tutto autorizzare il ricorso a questo metodo, è disposto a limitarne esplicitamente l'uso ai reati particolarmente gravi e a definirli?

Begründung

Dal 2015 il Tribunale penale federale ha permesso l'uso di una pratica controversa: la ricerca familiare di DNA. Questa tecnica permette di far emergere corrispondenze parziali tra il DNA ritrovato sul luogo di un reato e profili salvati in Codis, la banca dati nazionale sui profili del DNA. Se è identificata una corrispondenza imperfetta, ciò può significare che la persona iscritta in Codis è un parente prossimo della persona sospetta.

Come indicato dall'Incaricato federale della protezione dei dati, questo metodo è problematico in termini di politica penale e di diritti fondamentali. Trattandosi di un dato biometrico sensibile, l'utilizzo del DNA richiede una base legale esplicita, inesistente per le ricerche familiari di DNA. Inoltre, questa pratica viola gravemente la vita privata delle persone registrate in Codis: il parente del presunto autore si ritrova implicato in un procedimento soltanto a causa del legame di parentela. Mentre i parenti di un sospettato hanno il diritto di rifiutarsi di testimoniare in un procedimento penale contro il loro congiunto, in questo caso il loro consenso non è richiesto. Infine, questo metodo non produce i risultati sperati: testato in una quindicina di casi, ha finora permesso di far luce soltanto su un reato. La somiglianza del materiale genetico è infatti spesso il frutto del caso.

Secondo l'Incaricato federale della protezione dei dati, se sono autorizzate, le ricerche di DNA devono essere effettuate come ultima ratio e soltanto per reati particolarmente gravi, in caso di ricerche infruttuose nelle banche dati svizzere e straniere, nel rispetto della proporzionalità. Tuttavia, fedpol ha affermato nei media di non escluderne l'uso, ad esempio, nell'ambito di furti.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è a conoscenza dell'attuale prassi per le ricerche familiari di DNA in base alla legge sui profili del DNA (RS 363). Il pubblico ministero competente per il singolo caso trasmette il mandato per l'esecuzione di questo tipo di ricerche specifiche all'interno del sistema d'informazione basato sui profili del DNA all'Ufficio federale di polizia (fedpol), che a sua volta, dopo averlo sottoposto a un esame formale, lo inoltra per trattamento al servizio di coordinazione in materia di DNA dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Zurigo. Nella sua sentenza del 6 ottobre 2015 (decisione BB.2015.17), il Tribunale penale federale ha stabilito che lo scopo della legge sui profili del DNA, ovvero rendere più efficiente il perseguimento penale, include il ricorso a questo metodo di indagine. Le ricerche familiari di DNA possono pertanto essere eseguite sulla base dell'attuale tenore della legge sui profili del DNA. Di conseguenza, i limiti previsti dalla suddetta legge per tutelare i diritti fondamentali delle persone interessate sono applicabili non solo alle ricerche standard volte a identificare l'autore del reato, ma anche alle ricerche nel sistema d'informazione basato sui profili del DNA finalizzate a individuare eventuali parenti del presunto autore.

2./3. Le ricerche familiari di DNA sono uno strumento a disposizione delle autorità di perseguimento penale a cui esse fanno attualmente ricorso: laddove la ricerca di un presunto autore all'interno del sistema d'informazione basato sui profili del DNA non abbia prodotto alcun riscontro e anche gli altri metodi di indagine siano risultati infruttuosi, questo strumento può rappresentare l'ultima ratio per ottenere informazioni utili per un procedimento penale. Dalla pronuncia della suddetta sentenza del Tribunale penale federale nell'ottobre 2015, una quindicina di ricerche di questo tipo è stata eseguita nel sistema d'informazione. Dalla prassi attuale emerge che le ricerche familiari sono ordinate soltanto nei casi importanti. A quanto risulta, in Svizzera tali ricerche non hanno ancora permesso di identificare autori di reati. Negli altri Stati in cui le ricerche familiari di DNA sono in parte condotte da diversi anni, questo strumento ha dimostrato invece la propria validità in modo evidente. Nel corso di quest'anno, il Consiglio federale presenterà l'avamprogetto di revisione parziale della legge sui profili del DNA in adempimento della mozione Vitali 15.4150. Nel quadro dell'avamprogetto si procederà ad esaminare la prassi attuale in materia di ricerche familiari nonché l'eventuale necessità di un adeguamento legislativo. Questo progetto è attualmente elaborato da fedpol. Per i lavori ci si avvale della consulenza di un gruppo di esperti comprendente rappresentanti delle autorità cantonali di perseguimento penale, della medicina legale, dell'etica medica e della protezione dei dati nonché specialisti del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Risposta del Consiglio federale.

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