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17.4240 · Mozione · 2017-12-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare nuovamente la concentrazione massima di THC prevista dalla legislazione federale sugli stupefacenti agli standard internazionali vigenti nei Paesi limitrofi.

Occorrono deroghe per i coltivatori svizzeri di canapa che producono canapa a scopi legali. Prima del raccolto, il tenore di THC delle piante di canapa deve essere analizzato e registrato. I costi degli esami a campione devono essere a carico dei produttori.

Begründung

Il tenore di THC e la canapa CBD sono temi che agitano gli animi. Il livello massimo di THC vigente in Svizzera (1 per cento) genera problemi che possono essere risolti solo con un abbassamento allo 0,2 per cento, come previsto nei Paesi europei vicini. La legge sugli stupefacenti prevede per altro che le norme europee in materia siano prese come riferimento.

Ma c'è anche il problema del limite a partire dal quale la canapa produce effetti psicoattivi. Poiché gli effetti dipendono dal dosaggio, una concentrazione massima troppo elevata come quella prevista in Svizzera cela il rischio che già il consumo di pochi prodotti generi effetti psicoattivi. La regolamentazione attuale può essere elusa troppo facilmente e suscita critiche anche da parte delle forze di polizia. I diversi prodotti sono impossibili da distinguere al gusto e alla vista, il che rende quasi impossibili i controlli di polizia e l'accertamento del rispetto delle norme sulle derrate alimentari e, probabilmente, anche di quelle sui medicamenti. Sembra che persino le autorità direttamente interessate in parte non sappiano più esattamente cosa è consentito e cosa no. La situazione è deplorata anche dagli esperti in materia di droga, secondo i quali il CBD avrebbe indotto al consumo di canapa persone che in precedenza non ne facevano uso. È criticata inoltre una certa anarchia, soprattutto per quanto riguarda l'autodichiarazione. I controlli sarebbero in parte poco severi o addirittura del tutto assenti.

È però nell'ambito della sicurezza stradale che le contraddizioni emergono in maniera più evidente, come testimoniano il consiglio delle autorità di astenersi dalla guida se si sono consumati prodotti della canapa o il pertinente divieto pronunciato di recente dall'esercito. Ciò dimostra che la concentrazione massima elevata prevista dalla regolamentazione attuale non funziona e porta soltanto a sfumare, forse consapevolmente, i confini tra legalità e illegalità e tra ciò che è innocuo e ciò che è dannoso e pericoloso. I coltivatori svizzeri devono avere la possibilità di produrre anche in futuro canapa a scopi legali; i costi per l'esame della concentrazione di THC devono essere a carico dei produttori.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il limite di THC è stato fissato all'1 per cento nel 2008, nel quadro della revisione della legislazione sugli stupefacenti, affinché rimanesse possibile l'uso industriale della canapa, che la vecchia legge sugli stupefacenti consentiva. All'epoca si trattava di un mercato di nicchia per prodotti tessili o cosmetici e l'uso della canapa industriale come prodotto da fumo era pressoché sconosciuto.

Dall'entrata in vigore, nel 2011, della revisione della legge sugli stupefacenti (LStup) sono stati messi in commercio numerosi prodotti alla canapa di questo genere, che vanno dai prodotti tessili ai cosmetici, fino agli oli profumati, alle derrate alimentari e ai succedanei del tabacco. Secondo le conoscenze attuali, la maggior parte dei prodotti offerti non presenta problemi per la salute ad eccezione della canapa da fumo a basso tenore di THC, poiché fumare canapa è dannoso quanto fumare tabacco.

L'esecuzione della legislazione rappresenta una grande sfida per Confederazione e Cantoni. Secondo i controlli effettuati dalle autorità cantonali, effettivamente i prodotti offerti presentano di norma un tenore complessivo di THC inferiore all'1 per cento, e sono quindi legali ai sensi della LStup. Resta riservata la loro conformità anche ad altre disposizioni di legge cui sono soggetti, per esempio alla legislazione sulle derrate alimentari. Tuttavia, nel frattempo sono giunti sul mercato prodotti da fumo a base di canapa con un tenore complessivo di THC inferiore allo 0,2 per cento. Ciò significa che la maggior parte dei problemi citati dall'autrice della mozione non si risolverebbe con un abbassamento del limite. Per impedire il commercio di canapa da fumo priva di effetti psicotropi, bisognerebbe vietarlo indipendentemente dalla concentrazione di THC consentita.

Si sconsiglia di guidare dopo il consumo di canapa a basso tenore di THC perché la concentrazione di THC nell'organismo aumenta se si consumano più sigarette alla canapa. Stando alle conoscenze attuali non è riscontrabile alcun effetto psicoattivo nemmeno in chi fuma più sigarette alla canapa. Per la canapa, tuttavia, la legislazione sulla circolazione stradale prevede di fatto la tolleranza zero. L'inattitudine alla guida è già dimostrata se nel sangue del conducente risultano 1,5 microgrammi di THC per litro. Questo valore è talmente prossimo allo zero che può essere superato in breve tempo consumando alcune delle sigarette alla canapa comunemente in vendita.

Già oggi gli agricoltori possono acquistare soltanto sementi di canapa con un tenore di THC complessivo inferiore allo 0,3 per cento. Se nella legislazione sugli stupefacenti questo valore massimo fosse fissato allo 0,2 per cento, l'attuale differenza tra legislazione sugli stupefacenti e la legislazione sulle sementi verrebbe meno. In questo caso il disciplinamento derogatorio proposto nella mozione, che consentirebbe ai coltivatori di produrre canapa con un tenore di THC complessivo superiore allo 0,2 per cento, avrebbe un interesse economico pressoché nullo, dato che la vendita sul mercato sarebbe vietata. I soli a poterne acquistare sarebbero coloro che dispongono di un'autorizzazione eccezionale secondo l'articolo 8 capoverso 5 LStup. Quest'autorizzazione è però rilasciata soltanto per applicazioni mediche, per la ricerca scientifica e per lo sviluppo di medicamenti.

Per quanto riguarda la richiesta di analizzare e registrare il tenore di THC prima del raccolto, si rimanda al controllo autonomo secondo la legislazione sulle derrate alimentari: chiunque fabbrica, importa, immette sul mercato, ecc. derrate alimentari, prodotti cosmetici, ma anche succedanei del tabacco, deve provvedere a che le merci rispettino le condizioni legali.

L'UE eroga pagamenti diretti soltanto per la coltivazione di varietà di canapa con un tenore di THC inferiore allo 0,2 per cento. Gli Stati membri, tuttavia, fissano autonomamente i limiti legali, derogando in parte alla norma UE (Austria: 0,3 per cento, Italia: 0,6 per cento). Pertanto non vi è alcuna necessità per la Svizzera di effettuare un adeguamento in base alle norme internazionali. Il Consiglio federale riconosce che il limite dell'1 per cento fissato per il tenore complessivo di THC solleva diverse questioni legali, ma propone di non affrontare separatamente il problema, ma di esaminarlo nel quadro della prossima revisione della legislazione sugli stupefacenti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.