17.430 · Iniziativa parlamentare · 2017-03-17
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
La legge federale sui diritti politici va modificata in modo che sulle liste delle elezioni del Consiglio nazionale siano rappresentati entrambi i sessi con almeno un terzo ciascuno per partito. In caso di più liste di un partito è considerata la media delle candidature presenti su tutte le liste.
Begründung
Il mandato della parità fra uomo e donna, sancito nella Costituzione federale (art. 8), va preso sul serio e va attuato. Già 15 anni or sono la CIP-N la pensava così (01.079). Allora la maggioranza della commissione aveva riconosciuto il problema della rappresentanza non equilibrata delle donne nel Parlamento nazionale e sostenuto la proposta del Consiglio federale di conferire alla Confederazione mediante una formulazione potestativa la possibilità giuridica di promuovere la partecipazione al voto e le candidature femminili con campagne d'informazione e sensibilizzazione, contribuendo in tal modo a una rappresentanza più equilibrata dei sessi nel Parlamento nazionale. Questa proposta non ha però superato lo scoglio del Consiglio degli Stati.
Nel suo "Prontuario per gruppi candidati" la Cancelleria federale rende attenti sul grande impatto della struttura delle liste: "Nelle elezioni i partiti assumono un ruolo centrale: non solo permettono all'elettorato di scegliere tra diversi orientamenti politici, ma stabiliscono anche le persone candidate all'elezione. I partiti hanno ampia libertà nella scelta dei candidati e delle candidate e dunque nel prestare più o meno attenzione all'aspetto della rappresentanza dei sessi." (pag. 25)
Si fa inoltre osservare che "le donne costituiscono la maggioranza della popolazione svizzera. Tuttavia, in Consiglio nazionale - ovvero nell'autorità che rappresenta tutto il Popolo - la loro rappresentanza numerica è pari solo a circa la metà. I gruppi e i partiti che vogliono correggere questa situazione possono incrementare le chance di elezione delle donne migliorando la configurazione delle liste". Sinora Confederazione e Cantoni hanno mostrato scarsa volontà nel promuovere con provvedimenti mirati la parità dei sessi in Parlamento. Rispetto ai Paesi scandinavi, alla Germania e ai Paesi Bassi, che hanno raggiunto una quota di donne nei loro Parlamenti nazionali pari al 30 per cento, la Svizzera fatica chiaramente a conformarsi a questo obiettivo.
Nella maggior parte dei Parlamenti (e Governi) cantonali e comunali le quote di donne sono stabili. Nel Consiglio degli Stati risultano da tempo drammaticamente in flessione.
Attualmente, su 46 seggi del Consiglio degli Stati soltanto 7 (15,2 per cento) sono occupati da donne, mentre su 200 seggi del Consiglio nazionale soltanto 65 (32,5 per cento). La soglia del 30 per cento è stata superata per la prima volta nelle elezioni del Consiglio nazionale del 2015. Ma senza provvedimenti mirati difficilmente questi miglioramenti avranno vita lunga. Nel 2011, ad esempio, la quota femminile è nuovamente diminuita.
D'altro canto, attualmente vi sono ancora cinque Cantoni che non hanno mai avuto una donna nel Parlamento nazionale. Allo stesso modo, nel 2015 in nove piccoli Cantoni sono stati eletti in Consiglio nazionale esclusivamente uomini. Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2015 la quota delle donne presenti sulle liste elettorali di un partito si situava tra il 18,9 per cento (UDC) e il 50,6 per cento (I Verdi). Dagli anni Ottanta si può notare un modello di ripartizione politico-partitica delle donne elette: nello schieramento rosso-verde la rappresentanza femminile è superiore alla media, mentre tale quota diminuisce quanto più un partito si sposta a destra nel panorama politico.
Queste constatazioni sono corrette, ma non esplicano effetti concreti. La Confederazione deve pertanto attuare attivamente il mandato costituzionale della parità dei sessi ed esigere che lo si faccia. Per garantire una quota minima di parità in politica, sulle liste del Consiglio nazionale ammesse all'elezione deve figurare almeno un terzo dei candidati per ciascuno dei due sessi.