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18.300 · Iniziativa cantonale · 2017-12-22

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Ausgangslage

Il Parlamento cantonale chiede alle Camere federali di modificare le basi legali affinché per ogni importazione di merce per la quale è previsto il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto all'estero debba essere pagata l'imposta sul valore aggiunto in Svizzera. Verrebbe quindi a cadere il limite di franchigia.

Wortlaut

Il Parlamento cantonale chiede alle Camere federali di modificare le basi legali affinché per ogni importazione di merce per la quale è previsto il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto all'estero debba essere pagata l'imposta sul valore aggiunto in Svizzera. Verrebbe quindi a cadere il limite di franchigia.

Begründung

Chi effettua acquisti all'estero per un importo massimo di 300 franchi, al momento di entrare in Svizzera può farsi rimborsare l'imposta sul valore aggiunto pagata all'estero e non deve pagare alcuna imposta sull'importazione. Il turismo degli acquisti è quindi attrattivo non solo a causa del franco forte, ma anche in base al condono fiscale previsto dalla legislazione in vigore. Questa situazione risulta problematica sotto diversi aspetti.

- Equità fiscale: chi effettua acquisti all'estero beneficia di vantaggi fiscali poiché non è tenuto a pagare l'imposta sul valore aggiunto né in Svizzera né all'estero. Si tratta di una ingiustizia nei confronti di coloro che acquistano unicamente in Svizzera e che devono quindi pagare l'imposta sul valore aggiunto per tutti gli acquisti effettuati. Tutti usufruiscono di infrastrutture e prestazioni dell'ente pubblico ma non tutti sono tenuti a fornire il loro contributo. Inoltre ciò comporta per l'ente pubblico una perdita di entrate fiscali che ammonta a un importo stimato fra 600 milioni e un miliardo di franchi all'anno ("Luzerner Zeitung", 18 giugno 2017).

- Attività commerciali: secondo una stima del Credito svizzero, il volume del turismo degli acquisti ammonta annualmente a circa 10 miliardi di franchi, cioè al 10 per cento della cifra d'affari registrata dal commercio al dettaglio ("St. Galler Tagblatt", 2 settembre 2017). La conseguente riduzione delle cifre d'affari registrate nel nostro Paese costituisce una minaccia per i posti di lavoro e per numerose attività economiche di carattere regionale. San Gallo è un Cantone di frontiera e quindi particolarmente esposto a tali pericoli.

- Traffico: il turismo degli acquisti causa inutilmente un incremento del traffico, dei gas di scarico e del rumore. Nei fine settimana si formano ormai regolarmente lunghe code sulle strade nei pressi della frontiera.

Se chi fa i propri acquisti all'estero già è esente dal pagamento dell'imposta sul valore aggiunto all'estero, dovrebbe perlomeno essere tenuto a pagare l'imposta in Svizzera. La procedura di pagamento potrebbe essere introdotta con modalità semplici, ad esempio grazie all'istallazione di apparecchi automatici che registrano il certificato di esportazione e consentono anche di effettuare il pagamento.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.03.2019

Franchigia acquisti all'estero, status quo (per ora)

Il limite di franchigia per l'importazione in esenzione dall'IVA di merci per uso privato rimarrà, per ora, a 300 franchi. Oggi il Consiglio degli Stati ha deciso di non dare seguito a una iniziativa cantonale di San Gallo e respinto alcune mozioni nell'attesa di un rapporto in materia del governo.

L'iniziativa sangallese chiede che, per tutte le importazioni di merce per le quali è previsto il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto all'estero, debba essere pagata l'IVA in Svizzera. Verrebbe quindi a cadere il limite di franchigia.

La prima mozione, depositata dal "senatore" Werner Hösli (UDC/GL), domanda la riduzione di tale limite di franchigia a 50 franchi. Secondo Hösli, il crescente turismo degli acquisti "danneggia in modo considerevole l'economia svizzera, in particolare il commercio al dettaglio, e mette in pericolo molti posti di lavoro". Una seconda mozione, di Peter Hegglin (PPD/ZG), propone di definire nuove regole con i paesi limitrofi per il rimborso dell'IVA.

Malgrado abbia bocciato questi oggetti, il Consiglio degli Stati non ha però chiuso completamente la porta: la Camera dei cantoni non esclude infatti di intervenire sull'IVA per contrastare il mancato guadagno causato dal turismo degli acquisti.

Prima di valutare se presentare un proprio intervento al riguardo, la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati vuole però attendere il rapporto del Consiglio federale previsto a fine estate sulle ripercussioni del franco forte sull'IVA, ha affermato il suo relatore Ruedi Noser (PLR/ZH).

I "sentori" hanno in seguito rinviato in commissione, con l'incarico di esaminarla, una mozione di Hans Stöckli (PS/BE) che chiede di tassare gli operatori turistici non sull'intero fatturato ma solo sulla parte conseguita in Svizzera, come avveniva in passato. Fino al 2017, infatti, l'IVA era dovuta esclusivamente sul giro d'affari conseguito nella Confederazione.

Da notare, infine, che la Camera ha bocciato, perché diventata superflua, una mozione del consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR/SG) che chiedeva di introdurre nel traffico turistico una possibilità di autodichiarazione elettronica per l'IVA. Da Pasqua 2018 è infatti già disponibile l'applicazione "QuickZoll" che permette di sdoganare le merci direttamente da uno smartphone.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 30.10.2020

Abbassare limite di franchigia IVA per acquisti all'estero

In futuro il limite di franchigia sull'IVA per acquisti all'estero potrebbe essere abbassato. Oggi il Consiglio nazionale ha approvato una mozione e due iniziative cantonali in tal senso.

L'obiettivo della mozione è migliorare l'uguaglianza fiscale per quel che concerne lo shopping transfrontaliero. Le possibilità tecniche attuali, come l'applicazione per smartphone QuickZoll (che implica l'utilizzo di dati in roaming, ndr.), facilitano il pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto. È quindi immaginabile rivedere la prassi e abbassare il valore della franchigia e/o adattarlo alla soglia di esenzione del Paese di provenienza, ha spiegato Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.

La sinistra ha invece sottolineato come il problema del turismo degli acquisti non trovi origine nel limite di franchigia, quanto invece nel livello dei prezzi molto più elevato in Svizzera, come affermato da Mattea Meyer (PS/ZH). L'abbassamento della franchigia comporterà inoltre un notevole onere amministrativo per il personale doganale per importi spesso molto modesti, anche con QuickZoll.

Il turismo dello shopping pone grossi problemi ai cantoni di confine, ha ammesso il ministro delle finanze Ueli Maurer. Ma questa mozione non avrà l'effetto desiderato e il rapporto costi-benefici non è garantito, ha sostenuto il consigliere federale.

Al voto la mozione è però stata adottata con 115 voti contro 54 e 10 astenuti. Il Nazionale ha in seguito anche approvato - con 108 voti contro 60 e 14 astenuti - due iniziative cantonali di Turgovia e San Gallo che chiedevano l'eliminazione totale del limite di franchigia per i turisti degli acquisti.

La mozione passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati. A quest'ultima camera tornano anche le due iniziative cantonali. Visto che i "senatori" le avevano già bocciate in prima lettura; qualora dovessero confermare il loro rifiuto, questo sarebbe definitivo.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 21.09.2021

Iva, abbassare limite di franchigia per acquisti all'estero

In futuro il limite di franchigia sull'IVA per acquisti all'estero dovrebbe essere abbassato. Dopo il Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno approvato oggi una mozione e due iniziative cantonali in tal senso.

L'obiettivo della mozione è migliorare l'equità fiscale per quel che concerne lo shopping transfrontaliero. Le possibilità tecniche attuali, come l'applicazione per smartphone QuickZoll (che implica l'utilizzo di dati in roaming ndr.), facilitano il pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto. È quindi immaginabile rivedere la prassi e abbassare il valore della franchigia e/o adattarlo alla soglia di esenzione del Paese di provenienza, ha spiegato Brigitte Haeberli-Koller (Centro/TG) a nome della minoranza.

Pirmin Bischof (Centro/SO), a nome della maggioranza commissionale, ha invece sottolineato come il problema del turismo degli acquisti non trovi origine nel limite di franchigia, quanto invece nel livello dei prezzi molto più elevato in Svizzera. L'abbassamento della franchigia comporterà inoltre un notevole onere amministrativo per il personale doganale per importi spesso molto modesti, anche con QuickZoll, ha aggiunto il "senatore" solettese.

Il turismo dello shopping pone grossi problemi ai cantoni di confine e alle loro economie, ha ammesso il ministro delle finanze Ueli Maurer. Ma questa mozione non avrà l'effetto desiderato e il rapporto costi-benefici non è garantito, ha sostenuto invano il consigliere federale.

Al voto la mozione è infatti stata adottata con 27 voti contro 11 e 3 astenuti. Il plenum ha in seguito anche approvato - rispettivamente con 28 voti contro 11 e 4 astenuti nonché 28 voti contro 10 e 5 astenuti - due iniziative cantonali di Turgovia e San Gallo che chiedevano l'eliminazione totale del limite di franchigia per i turisti degli acquisti.

La mozione era già stata accolta dal Nazionale nell'ottobre 2020. La Camera del popolo aveva pure dato seguito alle due iniziative cantonali. Dal canto loro, gli Stati avevano bocciato in prima lettura le due iniziative di Turgovia e San Gallo. Oggi i "senatori" hanno invece seguito le proposte delle minoranze, difese in aula da Jakob Stark (UDC/TG) e Benedikt Würth (Centro/SG).

Il Consiglio federale è così incaricato di elaborare un progetto di legge che migliori l'equità fiscale nel flusso di merci del piccolo traffico di confine.

Attualmente i turisti che fanno gli acquisti oltre frontiera sono esonerati dal pagamento dell'IVA se le loro spese non superano i 300 franchi per persona e al giorno. Secondo i calcoli degli economisti del Credit Suisse, nel 2019 - prima della pandemia - gli Svizzeri hanno acquistato beni per un valore di 8 miliardi di franchi nei negozi oltre confine.

Vedi anche: 19.3975 Mo. Consiglio nazionale (CdF-N). Migliorare l'equità fiscale nel flusso di merci del piccolo traffico di confine