18.4029 · Interpellanza · 2018-09-28
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
In applicazione dell'articolo 125 LParl mi permetto di interpellare il Consiglio federale in merito all'equivalenza della Borsa svizzera:
1. Il Consiglio federale ha deciso nello scorso mese di giugno di adottare un piano B nel caso in cui la Commissione europea non riconoscesse sine die, entro la fine del prossimo mese di novembre, l'equivalenza delle regole borsistiche elvetiche con quelle comunitarie. Tale piano B consiste sempre ancora nell'obbligo che verrebbe imposto alle piazze finanziarie europee di richiedere alla FINMA l'autorizzazione a negoziare titoli emessi da aziende svizzere?
2. Il regime autorizzativo verrebbe stabilito dalla pertinente Ordinanza del Consiglio federale, con effetto a decorrere dal 1° dicembre 2018?
3. Il piano B comprende anche, a medio termine, la ventilata abolizione dell'imposta di bollo sull'emissione di titoli, a vantaggio della competitività della piazza finanziaria elvetica?
4. L'anticipazione del licenziamento del messaggio del Consiglio federale relativo allo stanziamento del già annunciato contributo di coesione di 1,302 miliardi franchi svizzeri, destinato alla riduzione delle disparità economiche tra gli Stati membri dell'UE, potrebbe propiziare una decisione favorevole della Commissione europea in tema di equivalenza borsistica?
5. Se il riconoscimento dell'equivalenza borsistica sine die non giungesse nel termine utile, è pronto il Consiglio federale a sottoporre la decisione della Commissione europea che discrimina la Svizzera rispetto ad altri Stati terzi (USA, Australia, ecc.) all'esame degli organi competenti dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), avviando la relativa procedura contenziosa per manifesta violazione degli impegni multilaterali in tema di commercio internazionale?
Begründung
L'articolo 23 della nuova regolamentazione europea sui mercati finanziari (MiFIR) obbliga le società di investimento europee a negoziare effetti finanziari su una piazza dell'UE o su una equivalente di un Paese terzo. Senza riconoscimento dell'equivalenza - che riguarda la maggior parte dei valori quotati alla borsa di Zurigo - gli investitori istituzionali e privati in Europa si vedrebbero esclusi dal mercato elvetico a partire dal 1° gennaio 2019. La MiFIR non riguarda invece gli operatori svizzeri, i quali potranno continuare a negoziare sulle piazze europee. Secondo il portavoce del SIX Group le conseguenze effettive di una decisione negativa sull'equivalenza borsistica restano comunque difficili da valutare.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Poiché la Commissione europea non ha rinnovato entro il 1° dicembre 2018 l'equivalenza borsistica o non ne ha garantito pubblicamente il rinnovo entro tale data, il Consiglio federale ribadisce la propria decisione dell'8 giugno 2018 di prevedere un'autorizzazione obbligatoria per le piattaforme estere che consentono la negoziazione di titoli svizzeri. Questa misura è volta a tutelare le modalità di funzionamento dell'infrastruttura borsistica svizzera e non è diretta contro l'UE.
2.Conformemente alla decisione del Consiglio federale del 30 novembre 2018, la procedura di autorizzazione è regolata nella pertinente ordinanza. Per conseguire il suo obiettivo, la misura di protezione avrà effetto dal 1° gennaio 2019.
3. Per il Consiglio federale è molto importante offrire condizioni quadro attrattive per la piazza economica e finanziaria svizzera. In questo momento il Governo accorda la massima priorità alla legge federale sulla riforma fiscale e sul finanziamento dell'AVS (RFFA, in precedenza Progetto fiscale 17). Nel corso dell'anno scorso ha già discusso altre misure fiscali volte a rafforzare l'attrattiva della piazza elvetica, come ad esempio le possibili opzioni di riforma delle tasse di bollo. Il Consiglio federale non ha ancora preso una decisione sull'ulteriore modo di procedere, che seguirà a tempo debito.
4. Il Consiglio federale il 28 settembre ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'Unione europea per la riduzione delle disparità economiche e sociali nell'UE allargata nonché a sostegno di provvedimenti in ambito migratorio. Il contributo non è direttamente legato ad altri dossier europei, ma si inserisce nel contesto generale delle relazioni con l'UE. Il Consiglio federale ha nuovamente sottolineato l'importanza di una buona collaborazione con l'UE e con i suoi Stati membri e ha ribadito l'obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali. Attualmente, alcune questioni essenziali concernenti le relazioni tra la Svizzera e l'Europa nel loro insieme sono ancora aperte e concernono anche l'esito dei negoziati sull'accordo istituzionale e il rinnovo del riconoscimento dell'equivalenza borsistica. Il Consiglio federale considera quest'ultimo elemento indispensabile. La decisione definitiva sull'approvazione del contributo spetta ora al Parlamento.
5. Il Consiglio federale continua a perseguire l'obiettivo di un riconoscimento illimitato della normativa elvetica sulle borse da parte dell'Unione europea. Nel caso in cui ciò non si realizzasse, una possibile opzione di intervento per la Svizzera consisterebbe nell'avviare una procedura di composizione delle controversie conformemente alla regolamentazione dell'OMC. A tal proposito occorre tenere conto del fatto che una decisione a favore della Svizzera emessa nel quadro della procedura dell'OMC non determinerebbe automaticamente il riconoscimento illimitato dell'equivalenza. Il Consiglio federale deciderà i prossimi passi da intraprendere valutando gli sviluppi giuridici e politici rilevanti.
Risposta del Consiglio federale.