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18.4315 · Interpellanza · 2018-12-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

1. L'Ufficio federale della sanità pubblica o l'Osservatorio svizzero della salute dispone di dati sul tema della violenza ginecologica od ostetrica in Svizzera?

2. In caso negativo, in che maniera e attraverso quali indicatori si potrebbe studiarlo, in linea con quanto descritto ed evidenziato nel rapporto francese?

3. In concreto, sono disponibili dati sul numero di episiotomie praticate durante il parto in Svizzera? Se sì, è possibile osservare un'evoluzione? Vi sono raccomandazioni mediche inerenti a questa pratica? Se sì, quali?

4. Vi sono inoltre statistiche sul numero di manovre di Kristeller praticate durante il travaglio in Svizzera? Se sì, è possibile osservare un'evoluzione? Vi sono raccomandazioni mediche inerenti a questa pratica? Se sì, quali?

5. In generale, la prevenzione delle pratiche problematiche per le pazienti nel quadro delle cure mediche è sufficientemente integrata nel programma di formazione del personale di cura?

Begründung

Le pratiche eseguite sulle donne in ambito ospedaliero e ambulatoriale fanno sempre più discutere. Negli ultimi anni molte donne hanno denunciato gli atti subiti durante i controlli ginecologici e ostetrici, ovvero gesti, commenti, pratiche e comportamenti che il personale di cura (donne e uomini) ha compiuto oppure omesso di compiere, senza necessariamente l'intenzione di maltrattare le pazienti.

In Francia, l'Alto Consiglio per la parità tra donne e uomini (Haut Conseil à l'égalité entre les femmes et les hommes) ha recentemente pubblicato un rapporto sulla questione che rivela una situazione sconcertante e identifica sei tipi di violenza tutt'altro che banali e rari: mancata presa in considerazione del disagio della paziente; commenti che esprimono giudizi sulla sessualità, sull'abbigliamento, sul peso e sulla volontà o meno di avere un figlio; ingiurie; atti compiuti senza il consenso della paziente o non rispettandone la scelta o il volere; atti compiuti o deliberatamente omessi senza giustificazione medica; violenze sessuali.

Tutto questo succede anche in Svizzera. Diversi media hanno recentemente riportato che una donna su tre si ritiene traumatizzata dal parto a causa di un trattamento inadeguato (senso di abbandono, mancanza di spiegazioni, di comunicazione o di consenso a determinati atti medici, gesti bruschi, commenti inappropriati). Le ripercussioni di queste esperienze possono essere gravi e provocare alla diretta interessata un senso di fallimento che può durare per anni.

Stellungnahme des Bundesrates

Come nella medicina in generale, per il personale specializzato in ginecologia e ostetricia vigono gli obblighi professionali disciplinati nella legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed; RS 811.11). La responsabilità di supervisionare gli ospedali e di sorvegliare il personale medico spetta ai Cantoni. I servizi competenti (direzioni della sanità, medici cantonali) sono responsabili di ritirare l'autorizzazione all'esercizio della professione ai medici che ritenessero costituire una minaccia per i pazienti o di avviare altri provvedimenti legali nei loro confronti. I pazienti hanno a disposizione diversi consultori su scala nazionale e cantonale. Le società mediche competenti elaborano direttive su temi specifici per il personale medico. La Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SGGG) ha pubblicato direttive sul tema degli abusi sessuali negli studi medici e sulla comunicazione nella quotidianità dei medici.

Il rapporto francese menzionato nel postulato ("Actes sexistes durant le suivi gynécologique et obstétrical: reconnaître et mettre fin à des violences longtemps ignorées") è stato pubblicato nel giugno del 2018 dall'Alto Consiglio per la parità tra donne e uomini (Haut Conseil à l'egalité entre les femmes et les hommes, HCD: www.haut-conseil-egalite.gouv.fr > Santé, droits sexuels et reproductifs > Travaux du HCDfh). Il rapporto descrive la problematica delle violenze ginecologiche e ostetriche e formula raccomandazioni. Il Consiglio federale non è a conoscenza di alcun rapporto del genere per la Svizzera. Tuttavia anche nel nostro Paese si dibatte sul tema, sia pubblicamente sia negli ambienti specializzati.

Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:

1. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'Ufficio federale di statistica (UST) e l'Osservatorio svizzero della salute (Obsan) non dispongono di dati adeguati sul tema.

2. Dato che la garanzia della qualità in questo ambito compete alle società mediche, il Consiglio federale non dispone di dati utilizzabili sulle prassi degli ambienti ginecologici e ostetrici. Si dovrebbe riflettere a fondo, insieme alle società mediche, su come studiare nel contesto svizzero i temi sollevati nel rapporto francese.

3. Alcuni dati sul numero di episiotomie praticate durante i parti in Svizzera sono reperibili nella statistica medica ospedaliera. Nel 2017 durante i parti naturali sono state praticate 9906 episiotomie. Si osserva un tendenziale calo di questa pratica, passata dal 25 per cento dei parti vaginali nel 2012 al 17 per cento nel 2017. Nella primavera del 2019 è prevista la pubblicazione di uno studio dell'UST sui parti e sulla salute delle madri. Lo studio verterà sui tipi di parto (vaginale non strumentale - vaginale strumentale - cesareo), sulle episiotomie, sugli strappi perineali e sui parti indotti. Per raccomandazioni di natura medica sono competenti le società mediche specializzate. La SGGG si riferisce alle linee guida comuni delle società mediche tedesca e austriaca: www.sggg.ch > Fachthemen > Leitlinien SGGG-DGGG-OeGGG.

4. Al Consiglio federale non sono noti dati su scala svizzera riguardanti la pratica della manovra di Kristeller (pressione manuale sul fondo uterino per accelerare il parto), eccetto quelli di uno studio della Clinica ginecologica di Zurigo risalente al 2016 (Fuhrer R. et al., 2016 "Maternal and fetal outcomes after uterine fundal pressure in spontaneous and assisted vaginal deliveries"). La linea guida delle società mediche di ginecologia e ostetricia sull'argomento è attualmente in fase di elaborazione.

5. La responsabilità dei contenuti formativi nel settore della salute incombe alle varie organizzazioni di formazione. Per quanto noto al Consiglio federale, nei cicli di formazione e perfezionamento rilevanti la trasmissione dei contenuti necessari alla prevenzione della violenza nel contesto ginecologico e ostetrico è garantita. Temi quali le decisioni in comune e la presa in considerazione dei desideri dei pazienti rientrano negli obiettivi generali della formazione medica e dei relativi perfezionamenti. Per la formazione delle levatrici la legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan; FF 2015 7189, entrata in vigore prevista all'inizio del 2020) prevede che nell'esercizio della professione esse debbano essere in grado di tutelare il diritto all'autodeterminazione delle persone in cura (art. 4 cpv. 2 lett. c).

Risposta del Consiglio federale.