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18.441 · Iniziativa parlamentare · 2018-08-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Ausgangslage

L'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia" (18.052) è stata depositata il 4 luglio 2017 dal comitato d'iniziativa "Il congedo paternità, subito!", che riunisce le quattro associazioni mantello Travail.Suisse, männer.ch, Alliance F e Pro Familia Svizzera. L'iniziativa chiede che a tutti i padri che lavorano sia accordato un congedo di paternità di almeno quattro settimane durante il quale percepiscono l'80 per cento del loro stipendio. Il Parlamento raccomanda a Popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa. Ha invece approvato un controprogetto indiretto che prevede per i padri, dopo la nascita del figlio, due settimane di congedo, periodo durante il quale percepiscono l'80 per cento del loro stipendio. Il 7 ottobre 2019 il comitato ha ritirato l'iniziativa in modo condizionato. Poiché un comitato referendario sovrapartitico delle cerchie dell'artigianato e dell'industria ha chiesto un referendum contro il controprogetto, il 27 settembre 2020 gli elettori si esprimeranno in merito.

L'iniziativa popolare federale "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", depositata il 4 luglio 2017, vuole attribuire alla Confederazione il compito di istituire un'assicurazione per la paternità, chiedendo che ai padri sia accordato il diritto a un congedo di paternità di almeno quattro settimane, che verrebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG). Il reddito sostitutivo ammonterebbe, come l'indennità di maternità, all'80 per cento del reddito precedente la nascita, fino a un massimo di 196 franchi al giorno. Un tale congedo costerebbe approssimativamente 420 milioni di franchi all'anno, il che equivale a un tasso di contribuzione IPG pari allo 0,11 per cento.

Con il messaggio del 1° giugno 2018 il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento di raccomandare al Popolo di respingere l'iniziativa popolare senza opporvi alcun controprogetto né diretto né indiretto. Pur riconoscendo che la richiesta di introdurre un congedo di paternità è giustificata, il Consiglio federale ritiene prioritario garantire un'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia adeguata ai bisogni. Diversamente da un congedo di paternità legale, secondo il Consiglio federale queste misure contribuirebbero a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro per le madri e per i padri non soltanto nel periodo immediatamente successivo alla nascita del figlio ma anche nelle fasi seguenti della vita familiare. Inoltre un congedo di questo tipo comporterebbe oneri supplementari per l'economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese. Il Consiglio federale è pertanto del parere che l'introduzione di un congedo di paternità debba rimanere di competenza dei datori di lavoro o delle parti sociali.

Nella riunione del 28 giugno 2018 la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha esaminato le proposte del Consiglio federale, ha sentito i rappresentanti dell'associazione "Il congedo di paternità, subito!" e ha quindi incaricato l'Amministrazione di elaborare due progetti da opporre all'iniziativa popolare corredati delle relative valutazioni dei costi: l'uno relativo a un congedo parentale di otto settimane per la madre e di ulteriori otto settimane da suddividere fra i genitori e l'altro relativo a un congedo di paternità di due settimane, entrambi finanziati con le IPG. Nella riunione del 21 agosto 2018 la CSSS-S ha sentito rappresentanti dell'Associazione svizzera degli imprenditori, dell'Unione svizzera delle arti e dei mestieri, dell'associazione mantello economiesuisse, nonché dell'Unione sindacale svizzera. Ha poi discusso i rapporti redatti dall'Amministrazione. Con 9 voti contro 2 la Commissione si è espressa a favore di un congedo di paternità di due settimane, respingendo il congedo parentale di 16 settimane. Da ultimo ha deciso, con 8 voti contro 5, di proporre il congedo di paternità di due settimane finanziato con le IPG mediante un'iniziativa commissionale quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare.

Il 20 settembre 2018, con 15 voti contro 9 e 1 astensione la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N), a cui era pure stata attribuita la deliberazione dell'iniziativa di cui sopra, ha approvato la decisione della CSSS-S di elaborare un'iniziativa commissionale. Il 6 novembre 2018 la CSSS-S ha a sua volta approvato il progetto preliminare e il relativo rapporto esplicativo. Il 16 novembre ha indetto la procedura di consultazione, il 15 aprile 2019 ha preso conoscenza dei risultati e approvato gli atti rielaborati.

Il progetto preliminare prevede il diritto a un congedo di due settimane inserito nel CO e il disciplinamento delle condizioni e delle modalità per l'indennità nella legge federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG).

Le condizioni per il diritto al congedo di due settimane sono essenzialmente improntate a quelle previste per l'indennità di maternità. Ha diritto al congedo il lavoratore che al momento della nascita è il padre legale del bambino (rapporto di filiazione sulla base del matrimonio con la madre o mediante riconoscimento) oppure che lo diventa nei sei mesi successivi (nascita del rapporto di filiazione mediante riconoscimento o decisione giudiziaria, retroattivamente al momento della nascita). Il congedo di paternità deve essere preso nei sei mesi successivi alla nascita del bambino.

Analogamente a quanto avviene per il congedo maternità, le vacanze non possono essere ridotte se il lavoratore fruisce del congedo di paternità. Sono altresì previsti la proroga del termine di disdetta in caso di scioglimento del rapporto di lavoro e il divieto di concludere accordi a svantaggio del lavoratore.

Contrariamente al congedo maternità il congedo di paternità non deve essere preso in blocco, ma può essere preso anche in giornate singole. Non è tuttavia prevista la possibilità di suddividerlo in frazioni di giornata.

Le condizioni che danno diritto alle indennità di perdita di guadagno sono le stesse di quelle previste per l'indennità di maternità: nei nove mesi precedenti il parto il padre deve essere stato assicurato ai sensi della legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) ed aver esercitato un'attività lucrativa per almeno cinque mesi. L'importo dell'indennità è anch'esso uguale a quello previsto nei casi di maternità, ossia l'80 per cento del reddito medio, ed è versato sotto forma di indennità giornaliere.

Secondo i calcoli della Confederazione, il congedo di paternità di due settimane costerà 230 milioni di franchi, un importo corrispondente a un tasso di contribuzione salariale dello 0,06 per cento, finanziato in modo paritetico da datori di lavoro e lavoratori.

Nel suo rapporto la CSSS-S ritiene che un congedo di paternità gioverebbe a tutti: padri, madri, coppie e figli. Di conseguenza, non è di principio contraria al congedo di paternità. La Commissione è tuttavia dell'avviso che l'introduzione di un congedo di paternità di quattro settimane, come richiesto dall'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", comporterebbe oneri eccessivi per l'economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese. Pertanto essa propone il compromesso di un congedo di due settimane. La Commissione è del parere che questo controprogetto indiretto consentirebbe in particolare di contenere le spese e l'onere organizzativo a carico delle micro-aziende e delle piccole e medie imprese. Con un costo stimato a 224 milioni di franchi all'anno, il controprogetto indiretto contribuisce in modo socialmente più sopportabile alla promozione di un ambiente lavorativo favorevole alle famiglie.

Con lettera del 24 aprile 2019 la CSSS-S ha invitato il Consiglio federale a esprimere il suo parere al riguardo. Il Governo si è dichiarato contrario al congedo di paternità di due settimane. Il Consiglio federale ritiene che la garanzia di un'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia e alla scuola adeguata ai bisogni e il congedo di assistenza per i genitori di figli con gravi problemi di salute presentino un rapporto costi-benefici più vantaggioso rispetto a un congedo di paternità. A suo avviso, inoltre, le soluzioni individuali adottabili in contratti collettivi di lavoro e a livello aziendale sono più flessibili di un congedo di paternità legale. Il Consiglio federale ritiene che nuovi progetti per ampliare le prestazioni delle IPG vadano trattati alla luce dei progetti legislativi in corso, affinché il finanziamento delle IPG possa essere garantito anche in futuro.

Fonti:

Messaggio del 1° giugno 2018 concernente l'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", FF 2018 3137

18.441 Iniziativa parlamentare Controprogetto indiretto all'iniziativa sul congedo paternità, Rapporto del 15 aprile 2019 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, FF 2019 2815

Parere del Consiglio federale del 22 maggio 2019, FF 2019 3191

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati presenta, quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", un'iniziativa di commissione che si fonda sui seguenti criteri:

- un congedo di paternità di due settimane;

- da prendere entro sei mesi dalla nascita del figlio (con possibilità di prendere anche giorni singoli);

- da disciplinare nel Codice delle obbligazioni;

- da finanziare mediante le indennità per perdita di guadagno.

Verhandlungen

Durante la sessione estiva 2019 il Consiglio degli Stati ha dapprima deliberato congiuntamente sull'iniziativa sul congedo di paternità e sul controprogetto indiretto e poi li ha trattati separatamente. Il relatore della Commissione ha preso per primo la parola spiegando le ragioni per cui la propria Commissione proponeva di raccomandare di respingere l'iniziativa popolare e di entrare invece in materia sul controprogetto indiretto da essa elaborato. Secondo il relatore della Commissione Erich Ettlin (C, OW), la Commissione considera importante la promozione di condizioni di lavoro favorevoli alla famiglia, compreso il congedo di paternità. Tuttavia, l'introduzione di un congedo di paternità di quattro settimane, come richiesto dall'iniziativa, comporterebbe oneri eccessivi per l'economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese. Il controprogetto indiretto contribuisce in modo socialmente più sopportabile alla promozione di un ambiente lavorativo favorevole alle famiglie.

Una minoranza della Commissione composta da rappresentanti dell'UDC e del Gruppo liberale-radicale non era favorevole all'entrata in materia sul controprogetto. Una parte di questa minoranza si è di principio opposta a un controprogetto. Il controprogetto è, in questa forma, un'ulteriore espansione dello Stato sociale non assolutamente necessaria; esso rappresenta una soluzione giuridica uniforme e rigida decretata dallo Stato e comporta maggiori imposte. I costi stimati di 224 milioni di franchi all'anno, che comporterebbero un adeguamento dello 0,05 per cento dei contributi IPG, sembrerebbero a prima vista sostenibili. Tuttavia, questo aumento, di per sé trascurabile, è ingannevole poiché fa parte di una serie di altri progetti legislativi e di progetti prevedibili del legislatore che hanno ripercussioni dirette o indirette sui costi salariali. Nella politica sociale vanno fissate delle priorità. Il necessario deve essere separato dall'auspicabile. Il congedo di paternità è in effetti auspicabile, ma non assolutamente necessario. Una seconda parte della minoranza, per cui il controprogetto non va abbastanza lontano, ha proposto alla Commissione un congedo parentale di 16 settimane, che non ha però raccolto la maggioranza.

Una seconda minoranza della Commissione, composta da rappresentanti del gruppo socialista, ha proposto di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di accettare l'iniziativa. Le quattro settimane di congedo di paternità richieste dall'iniziativa popolare permetterebbero, secondo il relatore della minoranza, una migliore ripartizione dei ruoli nelle famiglie. Non è un congedo per i padri ma un congedo per le famiglie. È giunto il momento, nel 2019, di dare ai padri l'opportunità di svolgere un ruolo più importante nella vita dei figli e alle madri la possibilità di non essere più sole nella cura dei loro figli appena nati.

Il Consiglio ha infine seguito la maggioranza della Commissione su tutti i punti. Con 27 voti contro 16 e 1 astensione ha adottato il controprogetto indiretto, con 26 voti contro 16 lo ha quindi approvato senza modifiche nella votazione sul complesso, decidendo in seguito, con 29 voti contro 14 e 1 astensione, di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa popolare.

Durante la sessione autunnale 2019 anche il Consiglio nazionale ha dapprima deliberato congiuntamene sull'iniziativa sul congedo di paternità e sul controprogetto indiretto e poi li ha trattati separatamente. La maggioranza della Commissione incaricata dell'esame preliminare ha proposto di raccomandare di respingere l'iniziativa popolare, di entrare in materia sul controprogetto indiretto nella versione elaborata dalla sua omologa del Consiglio degli Stati e di approvarla senza modifiche. Un numero considerevole di minoranze della Commissione ha tuttavia formulato altre proposte. Ad esempio, una minoranza di rappresentanti del gruppo UDC ha proposto di non entrare in materia sulla richiesta del controprogetto indiretto, non volendo ingerire nella libertà contrattuale tra dipendente e datore di lavoro e temendo oneri aggiuntivi per le PMI. Diverse minoranze di rappresentanti dei gruppi del centro-sinistra hanno invece ritenuto che il congedo di paternità di due settimane non fosse sufficiente e hanno quindi chiesto di modificare il controprogetto. Una minoranza ha proposto di parificare il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare e concedere ai padri quattro settimane di congedo, mentre una seconda minoranza ha proposto di estendere il congedo a otto settimane. Altre minoranze si sono dette favorevoli a introdurre un congedo parentale invece del congedo di paternità: una minoranza ha chiesto ad esempio 14 settimane di congedo parentale sia per la madre che per il padre, un'altra minoranza 38 settimane di congedo parentale, prevedendo per ogni genitore il diritto ad almeno 14 settimane, una terza minoranza addirittura 52 settimane di congedo parentale, suddiviso per metà tra il padre e la madre. Secondo i fautori del congedo parentale il congedo di paternità è un concetto sbagliato e superato: solo un congedo parentale di questa portata avrebbe un effetto positivo duraturo sugli stereotipi di ruolo e sulla salute della famiglia. Il relatore della maggioranza della Commissione ha tuttavia sottolineato che i costi delle varianti proposte dalle minoranze sono stati calcolati dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e che quattro settimane di congedo di paternità costerebbero 458 milioni di franchi all'anno, otto settimane 916 milioni di franchi all'anno e che, come previsto, i costi stimati del congedo parentale sarebbero nettamente superiori: 28 settimane di congedo parentale ammonterebbero a 1,6 miliardi di franchi all'anno mentre la variante di 38 settimane, a seconda della forma del congedo, costerebbe tra i 2,3 e i 2,7 miliardi di franchi all'anno e la variante di 52 settimane 3,8 miliardi di franchi.

Il gruppo dei Verdi ha appoggiato il congedo parentale di 52 settimane. Irène Kälin (G, AG) ha sostenuto: "Wir sind familienpolitisch ein Entwicklungsland" (siamo un Paese in via di sviluppo in termini di politica familiare). Il suo collega di gruppo Balthasar Glättli (G, ZH) ha fatto appello ai membri del suo Consiglio: "Investieren wir in Bébés statt Bomben und Beton" (investiamo in bebé invece che in bombe e cemento). I socialisti si sono espressi a favore di 38 settimane di congedo parentale. Mathias Reynard (S, VS) ha affermato criticamente: "Chez nous, l'arrivée d'un nouveau-né ne semble devoir concerner que les femmes, il est temps que cela change!" (sembra che la nascita di un bambino concerna soltanto le donne, è tempo di cambiare). I Verdi liberali, invece, hanno chiesto un congedo parentale paritario di 14 settimane per genitore - ma solo se entrambi lavorano. Isabelle Chevalley (GL, VD) ha affermato: "Wir täten damit nichts Revolutionäres" (non faremmo niente di rivoluzionario).

Il gruppo UDC ha invece respinto il controprogetto. Secondo i vari rappresentanti del partito ci sono già abbastanza misure a favore della parità e un congedo di paternità finanziato dallo Stato non è necessario. Una misura di questo tipo sarebbe solo un onere aggiuntivo per l'economia. "Diejenigen, die mit Vehemenz für einen Vaterschaftsurlaub kämpfen, geben das Kind danach so schnell wie möglich in eine Fremdbetreuung" (chi si batte con veemenza per il congedo di paternità affiderà poi il bambino alla cura di terzi non appena possibile), ha detto Verena Herzog (V, TG), mettendo in discussione i benefici, la sostenibilità e la necessità del congedo di paternità.

Da parte sua, il gruppo PPD si è espresso a favore del controprogetto indiretto, poiché, come ha detto Andrea Gmür-Schönenberger (C, LU), è il compromesso tra le esigenze delle PMI e quelle degli iniziativisti. Il gruppo liberale radicale ha argomentato in maniera analoga: "Wir dürfen das Fass nicht zum Überlaufen bringen." (non vogliamo essere la goccia che fa traboccare il vaso). Dopo il fallimento del suo modello, secondo il quale i genitori avrebbero potuto dividere 16 settimane di congedo parentale autonomamente, ha accolto il controprogetto. Senza molta convinzione, come ha chiarito Christian Wasserfallen (RL, BE), poiché il congedo di paternità cementa in realtà un modello obsoleto. Anche il gruppo parlamentare del Centro si è espresso a favore del compromesso.

Il Consiglio nazionale ha seguito su tutti i punti le proposte della maggioranza della sua Commissione. Con 119 voti contro 59 e 7 astensioni è entrato in materia sul controprogetto indiretto e con 129 voti contro 62 e 1 astensione lo ha quindi approvato senza modifiche nella votazione sul complesso, decidendo poi, con 120 voti contro 67 e 5 astensioni, di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa popolare.

Nella votazione finale il Consiglio nazionale ha adottato il controprogetto con 129 voti contro 66 e 2 astensioni, il Consiglio degli Stati con 31 voti contro 11 e 3 astensioni.

Poiché un comitato referendario sovrapartitico delle cerchie dell'artigianato e dell'industria ha chiesto un referendum contro il controprogetto, il 27 settembre gli elettori si esprimeranno sull'introduzione di un congedo di paternità retribuito di due settimane.

Fonti:

Bollettino ufficiale

ATS

Il 27 settembre 2020 il progetto è stato accolto in votazione popolare dal 60,3 % dei votanti.