18.468 · Iniziativa parlamentare · 2018-12-04
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Tutte le sperimentazioni e i progetti relativi al voto elettronico nelle elezioni e votazioni devono essere interrotti fintanto che il Consiglio federale non provi in un rapporto che gli attuali problemi di sicurezza sono stati risolti e che il voto elettronico rappresenta un'esigenza per la quale i cittadini sono disposti ad assumere i costi supplementari ad esso connessi.
L'Assemblea federale decide in un decreto soggetto a referendum facoltativo sulla ripresa del voto elettronico.
Begründung
Quasi ogni giorno da ogni parte del mondo ci giungono notizie di lacune nella sicurezza dei sistemi informatici e su attacchi di pirati informatici andati a buon fine. Mentre il danno strettamente economico può essere assicurato, il danno per la nostra democrazia diretta - la perdita di fiducia nella correttezza dei risultati di votazioni ed elezioni - è praticamente irreparabile.
Per ragioni inspiegabili qualche mese fa la Cancelleria federale ha smesso di attenersi al suo motto "privilegiare la sicurezza, senza forzare i tempi" e da allora avanza a testa bassa. In questo contesto l'annuncio di Ginevra - Cantone pioniere in questo campo - di bloccare il portale di voto elettronico a causa dei suoi costi esorbitanti non è semplicemente un duro colpo. A seguito di questa decisione è pregiudicata la sicurezza insita nella ridondanza di diversi sistemi di voto, ne consegue che la possibilità di un attacco è significativamente più elevata. La situazione potrebbe presto divenire perfino illegale. In ottobre la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare di Damian Müller, che chiede di modificare la legge sui diritti politici affinché, tra l'altro, nella fase di sperimentazione siano obbligatoriamente operativi due sistemi di voto elettronico ripartiti in tutti i Cantoni (cfr. "Neue Zürcher Zeitung" del 28 novembre 2018)
In molti Cantoni sono già stati presentati interventi interpartitici che chiedono di bloccare il voto elettronico, o perlomeno una sua moratoria. Anche altri Stati sono andati in questa direzione: oltre alla Germania (2009), si sono pronunciati contro l'introduzione del voto elettronico anche la Norvegia (2014), la Francia (2017) e la Finlandia (2017).