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19.3044 · Interpellanza · 2019-03-06

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La SECO ha creato il portale dei fogli ufficiali "eFUSC", una piattaforma elettronica di pubblicazione multi-utente, e ne estende l'utilizzo anche ai Cantoni. In Svizzera esistevano già piattaforme simili proposte da aziende private prima che la SECO arrivasse sul mercato. Mediante aggiudicazioni in-state, i Cantoni possono attribuire mandati direttamente alla SECO ed eludere così i bandi di concorso dell'OMC. Questa pratica esclude i fornitori privati dal mercato. La SECO, però, essendo finanziata dalle entrate fiscali, non deve e non può realizzare utili da questa offerta, il che costituisce un ulteriore significativo svantaggio per i concorrenti privati. In occasione della Conferenza dei cancellieri di Stato dei Cantoni del 21 aprile 2017, la SECO ha presentato il portale dei fogli ufficiali. Per quanto riguarda il quadro giuridico, il documento di presentazione specifica che la forma di collaborazione con i Cantoni deve essere esaminata dal punto di vista giuridico, ma che al momento non esiste un'apposita base legale federale.

"DIAM" è una piattaforma elettronica di pubblicazione affermata, utilizzata nel Cantone dei Grigioni fin dal 2016. Questa piattaforma era quindi sul mercato due anni prima dell'arrivo di quella della SECO. "DIAM" è stata sviluppata da Somedia, un'azienda grigionese attiva nel settore dei media. I Cantoni di San Gallo e Argovia hanno indetto una procedura di gara aperta conforme alle norme dell'OMC e Somedia si è aggiudicata il mandato. I Cantoni di Basilea Città e Berna hanno invece assegnato il mandato alla SECO senza indire un bando (aggiudicazione in-state). In questo modo vengono estromesse dal mercato le imprese private, cancellati gli investimenti in prodotti innovativi e minacciati gli impieghi decentralizzati.

In riferimento a tale problematica, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Spetta alla SECO sviluppare e commercializzare prodotti e servizi già offerti da imprese private?

2. La SECO deve e può entrare in concorrenza con imprese private sulla base di vantaggi che falsano la concorrenza e, con ciò, escludere queste imprese dal mercato?

3. È stata fissata la suddetta base legale per regolare la forma di collaborazione con i Cantoni?

4. Il Consiglio federale è disposto a proibire alla SECO di continuare a commercializzare una piattaforma di pubblicazione elettronica per i Cantoni?

5. È disposto inoltre a intervenire presso i Cantoni affinché rinuncino a un'aggiudicazione in-state per questo prodotto?

Stellungnahme des Bundesrates

Considerazioni generali

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) è l'editrice del Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC). Già nel 2000 il FUSC era stato pubblicato tramite una piattaforma elettronica e proposto sia in versione cartacea che elettronica (FUSC on line). Questa soluzione consentiva anche ai Cantoni di acquisire dati già automatizzati per i loro fogli ufficiali. Dal 2013 la piattaforma è inoltre stata utilizzata per pubblicare il foglio ufficiale del Cantone di Zurigo su sua richiesta. Questa collaborazione tra Confederazione e Cantoni poggia su un'esperienza pluriennale. Nel 2015 la SECO ha deciso di sostituire la piattaforma FUSC on line con un'applicazione più moderna. Per tale motivo il 31 luglio 2015 è stato indetto un bando di concorso OMC, e il mandato è stato assegnato a un fornitore di software in Svizzera. Somedia allora non si era candidata. Infine, occorre precisare che anche la gestione informatica dell'applicazione della SECO è assicurata da un fornitore privato.

1. Con un bando di concorso OMC, la SECO ha cercato volutamente un prodotto sviluppato dall'economia privata e ha aggiudicato il mandato di conseguenza. Questa decisione è stata presa nel luglio 2015, ossia prima della messa in esercizio della soluzione "DIAM" di Somedia.

2. La SECO non ha alcuna intenzione di fare concorrenza alle aziende private mettendo l'applicazione a disposizione dei Cantoni. Ogni Cantone è libero di assegnare la pubblicazione del suo foglio ufficiale ai partner di sua scelta. Di norma, per l'amministrazione ausiliare, la Confederazione e i Cantoni devono decidere se sviluppare essi stessi un prodotto o se acquistarlo da un fornitore esterno, pensando a impiegare le risorse in modo conveniente. Le aziende non hanno alcun diritto acquisito di vendere il loro prodotto allo Stato.

3. L'articolo 5 capoverso 3 dell'ordinanza FUSC (RS 221.415) stabilisce che la piattaforma della SECO può essere utilizzata dai Cantoni e dai Comuni per la pubblicazione dei loro organi di pubblicazione ufficiali.

4. La piattaforma non è commercializzata. Conformemente al principio di e-government "sviluppare una volta - applicare più volte", l'applicazione è messa a disposizione dei Cantoni interessati al prezzo di costo. Ciò permette di assicurare la pubblicazione dei fogli ufficiali, prevista per legge, a condizioni vantaggiose. Questa pratica è conforme alla convenzione quadro di diritto pubblico che definisce le modalità di collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni nell'ambito dell'e-government. Grazie a questa sinergia, agli enti ufficiali e privati sono fatturate tasse ridotte; di conseguenza, i poteri pubblici e le imprese private che devono pubblicare annunci sui fogli ufficiali possono risparmiare sui costi. Tenendo presente quanto precede, le imprese private non godono di alcun diritto di vendere ripetutamente delle prestazioni replicabili ai vari enti pubblici. Se la Confederazione e i Cantoni riescono a essere più efficaci sul mercato raggruppando i loro fabbisogni, significa che fanno bene il proprio lavoro.

5. Per i Cantoni, la pubblicazione dei fogli ufficiali si fonda su basi legali (in generale leggi e ordinanze sulle pubblicazioni ufficiali). Le istanze amministrative competenti sono dunque legittimate a definire loro stesse l'elaborazione della pubblicazione e la forma di distribuzione. I Cantoni sono liberi di delegare questi incarichi a terzi. Se una soluzione appropriata è disponibile nell'ambiente amministrativo, questa prestazione può essere assegnata mediante un'aggiudicazione in-state. Questo tipo di aggiudicazioni non è di per sé vietato e si basa sulle diverse legislazioni cantonali sugli acquisti pubblici. Il Consiglio federale non può vietare ai Cantoni di ricorrere a queste pratiche in materia di aggiudicazione.

Risposta del Consiglio federale.