19.314 · Iniziativa cantonale · 2019-09-18
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Gran Consiglio del Cantone del Vallese chiede all'Assemblea federale di introdurre nella legge sul CO2 una tassa ambientale sui biglietti aerei. Questa tassa mira a far cessare la concorrenza sleale in atto fra i vari mezzi di trasporto, applicando da un lato il principio di causalità e promuovendo dall'altro lo sviluppo di mezzi di trasporto alternativi, in grado di produrre meno emissioni di gas a effetto serra.
Begründung
Al termine della Seconda guerra mondiale era stato necessario procedere in modo rapido alla ricostruzione di un mondo ridotto in macerie. A tal fine gli Stati Uniti avevano promosso il trasporto aereo, senza però che nessun Paese chiedesse di tassare questo mezzo di trasporto. Settant'anni più tardi il cherosene continua a non essere tassato - contrariamente ad altre fonti energetiche, come l'elettricità per i treni - e per di più i voli internazionali sono esonerati dalle imposte. Le compagnie aeree hanno in tal modo la possibilità di offrire i loro voli a prezzi imbattibili, ciò che provoca una distorsione del mercato dei trasporti.
A titolo d'esempio, per un volo Ginevra-Parigi è possibile ottenere un biglietto già per 18 franchi, quando per lo stesso tragitto in treno ne vengono chiesti 52. Il viaggio in treno produce però meno di 1,5 chilogrammi di CO2 per persona, mentre per quello in aereo tale quantità sfiora i 100 chilogrammi, ossia sessanta volte di più. L'aereo è dunque tre volte meno caro del treno, malgrado emetta molto più CO2.
Questa disparità di trattamento fra l'aereo e gli altri mezzi di trasporto porta a una distorsione del mercato della mobilità che è da ritenersi inaccettabile. Dobbiamo assolutamente fare in modo che questa disparità di trattamento nell'imposizione dei carburanti venga ridotta e che venga rapidamente introdotta una tassa sui biglietti aerei, come è già il caso in numerosi Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Inghilterra ecc.). Così facendo, tutti i mezzi di trasporto sarebbero trattati, più o meno, in modo equo. Una tale misura permetterebbe inoltre una certa internalizzazione dei costi ambientali, conformemente al principio di causalità, ancorato nella nostra Costituzione e nelle nostre basi legali, secondo cui chi inquina paga.
Questa tassa rappresenterebbe un segnale forte per la nostra popolazione, la quale ha accolto la Strategia energetica 2050 ed è scesa in strada per chiedere l'adozione di misure politiche a favore del clima. Da un recente sondaggio condotto da Tamedia risulta inoltre che il 70 per cento della popolazione è favorevole all'introduzione di una tassa sui biglietti aerei.
Per quel che concerne l'impiego dei proventi della tassa, esistono diverse possibilità. Potrebbero essere ridistribuiti alla popolazione e alle imprese, anche se una parte di esse (nella misura p. es. di un terzo) potrebbe venire investita per promuovere mezzi alternativi al trasporto aereo tradizionale, come i treni notturni per i viaggi continentali e nuove tecnologie più ecologiche da applicare ai voli intercontinentali (p. es. carburanti meno inquinanti o nuovi sistemi di propulsione elettrica). In tal modo la tassa non penalizzerebbe né le economie domestiche né l'economia, dato che i suoi proventi verrebbero ridistribuiti e che verrebbero promosse opzioni alternative al trasporto aereo inquinante. Un sistema del genere è già stato adottato per la tassa sul CO2 applicata all'olio da riscaldamento: l'esperienza dimostra che il sistema funziona e che è stato accettato dalla popolazione.
Allo stato attuale, non possiamo più rimanere insensibili alle rivendicazioni delle nostre concittadine e dei nostri concittadini!