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19.3883 · Mozione · 2019-06-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre nel secondo pilastro obbligatorio un'aliquota unica per i contributi sul salario coordinato.

Begründung

Quando è stato istituito il sistema del secondo pilastro, si è deciso di prevedere aliquote di contribuzione progressive per la costituzione del capitale di vecchiaia. I contributi aumentano man mano che ci si avvicina al pensionamento e la quota a carico del datore di lavoro cresce in misura corrispondente. Vi sono pertanto quattro fasce d'età, di dieci anni ciascuna, le cui aliquote di contribuzione (percentuale del salario coordinato, ripartita tra il lavoratore e il datore di lavoro) sono rispettivamente del 7 per cento (25 a 34 anni), del 10 per cento (35 a 44 anni), del 15 per cento (45 a 54 anni) e del 18 per cento (55 a 65 anni).

Il sistema era stato impostato in questo modo per permettere alle persone vicine al pensionamento al momento dell'introduzione del secondo pilastro obbligatorio di versare contributi più elevati e ricevere così comunque un certo importo al raggiungimento dell'età di pensionamento.

Oggi, però, chi va in pensione ha versato contributi per una quarantina d'anni e non vi è quindi più motivo che i lavoratori più anziani paghino contributi maggiori rispetto ai lavoratori più giovani. Il sistema attuale è antisociale e dissuade le imprese dall'assumere collaboratori anziani. Occorre pertanto correggere questo sistema introducendo un'aliquota di contribuzione media indipendente dall'età degli assicurati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come già sottolineato in precedenti risposte a interventi parlamentari (ultima in ordine di tempo, la mozione del Gruppo BD 17.3325, Garantire finalmente pari condizioni agli ultracinquantenni), il Consiglio federale è contrario all'introduzione di un'aliquota unica per gli accrediti di vecchiaia nell'assicurazione obbligatoria del secondo pilastro. Questa soluzione causerebbe infatti ingenti costi, che potrebbero raggiungere il miliardo di franchi all'anno per 20 anni, e graverebbe in misura eccessiva sulle generazioni più giovani.

Inoltre, diversi studi evidenziano che l'efficacia di questa misura quale strumento per migliorare le opportunità occupazionali dei lavoratori anziani è tutta da dimostrare e che si tende a sopravvalutarne gli effetti. Alla stessa conclusione sono giunti anche i partecipanti alla terza edizione della Conferenza nazionale sui lavoratori in età avanzata del 25 aprile 2017.

Dopo che il Popolo ha respinto la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, nel settembre del 2017, il Consiglio federale ha invitato le parti sociali, su loro richiesta, a formulare proposte per una nuova riforma della previdenza professionale. Tra le misure suggerite vi sono anche la modifica e la riduzione del numero delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia. La proposta prevede un'aliquota del 9 per cento per la fascia d'età fino ai 44 anni e una del 14 per cento a partire dai 45 anni. Un avamprogetto di riforma della previdenza professionale sarà posto in consultazione entro al fine del 2019.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.