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20.309 · Iniziativa cantonale · 2020-03-03

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra

visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;

visto l'articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale;

visto l'articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra;

considerati

- gli avvertimenti e gli appelli alla prudenza ripetuti dalla comunità scientifica riguardo alle radiazioni non ionizzanti, per esempio nel quadro delle conclusioni del PNR57 commissionato dal Consiglio federale per gli anni dal 2007 al 2011;

- il rapporto del Gruppo di lavoro Telefonia mobile e radiazioni incaricato dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, pubblicato nel novembre 2019, secondo il quale non è dimostrata l'innocuità delle radiazioni non ionizzanti sugli esseri viventi e, a fortiori, sulla salute umana;

- la situazione già problematica per il crescente utilizzo delle reti 2G, 3G e 4G, ma anche wifi, di cui attualmente si conoscono ancora troppo poco gli effetti sulla salute umana;

- le implicazioni della realizzazione di reti 5G, a corta portata, che richiederanno l'installazione di una rete molto fitta di piccole antenne, oltre alle decine di migliaia già presenti sul territorio,

chiede all'Assemblea federale di:

- decretare una moratoria sulla diffusione della rete 5G millimetrica in Svizzera;

- realizzare un catasto nazionale delle onde in collaborazione con i Cantoni;

- prendere in considerazione il parere dei Cantoni e dei Comuni al momento della pianificazione della copertura delle diverse reti sul loro territorio.

Begründung

I rischi del 5G

La diffusione massiccia del 5G inquieta una parte crescente della popolazione. Ricordiamo che il 5G costituisce un enorme salto tecnologico e sociale che merita una riflessione approfondita e globale. Questa tecnologia consentirà un accesso a Internet dieci volte più rapido di quello che conosciamo attualmente con il 4G. Mentre il 3G, il 4G e la wifi funzionano con valori fino a 5GHz, il 5G millimetrico si avvale di frequenze molto alte, fra 15 e 20 GHz o anche oltre. Le cellule viventi saranno dunque esposte come mai in passato e più sistematicamente alle radiazioni non ionizzanti.

L'interconnessione permanente fra gli oggetti e le persone che utilizzano queste reti costituisce potenzialmente un punto di svolta culturale, che in una società democratica come la nostra merita un vero e proprio dibattito di fondo. D'altro canto, anche se il salto tecnologico dell'interconnessione risultasse da una scelta democratica, dal profilo tecnico e finanziario si dovrebbe puntare sulle reti esistenti della fibra ottica, poiché presentano rischi ambientali e sociali nettamente più contenuti. L'impatto sugli esseri viventi e, in particolare, sulla salute umana non è mai stato seriamente valutato dal profilo scientifico.

Secondo lo studio Telefonia mobile e radiazioni realizzato sotto l'egida del DATEC, è provato che l'esposizione della testa alla radiazione delle alte frequenze di un telefono mobile perturba le onde cerebrali a riposo e durante il sonno. Alexander Reichenbach, capo della Sezione Radiazioni non ionizzanti presso l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), ha dichiarato agli organi di stampa che l'esposizione a radiazioni con le frequenze utilizzate per la telefonia mobile può provocare già attualmente un riscaldamento dei tessuti. Non si tratta tuttavia unicamente di una questione di calore, bensì occorre piuttosto considerare la modificazione cellulare nell'ambito di veri e propri studi clinici ed epidemiologici. Infatti, già al di sotto dei valori limite delle radiazioni previsti dalla legge, si riconoscono potenziali effetti cancerogeni come pure effetti fisiologici sul cervello. Probabilmente, con il 5G e l'accumularsi delle radiazioni, la situazione diverrebbe ancor più problematica.

I rischi sono stati identificati, ma le valutazioni sono insufficienti: il Gruppo di lavoro incaricato dalle autorità federali per chiarire la situazione non è stato in grado di fornire risposte convincenti in merito agli effetti del 5G sulle cellule viventi e dunque sulla salute umana.

Esso non ha pertanto formulato raccomandazioni su un'eventuale modifica dei valori limite delle radiazioni nell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI).

Inoltre, l'indipendenza del gruppo di esperti è stata subito messa in discussione: in una lettera firmata, una ventina di specialisti esprime infatti preoccupazione per i possibili legami d'interesse di alcuni membri del gruppo di esperti con l'industria delle comunicazioni senza fili. Dal canto suo, l'associazione dei medici a favore dell'ambiente (Médecins en faveur de l'environnement, MFE) teme che questo rapporto serva unicamente a legittimare l'aumento futuro dei valori limite delle radiazioni, a cui essa si oppone fermamente.

5G e urgenza climatica

Oltre ai rischi sanitari, la diffusione del 5G comporta anche rischi per l'attuazione del Piano climatico e per il raggiungimento quanto prima possibile dell'obiettivo della neutralità a livello di carbone fossile. Mentre i suoi promotori millantano risparmi di energia e di risorse grazie a una gestione più rigorosa dei processi, ci stiamo invece dirigendo probabilmente verso un aumento delle emissioni di CO2. Secondo il gruppo di ricerca Shift Project, un'installazione 5G consuma tre volte di più di un 4G, dato che il volume di dati trasmessi aumenta considerevolmente. Inoltre, i diversi oggetti connessi che funzioneranno con questa nuova tecnologia devono ancora essere prodotti per sostituire gli oggetti esistenti (autovetture autonome, frigoriferi connessi, trattori intelligenti ecc.); il costo in termini di energia "grigia" è ingente. Infine, secondo Françoise Berthoud, ingegnere al CNRS, l'efficacia energetica promessa dal 5G sarà verosimilmente compensata da un effetto di rimbalzo: "Si tratta di uno standard che comporta di base aspetti di efficienza energetica. Ma non è concepito nell'intento di ridurre le nostre emissioni di gas a effetto serra. È concepito per assorbire un consumo supplementare!"

Di fronte ai rischi sulla salute e sull'ambiente, occorre applicare il principio di precauzione e una moratoria s'impone.

Nonostante la forte resistenza della popolazione, gli operatori attivi in Svizzera ignorano questo fatto e accelerano la diffusione del 5G, in totale spregio alla democrazia. Come riferito dalla stampa, Swisscom annunciava con fierezza a metà dicembre che il 90 per cento della popolazione è coperta dal 5G. Mentre nel maggio 2019 l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) contava più di 260 stazioni emittenti 5G, nel gennaio 2020 queste ultime erano 2329.

Secondo il sito dell'UFCOM, a Ginevra, dalle 14 antenne 5G attive in giugno si è passati a ben 120, di cui gran parte in città.

Queste cifre provengono dall'UFCOM e da stime apparse nella stampa, visto che gli operatori si rifiutano di essere trasparenti a questo proposito. Vanno comunque prese con cautela poiché sembra che non siano state aggiornate dal 15 gennaio 2020.

La popolazione è stata dunque messa dinanzi al fatto compiuto. Per scrupolo democratico e per attuare il principio di precauzione, è imperativo dichiarare una moratoria.