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20.3680 · Interpellanza · 2020-06-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In presenza di agenti di malattie infettive, i fornitori di servizi di trasporto pubblico si trovano di fronte a un dilemma, che sarà esposto nella motivazione riportata sotto. Un importante contributo alla sua risoluzione può venire dal livellamento dei flussi di passeggeri, ossia dalla riduzione dei picchi durante le ore di punta e da una migliore distribuzione della mobilità nel tempo e nello spazio.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali sono le misure atte a ridurre i picchi di traffico durante le ore di punta di cui il Consiglio federale è a conoscenza?

2. Quali misure consentono una migliore distribuzione dei giorni di lavoro sulla settimana lavorativa, ad esempio differenziando quelli liberi o di telelavoro?

3. Grazie a quali misure è possibile evitare picchi di traffico del tempo libero nei fine settimana? Il Consiglio federale è disposto a contribuire ordinando corse supplementari (treni e autobus) e indennizzando le rispettive imprese di trasporto?

4. Il Consiglio federale può immaginarsi una promozione attiva di iniziative del settore privato o pubblico mirate alle finalità delle domande 1-3? Se sì, quali strumenti sarebbero adatti?

5. Quali modifiche di legge sono ipotizzabili per ridurre i picchi dei flussi di passeggeri durante le attuali ore di punta ai sensi delle domande 1-3?

Begründung

Gli operatori nei trasporti pubblici si vedono confrontati con un dilemma. Finché sono attivi agenti di malattie infettive, per motivi sanitari le persone devono tenersi per quanto possibile a debita distanza tra loro a bordo di treni, autobus, battelli e cabine di impianti a fune nonché alle fermate. La richiesta di un obbligo di usare le mascherine si fa più insistente. Tuttavia, queste offrono una protezione limitata e, soprattutto, larghe fasce della popolazione non lo accettano.

Di conseguenza si evitano i mezzi pubblici e non pochi passano a quelli privati. È addirittura in parte un comportamento raccomandato, vista l'impossibilità di imporre il suddetto obbligo. Ma a parte il fatto che usare i mezzi privati per qualsiasi tragitto non è auspicabile né da un punto di vista ecologico né a livello di capacità infrastrutturali, va ricordato che non tutti hanno la possibilità di scegliere. Chi non ha la patente non può fare a meno dei trasporti pubblici e li vuole efficienti, nonché semmai potenziati, ma certamente non ridotti.

Stellungnahme des Bundesrates

1. I flussi di traffico possono essere influenzati mediante la differenziazione dei prezzi prevista dal mobility pricing. Nell'ambito di uno studio d'impatto condotto sull'esempio della regione di Zugo (rapporto finale del 13.12.2019) il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha evidenziato che il mobility pricing può concorrere notevolmente al livellamento dei picchi di traffico. Nel quadro di questi lavori e di altre riflessioni sono state identificate diverse misure che, singolarmente o in combinazione con il mobility pricing, possono contribuire a un utilizzo più uniforme del sistema dei trasporti, ad esempio orari di lavoro flessibili, lavoro da casa, telelavoro, lavoro a tempo parziale, spazi di lavoro condivisi, adeguamento degli orari di apertura dei negozi e di insegnamento, auto di gruppo e biglietti scontati nei TP. Mediante l'Ufficio di coordinamento per la mobilità sostenibile, la Confederazione sostiene inoltre numerosi progetti di mobilità innovativi volti a ridurre i picchi di traffico, ad aumentare l'efficienza nell'utilizzo del sistema dei trasporti e a contenere l'impatto sull'ambiente.

2. Dai dati del microcensimento mobilità e trasporti e di rilevamenti generali del traffico si evince che i picchi di traffico sono essenzialmente un problema locale che interessa determinate ore del giorno e in minor misura giorni specifici della settimana, sull'arco della quale non si rilevano punte paragonabili a quelle riscontrabili nell'andamento giornaliero. Le misure citate consentono generalmente di distribuire meglio la domanda di trasporti, a prescindere da quando e dove si registra il picco.

3. Già attualmente le imprese di trasporto attive nel traffico turistico e del tempo libero ove necessario adeguano in tempi brevi la propria offerta alla domanda. La procedura di ordinazione permette di richiedere e indennizzare un ampliamento dell'offerta a medio termine, ma in presenza di forte domanda sono le imprese di trasporto che decidono, a breve termine, se è necessario effettuare corse supplementari per poter gestire in ogni situazione i picchi di carico. Nel 2009 il Consiglio federale ha elaborato una strategia per il traffico degli svaghi che stabilisce diversi obiettivi di sostenibilità, tra cui resta all'ordine del giorno una domanda di trasporti più sostenibile sia per quanto riguarda i vettori sia sotto il profilo geografico e temporale.

4. Laddove dispone delle necessarie competenze, la Confederazione si adopera già oggi per il livellamento dei picchi di traffico e continuerà a farlo anche in futuro. Il mobility pricing, che sarà approfondito e per il quale saranno create le basi legali per consentire a Cantoni e Comuni di condurre progetti pilota, è un programma di lungo periodo che in quanto tale non può ancora fornire un contributo. In veste di massimo organo direttivo dell'Amministrazione federale, il Consiglio federale ha inoltre firmato la Carta dell'iniziativa Work Smart, dando in tal modo il buon esempio in questo settore. Nell'ambito della Nuova politica regionale (NPR) della Confederazione vengono altresì promosse le offerte di spazi di lavoro condivisi nelle regioni periferiche. La Confederazione si aspetta che anche i Cantoni, le città e i Comuni nonché i datori di lavoro e la popolazione contribuiscano nei limiti delle proprie possibilità.

5. Oltre alla creazione delle basi legali necessarie per la conduzione di progetti pilota di mobility pricing, alla quale il DATEC sta lavorando con l'intento di avviare la relativa consultazione nel terzo trimestre 2020, attualmente il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità di intervento, anche e soprattutto alla luce dell'obbligo della mascherina introdotto il 6 luglio 2020 sui TP.

Risposta del Consiglio federale.