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Divieto di indossare il velo islamico agli sportelli dell'Amministrazione federale e delle imprese con partecipazione maggioritaria della Confederazione

20.4209 · Mozione · 2020-09-25

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento una base legale che vieti alle impiegate dell'Amministrazione federale e delle imprese con partecipazione o controllo maggioritario da parte della Confederazione di indossare il hijab, il velo islamico o qualsiasi indumento che copra il viso o la testa se svolgono un'attività a contatto con il pubblico.

Begründung

In virtù della libertà religiosa, sia la Posta che le FFS accettano che le loro impiegate si presentino in pubblico, in particolare agli sportelli, indossando un hijab o un altro tipo di velo islamico. Interpellata al riguardo, la Posta difende la sua politica adducendo che questo è un modo per valorizzare la varietà culturale.

Quanto all'Amministrazione federale, nella sua risposta all'interpellanza 20.3856 "Vietare al personale agli sportelli della Posta e delle FFS di indossare il velo islamico?", anche il Consiglio federale si è trincerato dietro la libertà religiosa, affermando persino di voler tutelare il personale da reazioni negative per evitare di intervenire, tramite i propri rappresentanti, in seno ai consigli di amministrazione delle imprese interessate. Sull'opinione dei clienti, che talvolta reagiscono con sconcerto o disagio, il Consiglio federale sorvola.

Eppure, entrambe le imprese summenzionate sono società di diritto pubblico con partecipazione e controllo maggioritari da parte della Confederazione. Tenuto conto della loro posizione quasi monopolistica, i loro clienti (ossia noi cittadini) non hanno di fatto alcuna libertà di scelta. Ciò vale ancora di più per l'Amministrazione federale, laddove le impiegate svolgano un'attività a contatto con il pubblico. In realtà il hijab e tutte le altre forme di velo islamico non costituiscono né un semplice indumento né un simbolo puramente religioso: in primo luogo è un segnale politico, simbolo di ineguaglianza, discriminazione, sottomissione e oppressione della donna; è da considerarsi un segno ostentativo di comunitarismo e rifiuto di integrazione. Contrario non solo ai nostri usi e costumi, ma anche al nostro ordine costituzionale (si pensi al principio della parità dei sessi), il velo islamico suscita sconcerto o quantomeno disagio nei clienti, che di fatto non hanno alcuna libertà di scelta. Perciò non può essere tollerato né nell'Amministrazione federale, né nelle imprese pubbliche.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sua risposta all'interpellanza 20.3856 il Consiglio federale si è espresso chiaramente riguardo il suo ruolo nella politica del personale delle imprese parastatali. "Nel definire gli obiettivi di politica del personale esso si limita a una formulazione astratta che rispecchi l'immagine di una politica del personale ampiamente accettata e al passo con i tempi". Il Consiglio federale non interviene nella direzione operativa di tali imprese.

Per quanto riguarda l'Amministrazione federale, il Consiglio federale ha già preso posizione in merito alla questione del velo islamico nel 2008 nell'ora delle domande (08.5229 e 08.5366). Da allora non ha cambiato opinione.

Il diritto di indossare determinati capi d'abbigliamento per motivi religiosi è tutelato dall'articolo 15 della Costituzione federale (RS 101) che sancisce la libertà di credo e di coscienza.

Al personale federale spettano tutti i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. L'articolo 6 capoverso 1 della legge sul personale federale (RS 172.220.1) stabilisce espressamente che i collaboratori dell'Amministrazione federale hanno, alla pari di tutti gli altri cittadini, gli stessi obblighi e doveri sanciti dalla Costituzione federale e dalla legislazione. In base a questa disposizione, l'articolo 8 della Costituzione, che garantisce l'uguaglianza giuridica nel godimento dei diritti fondamentali e vieta le discriminazioni a causa ad esempio delle convinzioni religiose, è integralmente applicabile al personale federale. Lo stesso vale per l'articolo 15 della Costituzione.

Il Consiglio federale rispetta la libertà religiosa dei suoi collaboratori. Tuttavia, stabilisce che limitazioni alla libertà di indossare simboli di appartenenza religiosa sono possibili e possono essere opportune a seconda della funzione dei collaboratori. Questo vale, ad esempio, se il fatto di indossarli dovesse ostacolare lo svolgimento del processo lavorativo o comportare problemi di sicurezza per le persone in uniforme.

Inoltre nel suo rapporto del 9 giugno 2017 sui segni e simboli religiosi indossati e affissi negli edifici (Getragene und an Bauten angebrachte religiöse Zeichen und Symbole) in adempimento al postulato Aeschi 13.3672 depositato il 10 settembre 2013, il Consiglio federale ha concluso che non vede necessità di legiferare in materia di simboli religiosi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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