21.3483 · Mozione · 2021-05-04
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legislazione dove necessario affinché tutti i lavoratori, senza eccezione, abbiano diritto ad almeno due settimane di congedo di paternità.
Dal 1° gennaio 2021, i padri che lavorano hanno diritto a due settimane di congedo paternità finanziate dall'indennità perdita di guadagno (IPG). La legge federale sulle IPG è stata adattata in tal senso, così come il Codice delle obbligazioni (CO). Lo scopo di questo congedo è dare a tutti i padri lo stesso diritto minimo. Tuttavia, ai lavoratori che non sono soggetti al Codice delle obbligazioni (CO) non è garantito al congedo paternità di almeno due settimane. Il Consiglio federale è quindi incaricato di modificare le leggi e i regolamenti pertinenti in modo che un congedo minimo di due settimane sia garantito a tutti i dipendenti, indipendentemente dal loro campo di lavoro.
Begründung
Il congedo paternità minimo di due settimane non è formalmente garantito per i dipendenti che non sono soggetti al CO. Per rimediare a questa situazione, il Consiglio federale è incaricato di modificare le leggi e i regolamenti sui personale in modo da garantire a tutti i lavoratori un diritto equivalente ad almeno due settimane di congedo paternità. Questo vale, per esempio, per i dipendenti soggetti alla LPers, alle leggi e ai regolamenti del personale cantonali e comunali, e per le persone che prestano servizio militare o civile. Se una regolamentazione più favorevole è già stati accordata in queste leggi e regolamenti, questi prevarranno. Per analogia con il principio "un figlio, un'indennità" e "un padre, almeno due settimane di congedo di paternità", deve essere garantito a tutti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Introducendo il congedo di paternità, era chiara la volontà del legislatore federale di farlo per tutti i padri, indipendenti o salariati, e a prescindere dal fatto che i rapporti di lavoro siano fondati sul diritto privato o su quello pubblico.
Tuttavia, la ripartizione costituzionale delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni non permette al legislatore federale di obbligare i datori di lavoro del settore pubblico ad accordare un congedo di paternità ai loro dipendenti. Sono soltanto i Cantoni, o i Comuni, a poter modificare le proprie basi legali in tal senso. Di conseguenza, il Consiglio federale ritiene che spetti ai datori di lavoro del settore pubblico procedere alle modifiche legislative necessarie, nel rispetto della delimitazione costituzionale delle competenze tra Confederazione, Cantoni e Comuni.
L'Esecutivo rileva tuttavia che i Cantoni che non prevedevano già per i loro dipendenti un congedo di paternità di dieci giorni hanno modificato autonomamente la propria normativa in seguito alla votazione popolare o stanno svolgendo i lavori necessari per garantire un congedo di paternità almeno equivalente a quello previsto nel Codice delle obbligazioni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.