21.3790 · Interpellanza · 2021-06-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Dopo aver cumulato vari mesi di allarmante ritardo - con tutte le conseguenze del caso, sia dal profilo sanitario che delle ripercussioni economiche ed occupazionali - la campagna di vaccinazioni in Svizzera sembra aver preso finalmente quota.
La Svizzera si era assicurata 5,3 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca, a cui però nei giorni scorsi ha deciso di rinunciare, in sostanza a seguito della campagna mediatica negativa di cui è stato oggetto il preparato anglosvedese, che pure è stato usato per vaccinare milioni di persone in Europa (compresi alcuni premier).
Il vaccino viene comunque ritenuto idoneo per persone sopra i 60 anni. Che però in Svizzera sono in massima parte già vaccinate (quelle che lo hanno voluto).
La prossima sfida in Svizzera sarà l'immunizzazione dei giovani. Già in marzo Swissmedic ha omologato il vaccino Johnson&Johnson. Non risulta però che la Confederazione ne abbia ordinate delle dosi. Johson&Johnson presenta, tra l'altro, il vantaggio di non necessitare di un richiamo. Basta dunque una sola iniezione. Il che potrebbe renderlo appetibile per i giovani.
Mal si comprende, dunque, la recente decisione della Confederazione di cedere i vaccini AstraZeneca: se essi comportassero un problema sanitario reale, il gesto sarebbe irresponsabile. Visto che le cose non stanno così, il preparato, se non più voluto, invece che ceduto, andava scambiato con altri vaccini. Magari proprio con quelli della Johnson&Johnson (non necessariamente uno contro uno).
Chiedo al Consiglio federale:
- Come mai nella risposta del 7 giugno alla domanda Romano il Consiglio federale rispondeva che per "coprire adeguatamente il fabbisogno di vaccini a vettore virale l'Ufficio federale della sanità pubblica sta vagliando diverse opzioni. Prima fra tutte, il vaccino di Astra-Zeneca, non ancora omologato in Svizzera, ma per il quale è stato stipulato un contratto per la fornitura di 5,3 milioni di dosi", mentre pochi giorni dopo è stata annunciata la decisione di cedere le 5,3 milioni di dosi a paesi terzi?
- Perché, invece di cedere le dosi di AstraZeneca (adatto per gli anziani, che in Svizzera sono già vaccinati) non si è pensato di scambiarle - non necessariamente in rapporto "uno ad uno" - con dosi di Johnson&Johnson, interessante per i giovani che nel nostro Paese sono ancora da vaccinare?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Per la propria strategia di approvvigionamento, la Confederazione ha puntato sin dall'inizio su differenti piattaforme e fabbricanti di vaccini. I vaccini a mRNA si sono dimostrati particolarmente efficaci rispetto ad altri e offrono una protezione affidabile contro le varianti note del virus. Inoltre, all'occorrenza possono essere adattati alle mutazioni del virus più rapidamente di altri vaccini. Nell'ottica di questa strategia di approvvigionamento diversificata e di ampia portata, il Consiglio federale ha tuttavia anche stipulato contratti o contratti preliminari con fabbricanti di vaccini basati su vettori o su proteine che, secondo risultati di studi, sono meno efficaci e per questo sono previsti in Svizzera al momento soltanto come alternativa per le persone che non possono o non vogliono farsi vaccinare con un vaccino a mRNA.
Il 12 maggio 2021, il Consiglio federale ha deciso di esaminare la possibilità di cedere 3 milioni di dosi di vaccino di AstraZeneca. Dopo i necessari accertamenti, il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha deciso di cedere a COVAX Facility 4 dei circa 5,4 milioni di dosi complessivi di vaccino acquistati da AstraZeneca. I rimanenti 1,4 milioni di dosi restano riservati per un eventuale impiego in Svizzera. Il vaccino sarà a disposizione non appena Swissmedic lo avrà omologato e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) avranno approvato la raccomandazione di vaccinazione.
Attualmente non esiste una piattaforma di scambio per vaccini.
Risposta del Consiglio federale.