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22.484 · Iniziativa parlamentare · 2022-11-29

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Occorre creare una base legale che combatta e impedisca a livello nazionale la povertà dei bambini mediante un modello di sostegno volto a garantire il loro sostentamento. È immaginabile un modello analogo alle prestazioni complementari all'AVS a all'AI. Il diritto alla prestazione dovrà terminare non appena i minori e i giovani adulti avranno concluso la loro formazione o lo studio.

Begründung

In Svizzera circa l'8,5 per cento, ossia 722 000 persone (UST), è colpito da povertà e il 15,4 per cento, ossia oltre 1,3 milioni di persone, ne è minacciato (UST). Secondo l'UNICEF il 19 per cento, ossia un bambino su 5, è esposto al rischio di povertà. La pandemia di Corona ha ulteriormente accentuato questo problema e dal 2014 il numero di persone costrette a vivere in povertà aumenta in modo costante (UST): una triste realtà, che non è degna di un Paese ricco come la Svizzera.

La povertà dei bambini o delle rispettive famiglie comporta conseguenze di ampia portata in differenti settori della vita. È provato empiricamente che anche in Svizzera i bambini provenienti da famiglie indigenti non possono di fatto partecipare al benessere della società. Spesso la povertà dei bambini è associata a un contesto abitativo caratterizzato da un'infrastruttura ridotta, uno spazio abitativo limitato, un'alimentazione malsana, pochi aiuti per l'istruzione e difficoltà a instaurare e mantenere contatti sociali. Tuttavia, ratificando la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, la Svizzera sarebbe tenuta a fornire a tutti i bambini, tra le altre cose, un sostegno completo e a consentire loro una formazione, benessere, riposo e tempo libero, come pure la libera partecipazione alla vita culturale e artistica. L'indigenza, inoltre, provoca spesso stigmatizzazione e vergogna. In numerosi casi questa penalizzazione comporta l'esclusione sociale (rendendo per esempio molto più difficile assumere un primo impiego) con una cronicizzazione o addirittura l'ereditarietà della situazione di povertà. In altre parole i bambini costituiscono un importante rischio di povertà, sono molto spesso colpiti da indigenza e presentano un rischio molto più elevato di trascinare la povertà nell'età adulta o addirittura di trasmetterla alla generazione successiva, senza averne colpa. Tuttavia la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo è vincolante per gli Stati in virtù del principio della parità delle opportunità che mira a garantire le condizioni di vita necessarie, nella misura in cui questo compito non possa essere interamente attuato dai genitori (art. 27 della Convenzione sui diritti del fanciullo).

Il modello collaudato delle prestazioni complementari per l'AVS e l'AI potrebbe essere impiegato anche contro la povertà dei bambini. In tal modo i bambini sono protetti dalla povertà grazie a prestazioni garantite e può essere garantita una formazione appropriata. Nel Cantone di Soletta questo modello è già messo in atto con successo e va a tutto vantaggio di coloro che ne hanno realmente bisogno. Questa efficace soluzione dovrebbe essere implementata a livello svizzero, affinché vi sia una protezione nazionale contro la povertà dei bambini a cui la Svizzera si è impegnata ratificando la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo.

Un bambino non ha colpa se nasce in una famiglia indigente e di conseguenza non deve crescere con minori opportunità.