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23.4290 · Interpellanza · 2023-09-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

4.-6. A settembre 2023, a Nairobi, in Kenia, si è tenuto il vertice africano sul clima, che rappresenta tra l'altro la base per la posizione dei Paesi africani nel contesto della prossima Conferenza sul clima (COP 28) prevista per fine anno a Dubai. L'Unione Africana è di recente entrata a far parte del G20 e si può pertanto presumere che i Paesi africani si impegneranno più attivamente nella politica economica e climatica internazionale. Si tratta di un fatto positivo, considerata la vulnerabilità del continente africano di fronte a gravi eventi climatici.
Nella dichiarazione finale (Dichiarazione di Nairobi) è stato espressamente chiesto di rivedere il sistema finanziario e di credito, al fine di sostenere con fonti di finanziamento aggiuntive gli Stati africani duramente colpiti dai cambiamenti climatici nel processo di adattamento e al contempo di supportare l'ulteriore sviluppo del continente africano con un'attenzione particolare alla transizione verso un'economia verde, alle esigenze dell'agricoltura famigliare e della filiera agroalimentare nonché alla biodiversità e alla protezione della natura.


Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:


1. Che cosa intende fare concretamente la Svizzera per assicurare una riduzione sostenibile dell'onere del debito dei Paesi più poveri?

2. Oltre al sostegno necessario nel quadro della cooperazione allo sviluppo, come verranno garantiti mezzi finanziari supplementari per permettere ai Paesi in via di sviluppo più colpiti di adattarsi ai cambiamenti climatici e di proteggere le loro aree rurali dalle conseguenze catastrofiche di eventi climatici estremi?

3. Che cosa intende fare concretamente la Svizzera per sostenere i negoziati per l'istituzione di un fondo per le perdite e i danni (Loss and Damage Fund) destinato a questi Paesi in via di sviluppo, decisa durante la COP 27?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Il Consiglio federale sostiene gli sforzi internazionali per migliorare la sostenibilità, la trasparenza e la gestione del debito. In questo modo, in collaborazione con organizzazioni internazionali come il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale, la Svizzera sostiene i Paesi in via di sviluppo nel miglioramento della gestione del debito e delle finanze pubbliche. 2) La Svizzera apporta già un grande contributo al finanziamento per il clima e ha aumentato i mezzi da lei messi a disposizione. In vista delle crescenti esigenze di finanziamento nei Paesi in via di sviluppo interessati dai cambiamenti climatici e alla luce della situazione finanziaria delicata delle finanze federali, il DATEC, in collaborazione con il DFAE e il DEFR, sta elaborando una panoramica all'attenzione del Consiglio federale delle fonti e degli strumenti esistenti e su quelli possibili. L'accento è posto in particolare sulla mobilizzazione di fondi privati. 3) Nel quadro del suo mandato negoziale per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Svizzera si impegnerà per l'istituzione di un fondo orientato agli standard ambientali e sociali internazionali (Environmental and Social Safeguards). Il fondo agirà in modo complementare ai meccanismi esistenti per finanziare e far fronte ai danni e alle perdite dovuti al clima. Inoltre, la Svizzera si impegnerà affinché il fondo si concentri, tra i Paesi in via di sviluppo, principalmente sugli Stati e le persone più colpite. Per il finanziamento dei danni e delle perdite dovranno essere impiegate fonti conformi al principio di causalità, che costituiranno la base per il fondo. Anche i Paesi emergenti ricchi responsabili di emissioni elevate dovranno contribuire al fondo in misura consistente. La Svizzera si impegna a collaborare con il settore privato per gestire i danni e le perdite dovuti al clima e accoglie favorevolmente i contributi al fondo da parte di questo settore.