Controlli al confine mirati anziché sistematici. Sarebbe possibile effettuare anche in Svizzera controlli mirati al confine, come avviene nei nostri Paesi limitrofi?
23.4421 · Interpellanza · 2023-12-20
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera vi sono moltissimi valichi di confine che possono essere attraversati in treno, in macchina o a piedi. Solo una minima parte di questi valichi è occupata 24 ore su 24 da circa 2000 guardie di confine. Durante la notte la maggior parte di tali valichi non è controllata e può essere attraversata liberamente. Solo pochissime persone che varcano il confine vengono controllate. Prima dell’associazione a Schengen si trattava del tre per cento 23.7866. Come si è sviluppato il numero di passaggi del confine (escluso il traffico aereo) negli ultimi dieci anni?Come si è sviluppato il numero dei posti a tempo pieno (FTE) presso il Corpo delle guardie di confine negli ultimi dieci anni?Come si è sviluppato il numero di passaggi del confine illegali negli ultimi dieci anni?Qual è, in media, la percentuale di persone controllate in occasione del passaggio del confine (in treno, su strada e a piedi)? Come si è sviluppata questa percentuale nel corso degli ultimi dieci anni?Qualora la Svizzera effettuasse controlli mirati al confine come fa la Germania, quale sarebbe l’effettivo di personale necessario a tal fine? Chi dovrebbe effettuare tali controlli e in che modo? Quali costi comporterebbe questo tipo di controlli? Quali ripercussioni avrebbero queste misure mirate sul traffico di confine?Il Consiglio federale non ritiene che l’esecuzione di controlli mirati al confine, come quelli effettuati nei Paesi limitrofi, comporterebbe un aumento della sicurezza e che i risultati ottenuti da tali controlli costituirebbero un importante indizio per la necessità di futuri controlli al confine?Il Consiglio federale non crede che per quanto riguarda i passaggi presso il confine con l’Austria, in merito ai quali il Consiglio nazionale ha già adottato la mozione 22.4186 sulla semplificazione della riammissione in ambito migratorio (ancora in sospeso), simili controlli mirati potrebbero fornire informazioni preziose ai fini delle trattative tra i due Paesi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I passaggi del confine alle frontiere interne svizzere non vengono registrati nelle statistiche. Nel 2015 e nel 2021 l’Ufficio federale di statistica (UST) ha però effettuato un rilevamento dei passaggi del confine: nel 2015 circa 2,2 milioni di persone e 1,1 milioni di veicoli hanno varcato il confine ogni giorno, mentre nel 2021 le cifre sono fortemente diminuite, in particolare a causa alla pandemia di COVID e delle restrizioni allora vigenti per l’entrata. Secondo le osservazioni dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) nonché le cifre relative al traffico ferroviario e aereo, attualmente il numero dei passaggi del confine dovrebbe avere di nuovo raggiunto almeno i livelli registrati prima della pandemia. 2. Il numero di FTE nel Corpo delle guardie di confine è costantemente aumentato, passando da 2045 (nel 2013) a 2270 (nel 2023). 3. Negli ultimi dieci anni il numero di entrate illegali e soggiorni illegali constatati dall’UDSC sono stati molto variabili. Durante la crisi migratoria nel 2015 e 2016 è stato registrato un elevato numero di fermi, rispettivamente quasi 31 000 e 49 000; nel 2017 il numero è sceso a circa 27 000. Tra il 2018 e il 2021 le cifre oscillavano tra 11 000 e 19 000 fermi all’anno. Nel 2022 sono stati registrati quasi 52 000 fermi, nel 2023 circa 50 000. 4. L’UDSC effettua i suoi controlli in funzione della situazione e dei rischi. I controlli che non comportano l’adozione di altre misure non vengono registrati nelle statistiche. Pertanto non è possibile fornire alcuna indicazione sullo sviluppo della percentuale di controlli effettuati. 5. La Svizzera non fa parte dell’unione doganale europea. Pertanto essa continua ad effettuare controlli doganali alle sue frontiere interne ed esercita, contrariamente ai Paesi membri dell’Unione europea, un’attività di controllo doganale permanente. Nel quadro di questi controlli l’UDSC può anche verificare se le persone adempiono i requisiti di soggiorno.L’UDSC esegue già oggi i controlli in funzione della situazione e dei rischi. Sulla scorta dei cambiamenti della situazione, negli ultimi mesi esso ha rafforzato il suo dispositivo di controllo al confine meridionale.Qualora la Svizzera dovesse decidere di notificare all’Unione europea la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne Schengen, l’UDSC sarebbe in grado – d’intesa con le autorità cantonali – di effettuare controlli mirati presso determinati valichi di confine e per un periodo limitato, nella stessa misura di quelli fatti dalla Germania. Ciò sarebbe possibile attribuendo l’adeguata priorità ai compiti. Tuttavia è importante osservare che simili controlli mirati non rappresentano dei controlli completi e sistematici alle frontiere. Rispetto ai controlli sistematici, quelli mirati hanno di principio meno ripercussioni sul traffico di confine, anche se ciò dipende da dove e con quale frequenza sono effettuati. 6. e 7. Il Consiglio federale è pertanto dell’avviso che attualmente i presupposti per la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne da parte della Svizzera non sono dati e che simili controlli non porterebbero un valore aggiunto rispetto all’odierno regime di controllo. Negli ultimi anni vari Stati europei hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne, ma questa misura non ha ridotto, o solo in modo molto limitato, la migrazione irregolare. Inoltre la Corte di giustizia dell’Unione europea ha recentemente confermato (sentenza nella causa C-143/22) che anche dopo la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne i cittadini di uno Stato terzo, che non adempiono le condizioni d’entrata, non possono essere semplicemente respinti nello Stato limitrofo presso la frontiera interna Schengen, ma che deve essere sempre applicata la direttiva sui rimpatri.