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24.071 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-09-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 4 settembre 2024 concernente la legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 04.09.2024

Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la legge federale che vieta Hamas

Nella seduta del 4 settembre 2024 il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento il messaggio concernente la legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate. Il divieto sancito dalla legge si applica ad Hamas, alle organizzazioni che succedono ad Hamas o che operano sotto un nome di copertura nonché alle organizzazioni e ai gruppi che operano su mandato o in nome di Hamas. Tali organizzazioni e gruppi sono considerati organizzazioni terroristiche. Chi viola il divieto è punito con una pena detentiva o pecuniaria.

La legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate rafforza la sicurezza interna della Svizzera e contribuisce a far rispettare il diritto internazionale pubblico. Fornisce alle autorità federali gli strumenti necessari per procedere contro eventuali attività di Hamas o il sostegno all'organizzazione in Svizzera.

  • Il divieto riduce sia il rischio che Hamas e le organizzazioni associate si servano della Svizzera come luogo di rifugio, sia il pericolo che vengano compiute attività terroristiche sul territorio svizzero.

  • Il divieto permette alle autorità di adottare con maggiore facilità ed efficienza misure preventive di polizia quali divieti d'entrata o espulsioni.

  • Il divieto agevola l'assunzione di prove nei procedimenti penali perché crea chiarezza e maggiore certezza del diritto per le autorità di perseguimento penale e consente loro di procedere in modo più mirato contro chi sostiene Hamas.

  • Per gli intermediari finanziari il divieto produce certezza del diritto nella lotta al finanziamento del terrorismo. L'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) può scambiare più facilmente informazioni con le autorità partner estere su flussi finanziari correlati a sospetti di finanziamento del terrorismo.

Il divieto di Hamas fondato sul Codice penale

Il disegno di legge vieta Hamas e le organizzazioni e i gruppi associati. Non prevede alcuna disposizione penale indipendente, ma rimanda al Codice penale (CP): l'articolo 260ter CP punisce la partecipazione e il sostegno a organizzazioni criminali e terroristiche. Il Consiglio federale rinuncia a introdurre una disposizione penale specifica, in quanto la delimitazione con il vigente articolo 260ter CP non sarebbe chiara. Chi partecipa o sostiene Hamas è punito con una pena detentiva fino a vent'anni o con una pena pecuniaria. Il Ministero pubblico della Confederazione è l'autorità competente per il perseguimento penale dei reati commessi da persone adulte.

Dopo la procedura di consultazione, il Consiglio federale ha precisato nel suo messaggio i requisiti per vietare le organizzazioni associate ad Hamas. Per «associati» si intendono le organizzazioni o i gruppi terroristici particolarmente vicini ad Hamas e che corrispondono ad Hamas per quanto riguarda obiettivi, dirigenti o mezzi. Tali organizzazioni o gruppi sono vietati soltanto se il Consiglio federale ne dimostra la particolare vicinanza ad Hamas. Prima di vietare organizzazioni o gruppi associati ad Hamas, il Consiglio federale deve consultare le commissioni parlamentari competenti in materia di politica di sicurezza. Contro il divieto di un'organizzazione o un gruppo associato può essere interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

Attività umanitaria esclusa dal divieto

Il divieto di Hamas è in linea con gli obblighi internazionali della Svizzera. Tutela i diritti umani e rafforza il rispetto del diritto internazionale umanitario. Gli aiuti umanitari potranno continuare a essere erogati senza essere puniti: l'articolo 260ter CP contiene una clausola di eccezione che si applica ai servizi umanitari. Le organizzazioni umanitarie e le agenzie di assistenza possono proseguire anche in futuro la loro attività di sostegno e di tutela dei membri più vulnerabili e deboli della società nelle zone di crisi e di conflitto.

Divieto limitato a cinque anni con possibilità di proroga da parte del Parlamento

Il divieto di Hamas ha conseguenze di ampia portata per le organizzazioni, i gruppi e le persone interessati. Per questo motivo la validità della legge è limitata a cinque anni. Il Parlamento ha la possibilità di prorogare la durata di validità ricorrendo alla procedura legislativa ordinaria.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2024

Terrorismo, Hamas va vietata in Svizzera

L'organizzazione islamista Hamas, responsabile degli attacchi contro Israele del 7 ottobre 2023, va vietata in Svizzera. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 37 voti a 1 un'astensione.

Stando ai "senatori", il divieto dovrebbe entrare in vigore il più presto possibile. Il dossier va al Nazionale.

Nel presentare il testo di legge, il relatore della commissione, Daniel Jositsch (PS/ZH), ha rammentato l'attacco del 7 ottobre 2023 che ha provocato la morte di 1200 persone, perlopiù civili, e i 250 ostaggi finiti nella mani di questa organizzazione che non ha mai riconosciuto l'esistenza di Israele, ma ne vuole invece la distruzione. Per il "senatore" zurighese, tali appelli dal carattere genocida fanno senz'altro di Hamas un'organizzazione terroristica. Il suo divieto è quindi necessario.

Una simile legge renderebbe più facile pronunciare divieti d'entrata o espulsioni e il perseguimento penale di fiancheggiatori, ha poi spiegato Jositsch, professore di diritto penale all'Università di Zurigo.

Sebbene nessuno abbia messo in dubbio la ferocia degli attacchi compiuti da Hamas, da alcuni considerati abominevoli, diverse voci si sono levate affinché nella legge venissero chiaramente esclusa la stessa Confederazione, come anche quelle organizzazioni che operano a favore della pace oppure in ambito umanitario, dei diritti umani o dell'aiuto allo sviluppo.

Nonostante la forte emozione causata da quanto accaduto, per Carlo Sommaruga (PS/GE) - sostenuto anche da Mauro Poggia (MCG-UDC/GE) - bisogna affrontare questo dossier con la mente lucida. In passato, e ancora oggi, la Svizzera e altre ONG hanno avuto e hanno contatti con organizzazioni considerate terroristiche nei Paesi in cui sono attive, come le FARC o il PKK. Non dobbiamo privarci della possibilità di dialogare con questi attori su temi come il rispetto del diritto umanitario o la ricerca di una soluzione politica a un conflitto, ha sottolineato.

Un tema quest'ultimo affrontato anche da Franziska Roth (PS/SO) che, nel quadro di un divieto nei confronti di gruppi che direttamente o indirettamente fanno riferimento ad Hamas, avrebbe voluto fare in modo che il Governo consultasse anche le commissioni di politica estera, e non solo della sicurezza. Il divieto di un'organizzazione ha sovente conseguenze di politica estera, ha spiegato.

Al voto, tuttavia, sia la proposta che Sommaruga che Roth sono state bocciate. In relazione alla proposta Sommaruga, il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans, ha precisato che il divieto pronunciato contro Hamas non include le attività umanitarie. È quindi inutile completare la legge includendovi gli aspetti evocati dal "senatore" ginevrino.

Simili contatti, anche per la ricerca di soluzioni politiche, ha rimarcato il consigliere federale basilese del PS, non possono essere considerati un sostegno ad un'organizzazione terroristica, e quindi perseguibili penalmente.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 11.12.2024

Hamas è organizzazione terrorista, va vietata in Svizzera
Al pari del Consiglio degli Stati ieri, il Consiglio nazionale ha deciso oggi (168 voti a 6 e 14 astensioni) di vietare in Svizzera l'organizzazione islamista, considerata ormai terrorista, Hamas. Il dossier va in votazione finale.

Unanime è stata, durante il dibattito, l'indignazione per quanto accaduto il 7 ottobre 2023, quando Hamas ha attacco i villaggi e i Kibbuz situati nei pressi della striscia di Gaza trucidando e violentando centinaia e centinaia di civili - come è stato ricordato in aula - e portando con sé 250 ostaggi, molti dei quali morti oppure ancora in cattività.

Si è trattato di uno choc che ha messo sotto gli occhi di tutti il carattere terrorista di questa organizzazione, si è sentito in aula, ciò che ha spinto le commissioni della politica di sicurezza a presentare due mozioni identiche per il divieto di questa organizzazione in Svizzera - divieto che vale almeno 5 anni -, "ormai completamente delegittimata", e la punibilità di tutti coloro che potrebbero cooperare con essa.

Benché Hamas non sia attiva nella Confederazione, quest'ultima persegue attraverso le sue azioni e i suoi obiettivi, come la distruzione di Israele, una politica contraria ai diritti umani e ai valori del nostro Paese, hanno dichiarato diversi consiglieri nazionali. La sua presenza è un elemento destabilizzante che mette a rischio sia la sicurezza del Medio Oriente che la nostra. A tale riguardo, secondo alcuni deputati si deve evitare che la Svizzera diventi un rifugio per Hamas o che qualcuno possa approfittare della piazza finanziaria per sostenere questa organizzazione.

Diversi oratori hanno poi sostenuto che il divieto rappresenta anche un gesto nei confronti della comunità ebraica in Svizzera, che si sente insicura a causa dell'antisemitismo in crescita.

I dubbi della sinistra

Se sul fondo i gruppi si sono detti solidali con le vittime e gli ebrei residenti in Svizzera e d'accordo col divieto, il campo rosso-verde ha tentato, invano, di aggiungere alla legge contro Hamas alcune precisazioni.

In particolare, Fabian Molina (PS/ZH) e Fabien Fivaz (Verdi/NE) avrebbero voluto escludere esplicitamente dal campo di applicazione della legge, e quindi da ogni perseguimento penale, le attività condotte dalla Confederazione, dalle organizzazioni multilaterali e dalle ONG nell’interesse della promozione della pace, dell’applicazione del diritto umanitario, della cooperazione allo sviluppo, dei diritti dell’uomo e della sicurezza interna ed esterna della Svizzera.

Il timore espresso da Fivaz e Molina è che la legge possa intralciare o rendere più difficili simili attività, specie se Hamas dovesse rimanere al potere a Gaza. Per il campo rosso-verde è importante mantenere aperti i canali diplomatici affinché Berna possa offrire i buoni uffici per un cessate il fuoco e la risoluzione pacifica di questo conflitto basato sul principio dei due Stati (si è insistito parecchio a sinistra su questo aspetto, mentre qualcuno ha pure fatto notare che lo stato ebraico stia compiendo un genocidio a Gaza, n.d.r.).

Le rassicurazioni di Jans

Nel suo intervento, il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans, ha ricordato che il divieto di Hamas rappresenta una risposta puntuale voluta dal parlamento nei confronti di un'organizzazione brutale, benché non vi sia stata una decisione analoga da parte della Nazioni Unite (finora in Svizzera sono vietate al Qaida e l'Isis come stabilito dalle Nazioni Unite).

Il divieto poggia sul Codice penale (articoli 260 e seguenti) che prevede anche eccezioni. In particolare, ha sottolineato il consigliere federale socialista, non costituiscono finanziamento di un atto terroristico tutti quegli atti volti a ripristinare la democrazia o lo stato di diritto, oppure permettere l'esercizio o il rispetto dei diritti umani.

Sollecitato da diversi deputati, Jans ha sostenuto che al momento contatti con Hamas non sono auspicabili. In futuro, tuttavia, ciò potrebbe, almeno teoricamente, accadere. Per Jans, insomma, la tradizione umanitaria ed eventuali sforzi politici per giungere a una soluzione politica rimarranno possibili anche con questa legge. Jans ha poi aggiunto che la legge consente in ogni caso ai gruppi o persone che potrebbero venir vietati di appellarsi ai tribunali.