24.3146 · Mozione · 2024-03-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato, d’intesa con la direzione dell’acciaieria di Gerlafingen e il governo del Cantone di Soletta, di adottare misure immediate per salvare l’acciaieria, se occorre facendo ricorso al diritto di necessità.
Begründung
La situazione dell’acciaieria di Gerlafingen appare allarmante. A breve sono previste ampie misure di ristrutturazione, compresa la chiusura dell’impianto. La chiusura di Stahl Gerlafingen comporterebbe la perdita di oltre 500 posti di lavoro. Inoltre, la Svizzera perderebbe il suo unico impianto che chiude, ultimandoli, i processi metallurgici, produce acciaio da costruzione e assicura materie prime a livello nazionale. Una chiusura sarebbe disastrosa anche dal punto di vista ecologico, qualora in futuro i rottami di acciaio fossero esportati per essere lavorati all’estero, dove la lavorazione dell’acciaio è molto più intensiva a livello di CO2. Stahl Gerlafingen riveste un’importanza sistemica per la Svizzera. Per questi motivi, il Consiglio federale è incaricato di adottare misure d’emergenza per evitare una chiusura o profonde misure di ristrutturazione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della difficile situazione del settore siderurgico. Oltre alla debolezza della congiuntura e alle conseguenze della crisi energetica, la sovraccapacità e il protezionismo pesano sull’industria. Dall’introduzione delle misure di salvaguardia dell’Unione europea sull’acciaio (2018), il Consiglio federale si è impegnato a garantire che tali misure non ostacolino gli scambi bilaterali di merci. Tuttavia, dall’estate 2023 è praticamente impossibile esportare nell’UE alcuni prodotti siderurgici, come quelli fabbricati da Stahl Gerlafingen. La Svizzera si sta quindi muovendo su vari canali affinché l’UE elimini le misure di salvaguardia ossia che non vi siano più limitazioni al commercio. La Svizzera è intervenuta a più riprese anche presso altri attori, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, che applicano anch’essi misure protettive o dazi d’importazione aggiuntivi sull’acciaio.L’economia svizzera importa ed esporta notevoli quantità di acciaio. Nel caso dei rottami, nel 2023 le importazioni ammontavano a più di 300 000 tonnellate e le esportazioni a circa 800 000 tonnellate. Vengono importate ed esportate anche grandi quantità di prodotti intermedi e finiti. È quindi improprio parlare di processi metallurgici chiusi (a livello nazionale).L’acciaieria di Gerlafingen è un importante fornitore dell’industria edile svizzera. Il concetto di «importanza sistemica» si riferisce all’economia nazionale nel suo complesso e si applica a un’azienda che fornisce servizi centrali e indispensabili per l’economia nazionale e che non può essere sostituita in tempi utili. Il fallimento di un’azienda di questo tipo potrebbe portare a una grave recessione, o addirittura a una depressione, con conseguenze disastrose per l’economia svizzera. Nel caso delle aziende siderurgiche, questi rischi non sussistono.Il 27 marzo 2024 Stahl Gerlafingen ha comunicato la sua intenzione di chiudere la produzione di profilati larghi piatti. La chiusura di questa produzione orientata all’esportazione non influirà sulla produzione principale dello stabilimento, ossia l’acciaio per il mercato svizzero destinato alla costruzione, né sui relativi lavori di manutenzione, e ne garantirà la perennità.Contestualmente all’attuazione della mozione 22.4447 Zanetti Roberto, il Consiglio federale sta facendo il punto sugli strumenti di politica energetica e climatica, attuali o allo studio, che potrebbero essere utilizzati anche nello stabilimento di Gerlafingen per prepararlo al futuro. Inoltre, il Consiglio federale si adopera con costanza per migliorare le condizioni quadro di politica economica, riconosciute a livello internazionale come buone, e di cui beneficiano anche le aziende siderurgiche.Alla luce degli sviluppi descritti, non vi è alcuna minaccia per gli interessi del Paese che possa giustificare il ricorso al diritto di necessità. Le condizioni costituzionali per il ricorso al diritto di necessità, ossia l’urgenza e la mancanza di prevedibilità, non sono soddisfatte.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.