24.3152 · Interpellanza · 2024-03-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Per anni le piattaforme online straniere come Shein, Temu e Wish hanno attirato i consumatori svizzeri proponendo un marketing aggressivo e prezzi stracciati. Diverse indagini nell'UE e in Svizzera sono giunte alla conclusione che si tratta di piattaforme utilizzate per vendere a prezzi di dumping beni che non soddisfano i nostri requisiti legali in materia di sicurezza dei prodotti.
Questa situazione non solo rappresenta un rischio per i consumatori, ma pone anche i produttori e i rivenditori nazionali in una posizione di svantaggio: la necessità di garantire il rispetto delle normative locali e di determinati standard di sicurezza genera infatti costi aggiuntivi che i concorrenti stranieri non sono invece tenuti a sostenere e che si traducono in prezzi più elevati. In Svizzera si controlla se i produttori e i rivenditori rispettano tali disposizioni e standard; in alcuni casi si ricorre anche al richiamo di prodotti difettosi, che possono causare, oltre a una perdita finanziaria, anche un danno d’immagine. Tuttavia, è altamente improbabile che una fabbrica di prodotti a basso costo con sede in estremo Oriente – nei casi in cui è possibile determinare che sia il produttore – possa essere oggetto di denuncia o rispondere a una richiesta di risarcimento da parte di un cliente europeo. Ciò porta a condizioni di concorrenza inique e non tollerabili per gli operatori del mercato. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
In che modo garantisce che anche le piattaforme online straniere rispettino i requisiti di legge sulla sicurezza dei prodotti?
A differenza della Svizzera, nell’UE il Regolamento sulla vigilanza del mercato vieta esplicitamente la pubblicità di prodotti che non soddisfano i requisiti legali di sicurezza. Ciò vale anche per le piattaforme online. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla possibilità di una normativa simile in Svizzera?
Quali altre misure prevede per garantire condizioni di parità tra gli operatori del mercato nazionali e stranieri?
In adempimento del mio postulato «Armi pari per tutti i venditori online» (17.4228), nel 2019 il Consiglio federale ha proposto nuove misure per eliminare le condizioni di disparità tra i venditori online esteri e svizzeri. In che modo sono state attuate e valutate?
Il Consiglio federale è a conoscenza dell’entità dell’eventuale sostegno finanziario diretto o indiretto che le piattaforme online ricevono dai loro Paesi d'origine?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1:
Le piattaforme online straniere che propongono prodotti destinati direttamente alla clientela svizzera devono sottostare alla legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro; RS 930.11) per metterli in vendita o in circolazione del nostro Paese.
Dato il principio della territorialità, le autorità svizzere che si occupano della sorveglianza del mercato non sono però in grado di intervenire nei confronti di piattaforme online che distribuiscono i loro prodotti direttamente alla clientela svizzera.
Gli acquisti privati non sono contemplati dalla LSPro, che non può nemmeno essere applicata nel caso in cui un determinato aspetto sia regolato da una legge speciale.
Anche nel caso della legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0) viene per esempio esclusa l’ordinazione dei prodotti di cui alla stessa legge se impiegati per l’uso privato domestico. I prodotti importati per l’uso privato possono essere sottoposti a controlli a campione da parte delle autorità di dogana.
Domande 2 e 3:
I prodotti importati in Svizzera a scopi commerciali devono rispettare i requisiti di sicurezza di cui alla LSPro e i requisiti in materia di conformità di cui alla legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC; RS 946.51). Le autorità che si occupano della sorveglianza del mercato sono coadiuvate nelle loro attività anche da motori di ricerca basati sull’IA (p. es. Webcrawler), in grado di passare sistematicamente in rassegna le piattaforme che propongono offerte online. Anche i siti web di alcuni uffici federali che si trovano a far fronte a questo problema informano in merito ai rischi degli acquisti online su piattaforme straniere e consigliano di acquistare in Svizzera.
Si tratta di una sfida che coinvolge sia le autorità svizzere che quelle straniere. La Svizzera si impegna quindi in favore dell’istituzione di una stretta collaborazione in gruppi di lavoro con le autorità che si occupano della sorveglianza del mercato in diversi Paesi membri dell’UE, basata sull’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (RS 0.946.526.81).
Il Consiglio federale monitora gli sviluppi in ambito europeo; valuterà ed eventualmente attuerà determinate misure.
Domanda 4:
Le misure che nel quadro del postulato 17.4228 vengono considerate altamente efficaci, come un’analisi del rischio automatizzata e intelligente per l’esecuzione dei disposti di natura non doganale, vengono attuate nel contesto della revisione della legge sulle dogane (22.058) e del finanziamento della modernizzazione e digitalizzazione dell’Amministrazione federale delle dogane (programma DaziT, 17.021) stabilito dal Parlamento il 2 settembre 2017. Il Consiglio federale e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) informano regolarmente in merito allo stato dell’attuazione.
Domanda 5:
Il Consiglio federale non dispone di informazioni al riguardo.