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Quali azioni intraprende la Svizzera per evitare che la crisi del debito nel Sud globale comprometta la protezione del clima a livello mondiale?

24.3162 · Interpellanza · 2024-03-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nell’ambito della prossima COP29 si svolgeranno i negoziati per il nuovo obiettivo di finanziamento internazionale per il clima. Vi è un consenso internazionale sul fatto che l’attuale finanziamento delle misure per la protezione del clima nel Sud globale non sia sufficiente per realizzare, entro il 2050, una transizione equa verso la neutralità climatica a livello mondiale.

D’altra parte, molti Paesi altamente indebitati del Sud globale non dispongono dei fondi necessari per combattere la crisi climatica con le proprie risorse finanziarie. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) il 56 per cento dei Paesi a basso reddito e il 25 per cento di quelli emergenti sono già considerati altamente indebitati. Molti di questi, inoltre, sono particolarmente colpiti dagli effetti negativi della crisi climatica, e questo sebbene emettano quantità minime di gas serra.

L’attuale obiettivo di finanziamento per il clima di 100 miliardi di dollari all'anno che la comunità internazionale si era posto non è ancora stato raggiunto. Il 70 per cento dei finanziamenti finora versati è composto da crediti, parte dei quali a condizioni di mercato.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Come valuta il Consiglio federale l’impatto che l’elevato indebitamento della maggioranza dei Paesi più poveri ha sulla loro capacità di finanziare misure per la protezione del clima? È possibile raggiungere a livello mondiale l’obiettivo di un abbandono delle energie fossili entro il 2050 e del carbone entro il 2040?

  2. La Svizzera riconosce il bisogno, in particolare dei Paesi più poveri, di un nuovo e ulteriore sostegno finanziario nell’ambito del clima, che non vada però a scapito dei finanziamenti esistenti per altri obiettivi di sviluppo? Secondo le stime del Consiglio federale, a quanto ammonta annualmente questo fabbisogno fino al 2030 e fino al 2050, affinché gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi possano essere raggiunti?

  3. In che modo i Paesi del Sud globale altamente indebitati e fortemente colpiti dal cambiamento climatico possono essere sostenuti al meglio nel quadro del finanziamento internazionale per il clima? Quali sono gli strumenti più adeguati per raggiungere questo obiettivo?

  4. Come deve essere impostato l’obiettivo di finanziamento internazionale per il clima a partire dal 2025 (New Collective Quantified Goal on climate Finance, NCQG), tenendo conto del fatto che molti Paesi non possono ottenere ulteriori crediti?

  5. Quali misure occorre adottare per garantire che la riforma della Banca mondiale e del FMI tenga conto, tra l'altro, dell'elevato tasso di indebitamento di molti Paesi nel relativo contributo al finanziamento per il clima?

  6. Quali rapporti obbligatori esistono tra la Confederazione, la Banca nazionale svizzera (BNS) e creditori privati in Svizzera, da un lato, e i Paesi del Sud globale dall’altro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. L'obiettivo della transizione verso vettori energetici non fossili entro il 2050 e la fuoriuscita dal carbone entro il 2040 è ancora raggiungibile, a condizione che i maggiori emettitori definiscano obiettivi climatici nazionali corrispondenti e li attuino. Tuttavia, la transizione richiede a livello globale investimenti ingenti dai settori pubblico e privato, integrati dal sostegno finanziario ai Paesi più poveri da parte dei Paesi finanziariamente più forti. L'elevato indebitamento di molti Stati complica tale transizione. Bisogna evitare che i contributi finanziari ai Paesi più poveri si contrappongano allo sviluppo sostenibile degli stessi.Un organo di esperti istituito dal Segretario generale dell'ONU stima che ogni anno siano necessari circa 2,4 bilioni di dollari statunitensi per attuare l'Accordo di Parigi nei Paesi in via di sviluppo (esclusa la Cina). Nel quadro del processo sul clima, tuttavia, gli investimenti necessari non sono ancora stati definiti con una cifra o collocati in una fascia. 3. Nel finanziamento internazionale per il clima viene impiegata un'ampia combinazione di diversi strumenti finanziari. Oltre ai mezzi provenienti dal settore pubblico, si prevede di mobilitare in particolare fondi privati per misure climatiche efficaci e sostenibili (riduzione delle emissioni e adattamento al cambiamento climatico). Nella scelta degli strumenti andrebbe tenuto conto della sostenibilità del debito. Strumenti come le garanzie, che riducono in modo mirato i rischi legati agli investimenti, consentono di mobilitare più fondi privati a favore della protezione del clima in Paesi con un alto livello di indebitamento. Tuttavia, in particolare nei Paesi più poveri e fragili nonché nel contesto dell'adattamento al cambiamento climatico, si delineano esigenze che non possono essere coperte dagli investitori privati nemmeno con l'aiuto di tali strumenti. Per questo motivo, sono necessarie anche sovvenzioni provenienti dal finanziamento pubblico internazionale per il clima. 4. Per mobilitare la quantità maggiore possibile di fondi per la protezione del clima nei Paesi in via di sviluppo, è importante che il nuovo obiettivo collettivo di finanziamento internazionale per il clima a partire dal 2025 comprenda tutte le fonti. Inoltre, tutti i Paesi in grado di farlo dovrebbero aiutare i Paesi più poveri. Maggiore è il numero di Paesi e di investitori privati, maggiori sono i fondi disponibili per fornire sostegno. 5. La Banca mondiale sta attualmente attraversando un processo di riforma per affrontare meglio le sfide globali come il cambiamento climatico. Si è impegnata ad aumentare al 45 per cento fino al 2025 la quota di finanziamenti per i progetti legati al clima rispetto al totale dei suoi finanziamenti annuali. In questo contesto, offre sovvenzioni e prestiti agevolati. Inoltre, garantisce che tutti i progetti siano in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. La Banca utilizza anche clausole di debito resilienti al clima (Climate Resilient Debt Clauses) per i Paesi che necessitano di un sostegno per la protezione del clima. La Svizzera sostiene tali misure. Per fornire sostegno in particolare a Paesi più poveri nell'attuazione delle proprie misure di protezione del clima, anche per mezzo di aiuti finanziari a tassi agevolati, nel 2022 il FMI ha creato il Fondo fiduciario per la resilienza e la sostenibilità. La Svizzera sostiene tale fondo (cfr. Messaggio concernente l’impegno di garanzia nei confronti della Banca nazionale svizzera, FF 2023 1303 e 23.044). 6. La Confederazione Svizzera è creditrice di debiti pubblici di vari Paesi in via di sviluppo ed emergenti. Si tratta per la maggior parte di crediti dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). L'ammontare dei crediti derivanti da ristrutturazioni e conversioni dei debiti è pubblicato nel rapporto di gestione dell'ASRE e ripartito per Paese debitore.
La BNS investe in determinati prestiti a Paesi emergenti, purché siano stati emessi nelle principali valute di riserva e dispongano di un Investment Grade Rating. Tra questi Paesi figurano le Filippine, l'Indonesia e la Colombia. Tutti gli importi investiti si collocano nell’ordine di qualche centinaio di milioni. Per quanto riguarda i rapporti obbligatori tra i creditori privati in Svizzera e i Paesi del Sud globale sono disponibili dati affidabili solo per i prestiti ((Datenportal der Schweizerischen Nationalbank> Suchfunktion: Verschuldung der Schweiz gegenüber dem Ausland – Jahr: Total).

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