Controllo delle frontiere esterne di Schengen. Attuazione rapida del progetto di uniformazione presentato alla SEM a febbraio 2023
24.3167 · Postulato · 2024-03-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Gli autori del progetto ReFRONT, supportati da numerosi specialisti ed esperti, affermano che delegare alla Confederazione la competenza e l’esecuzione dei controlli alle frontiere esterne di Schengen permetterà di svolgere in tutta la Svizzera le pertinenti procedure fondamentali e di sostegno secondo criteri trasparenti e uniformi: compiti, competenze e responsabilità chiare consentiranno di impiegare in maniera più efficace le risorse e miglioreranno la qualità dei controlli alle frontiere. La possibilità di delegare settori parziali quali l’esecuzione dei controlli alle frontiere esterne di Schengen ad autorità partner cantonali o federali selezionate permetterà di mantenere le buone prassi e, finanziariamente, di indennizzarle in tutta trasparenza.Il Consiglio federale è invitato a presentare senza indugio al Parlamento un rapporto che illustri i mezzi necessari all’attuazione di questo progetto, che risolverà lo spinoso problema del controllo svizzero delle frontiere esterne di Schengen, principalmente degli aeroporti nazionali.
Begründung
Il controllo alle frontiere esterne di Schengen è una questione intricata, in quanto otto autorità cantonali e federali ne sono incaricate. La situazione è descritta come segue nel rapporto ReFRONT: in Svizzera, svariati attori eseguono i controlli alle frontiere esterne di Schengen, uno indipendentemente dall’altro. Questa frammentazione pone sfide nel quotidiano poiché le istituzioni coinvolte effettuano tutte i medesimi compiti perlopiù con formazioni, profili professionali, procedure, sistemi, prodotti di analisi dei rischi e strutture di governance propri. Non esiste alcuna autorità dotata delle necessarie competenze responsabile dell’integralità del controllo alle frontiere e competente in materia di qualità e ottimizzazione del sistema nel suo complesso. Gli scambi e il coordinamento tra le istituzioni coinvolte avvengono in genere tramite canali informali e dipendono fortemente dalle persone nei piani alti.
La variante «uniformazione» del progetto ReFRONT rappresenta una soluzione pragmatica e intelligente.
https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/84751.pdf
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’autore del postulato fa riferimento al rapporto finale relativo al progetto «reFRONT», commissionato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Il rapporto, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 29 novembre 2023, evidenzia diverse potenzialità di miglioramento nei settori «Formazione», «Analisi dei rischi» e «Procedure, infrastrutture e tecnica», e formula raccomandazioni concrete per attuarle. Inoltre illustra due varianti per il settore «Policy/governance»: la variante «uniformazione», preferita dagli autori, implicherebbe un trasferimento di competenze per cui i controlli alle frontiere esterne di Schengen (aeroporti e aerodromi) non sarebbero più di competenza dei Cantoni, bensì della Confederazione. La variante «armonizzazione» mantiene invece l’attuale ripartizione delle competenze, ma prevede un’ampia armonizzazione delle procedure e una gestione più centralizzata delle frontiere. Il Consiglio federale ha constatato in particolare che la maggioranza dei Cantoni direttamente interessati non sosteneva la variante «uniformazione», nonostante le ragioni tecniche in suo favore. Inoltre, un trasferimento di competenze come quello descritto comporterebbe importanti costi supplementari per la Confederazione. Il Consiglio federale riconosce la necessità di potenziare la collaborazione nel settore dei controlli di frontiera e le relative possibili sinergie. Ha pertanto deciso, tenendo conto della posizione dei Cantoni, di sviluppare soltanto la variante «armonizzazione». A tal fine ha incaricato il DFGP di esaminare a fondo le raccomandazioni formulate nel rapporto finale, accertarne le ripercussioni in materia di finanze e personale e di sottoporgli entro fine dicembre 2025 un rapporto sulle tappe successive corredato di proposte concrete di attuazione. Questi lavori saranno condotti in collaborazione con il Dipartimento federale delle finanze, il Dipartimento federale degli affari esteri, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e i Cantoni. Una volta conclusi questi lavori di approfondimento sulla variante «armonizzazione», entro fine giugno 2026 il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un rapporto che illustri i risultati dei lavori e le conclusioni tratte. Entro allora si saprà in che misura e con quale onere la variante «armonizzazione» permetterà di migliorare sostanzialmente le strutture esistenti.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.