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24.3495 · Mozione · 2024-05-28

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire una procura federale antiterrorismo, che non soltanto contribuirà a riunire le competenze, ma sarà anche in grado di meglio gestire la complessità delle inchieste e di approfondire le conoscenze dei meccanismi di cooperazione e assistenza giudiziaria internazionale.

Nel contesto geopolitico attuale e con la crescente radicalizzazione, la Svizzera è confrontata a una sempre più elevata minaccia terrorista. Il nostro Paese figura infatti sull’elenco degli Stati che i jihadisti considerano ostili all’islam. Il maggior rischio è che individui «isolati» ma in realtà collegati a reti internazionali passino all’atto. Non possiamo permettere che la situazione si degradi.

È indispensabile riunire le forze. Anche se il coordinamento e la cooperazione tra le diverse polizie cantonali, i ministeri pubblici cantonali e le autorità federali (Ministero pubblico della Confederazione, fedpol e il Servizio delle attività informative) sono collaudati, il federalismo, dal canto suo, presenta limiti.

Questo «millefoglie» complica seriamente la lotta contro le minacce transfrontaliere come il terrorismo. Vi sono persone che sfuggono alle maglie della rete, come il giovane terrorista che ha pugnalato a morte un giovane a Morges. È estremamente difficile sapere dove saranno commessi attacchi. Inoltre, in caso di giovani radicalizzati sono competenti i tribunali cantonali dei minorenni, che non sono specializzati nei reati di stampo terroristico.Questi problemi possono essere affrontati in particolare istituendo una procura federale antiterrorismo, come avevo già proposto nella mia interpellanza 21.4014. Dalla risposta del Consiglio federale del 17 novembre 2021, il pericolo si è notevolmente acuito e una misura di questo tipo è chiesta non soltanto dal Procuratore generale della Confederazione, ma anche da vari comandanti di polizie cantonali. Dall’inizio del 2024 sette adolescenti sono infatti stati arrestati in relazione al terrorismo. Uno di essi, un quindicenne, ha accoltellato una persona di confessione ebraica a Zurigo e altri hanno preparato un attentato con esplosivi.

La nostra reazione deve essere all’altezza delle minacce.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Anche il Consiglio federale ritiene che le autorità federali e cantonali debbano unire le forze e coordinarsi nella lotta contro il terrorismo. Know-how in materia e la regolare trasmissione di conoscenze e informazioni attuali costituiscono un presupposto essenziale per poter combattere con successo i reati di stampo terroristico. In questo contesto, il Consiglio federale fa notare che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) dispone già di una divisione che comprende procuratori federali specializzati e si dedica specificamente al perseguimento penale in questo ambito. Questa divisione è affiancata da inquirenti di un’unità della Polizia giudiziaria federale presso l’Ufficio federale di giustizia (fedpol) che dispongono anch’essi di conoscenze e competenze specialistiche di polizia giudiziaria. Questa collaborazione si è rivelata proficua. Uno scambio efficace di informazioni è un elemento essenziale nella lotta contro il terrorismo ed è costantemente promosso tra i competenti servizi federali e cantonali. È importante che i Cantoni segnalino a fedpol e al MPC tutte le persone sospettate di un reato terroristico, come i giovani menzionati nella mozione. In tal modo è garantito che tutti i casi di terrorismo siano analizzati nella piattaforma di coordinamento operativo TETRA (TErrorist TRAcking) e che quindi sia disponibile un quadro complessivo della situazione. Altrettanto importante è il collaudato stretto coordinamento tra le autorità di perseguimento penale della Confederazione e i pubblici ministeri minorili cantonali durante i procedimenti, non soltanto quelli nell’ambito del terrorismo ma anche quelli in cui il perseguimento penale compete alla Confederazione e sono coinvolti sia minorenni che adulti.Sul piano legislativo, le possibilità d’intervento del MPC e di fedpol sono state di recente ampliate. Da un lato, nel quadro della ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo e del relativo protocollo addizionale è entrato in vigore un dispositivo penale potenziato contro il terrorismo e la criminalità organizzata (RU 2021 360). Gli atti preparatori finalizzati alla commissione di un reato di terrorismo sono ora puniti, le disposizioni penali contro le organizzazioni criminali o terroristiche sono state ampliate e le pertinenti comminatorie inasprite. Sul piano del diritto di polizia, con la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (RS 120) sono state introdotte nuove misure preventive di polizia volte a potenziare il dispositivo di lotta al terrorismo.Per quanto concerne i giovani autori di reati, il Consiglio federale rammenta che il diritto penale minorile svizzero poggia in primo luogo su principi educativi. Sempre tenendo conto della sicurezza pubblica, l’obiettivo primario non è tanto punire i giovani quanto sottoporli a misure educative e di altro tipo, quali la sorveglianza, il sostegno, il trattamento o il collocamento in un istituto, combinate con pene, ad esempio una privazione della libertà fino a quattro anni, in funzione dell’età. In questo contesto, la competenza della magistratura e dei tribunali dei minorenni specializzati a livello cantonale è risultata efficace: i procedimenti coinvolgono le persone di riferimento del giovane (famiglia, insegnanti, maestri di tirocinio) e specialisti; a seconda della situazione un servizio forensico-psichiatrico universitario partecipa alla valutazione del rischio e alla gestione del caso. L’analisi congiunta dei casi fornisce quindi importanti basi decisionali per la polizia e la magistratura dei minorenni.Il Consiglio federale non ritiene opportuno trasferire la competenza alle autorità federali o introdurre nel Diritto penale minorile una normativa speciale per i reati di terrorismo né abbandonare l’approccio individualizzato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.