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Ricostruzione dell'Ucraina. Per un finanziamento che giovi all'economia svizzera

24.3728 · Mozione · 2024-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di prendere tutte le misure possibili per fare in modo che i suoi aiuti finanziari per la ricostruzione dell’Ucraina siano erogati soprattutto sotto forma di prestiti e non di donazioni. Inoltre, il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per garantire che i fornitori svizzeri di materiali e attrezzature, nonché le aziende svizzere in generale, siano privilegiati quando le autorità ucraine o i servizi pubblici subordinati ordinano attrezzature tecnologiche, materiali e macchinari vari o commissionano lavori edili, servizi informatici, ecc. per la ricostruzione del Paese.

Begründung

Quando i media citano il volume degli aiuti finanziari promessi all’Ucraina dagli Stati Uniti o dall’Unione Europea, spesso dimenticano di menzionare il meccanismo che sta alla base, ossia quello del prestito. Lo strumento finanziario dell’Unione Europea è la Banca europea per gli investimenti. L’UE talvolta assegna risorse finanziarie ai suoi Stati membri per consentire loro di acquistare nuovi beni e attrezzature in sostituzione di quelli più vecchi, ceduti all’Ucraina. Anche gli USA attingono a un ampio ventaglio di sovvenzioni e fondi («grants and funds») per sostenere la ricostruzione in Ucraina. A lungo termine sia gli USA che l’UE perseguono ovviamente l’obiettivo comune di servire i loro interessi promuovendo sì lo sviluppo in Ucraina, ma sotto la loro influenza. L’obiettivo della presente mozione è garantire che la generosità svizzera non sia priva di aspetti logici e pragmatici quali il sostegno alla nostra economia e la creazione di un mercato aperto che offra nuove opportunità alle nostre aziende.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La ricostruzione dell’Ucraina è un compito enorme a cui anche la Svizzera vuole partecipare. Il 10 aprile 2024 il Consiglio federale ha pertanto stanziato 5 miliardi di franchi per contribuire al sostegno e alla ricostruzione del Paese nei prossimi 12 anni, assumendosi così un impegno a lungo termine. In una prima fase l’Esecutivo intende mettere a disposizione dell’Ucraina 1,5 miliardi di franchi, attingendoli ai fondi della Strategia di cooperazione internazionale per gli anni 2025–2028.L’aggressione militare russa sta causando ingenti costi, unitamente a un crollo delle attività economiche, il che comporta un massiccio indebitamento dello Stato ucraino. È una situazione insostenibile che renderà necessaria una ristrutturazione del debito. Al momento si tratta quindi di sostenere il Paese con contributi a fondo perso.Il Consiglio federale condivide tuttavia l’opinione dell’autore della mozione secondo cui i prestiti dovrebbero avere la priorità non appena possibile sotto il profilo economico. Per questo motivo la Svizzera sta già collaborando con alcune istituzioni finanziarie internazionali, come il Gruppo della Banca mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, per adeguare i loro prestiti al contesto ucraino. Anche la società finanziaria di sviluppo della Confederazione SIFEM ha investito in un fondo di capitale di rischio per l’Ucraina. Non appena la situazione economica e di sicurezza in Ucraina lo permetteranno, gli strumenti di finanziamento rimborsabili (prestiti e investimenti) svolgeranno un ruolo prioritario nel contesto della ricostruzione.Come chiesto dalla mozione, il Consiglio federale sta già prevedendo di coinvolgere il settore privato svizzero: lo scorso 26 giugno 2024 ha infatti deciso che degli 1,5 miliardi di franchi di cui sopra, 500 milioni dovranno essere investiti in collaborazione con il settore privato. Certi progetti di cooperazione con aziende svizzere richiedono una nuova base giuridica. Questa base sarà presumibilmente sviluppata nei prossimi mesi. Le aziende svizzere possono dare un importante contributo al processo di ricostruzione in Ucraina non soltanto con prodotti innovativi e di alta qualità, ma anche mettendo a disposizione le loro competenze e il loro know-how.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.