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L'acido trifluoroacetico è tossico per la riproduzione e causa malformazioni nei conigli. In Svizzera sarà vietato l'utilizzo di TFA nei prodotti fitosanitari?

24.3915 · Interpellanza · 2024-09-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nell’UE e in Svizzera, le sostanze chimiche perenni come l’acido trifluoracetico (TFA) sono state considerate a lungo innocue per gli esseri umani e gli animali. Tuttavia, un nuovo studio condotto da Bayer mostra gravi malformazioni nei feti di conigli le cui madri hanno assunto alimenti contenenti TFA. La Germania, pertanto, ha richiesto all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) di classificare il TFA come tossico per la riproduzione all’interno della categoria 1B. Che cosa sta facendo la Svizzera? Se si rimanda ancora la revoca delle omologazioni di tali principi attivi, si perde tempo prezioso durante cui il TFA, potenzialmente tossico per la riproduzione, continua a diffondersi nell’ambiente.

Secondo l’Agenzia federale tedesca per l’ambiente e l’Agenzia austriaca per l’ambiente, i prodotti fitosanitari sono la fonte principale di inquinamento ambientale da TFA. In Svizzera, le misurazioni effettuate dall’associazione ohneGift nel 2021 evidenziano valori elevati di TFA in corsi e specchi d’acqua il cui bacino imbrifero si trova in corrispondenza di terreni agricoli coltivati in modo intensivo. Al contrario, i valori di TFA di corsi e specchi d’acqua con bacini imbriferi alpini sono molto più bassi.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Ad oggi, quali sono le fonti (prodotti fitosanitari, prodotti refrigeranti, gas propellenti, farmaci, biocidi) di inquinamento ambientale da TFA note? In che misura i prodotti fitosanitari omologati in Svizzera contribuiscono all’inquinamento da TFA delle acque?

  2. In Svizzera, sono 29 i principi attivi omologati per i prodotti fitosanitari che si degradano in TFA nell’ambiente e si accumulano nel ciclo idrologico come sostanze chimiche perenni. A titolo di misura preventiva per proteggere l’acqua potabile e le acque, dovrebbero essere revocate le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari con principi attivi che si degradano in TFA. Tale necessità di agire è nota? Qual è la tabella di marcia?

  3. Nel 2022, nel contesto dei programmi di monitoraggio della Confederazione (NAWA, NAQUA), era già stata riscontrata la presenza di TFA nelle acque, ma i dati non sono ancora stati resi noti. Quando verranno pubblicati? Perché è richiesto così tanto tempo?

  4. Cosa intende fare la Svizzera se nell’UE il TFA viene classificato come tossico per la riproduzione nella categoria 1B? Il TFA è dunque considerato metabolita rilevante secondo l’articolo 3 capoverso 1 lettera z. ac. dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF) [1]e le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari che si degradano in TFA verranno revocate?

  5. Il Consiglio federale pianifica di integrare il tema del TFA nel piano d’azione sulle PFAS, di cui c’è urgente bisogno?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Vi sono diversi composti precursori che nell'ambiente possono degradarsi in trifluoroacetati (sali o esteri dell'acido trifluoroacetico TFA). Tra questi, si annoverano gli idrofluorocarburi parzialmente alogenati (HFC, HFO), attualmente utilizzati come refrigeranti, gas propellenti, solventi, agenti schiumogeni e prodotti estinguenti, nonché vari principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari e nei biocidi. Inoltre, anche l'immissione di acque di scarico industriali nei corsi d'acqua attraverso gli impianti di depurazione può comportare, in alcuni casi, un aumento delle concentrazioni di TFA. Le indagini in corso mostrano che i prodotti fitosanitari sono una fonte importante, ma non l'unica. 2) e 4) Il TFA è persistente e non si degrada nell'ambiente. Senza una riduzione significativa delle emissioni, le concentrazioni nell'ambiente continueranno ad aumentare. Il TFA giunge nelle acque attraverso varie vie (v. domanda 1), motivo per cui una misura relativa alle sole autorizzazioni dei prodotti fitosanitari avrebbe un effetto limitato. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è in contatto con l'Unione europea (UE) in merito alla regolamentazione del TFA nell'acqua potabile. In coordinamento con l'UE, esaminerà le misure appropriate a tal fine. Le proprietà tossicologiche del TFA, in particolare la tossicità per la riproduzione, sono attualmente in fase di rivalutazione da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). I risultati sono attesi per l'autunno 2025. La Commissione UE deciderà in seguito come procedere e se modificare o revocare le approvazioni dei principi attivi in questione. Nelle proprie considerazioni la Svizzera terrà conto della valutazione del TFA da parte dell'EFSA e delle decisioni dell'UE. Se nell'UE fosse revocata l'approvazione di un principio attivo, si applicherebbe l'articolo 10 dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161). In tal caso, iI principio attivo verrebbe vietato anche in Svizzera e, nel contempo, sarebbero revocate le autorizzazioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti detto principio attivo. Se l'UE dovesse adeguare le approvazioni dei principi attivi, è possibile effettuare un riesame delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari in Svizzera (art. 29 o 29a OPF). 3) Nel contesto dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA), l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e i servizi cantonali competenti hanno condotto, nel biennio 2022‒2023, uno studio pilota sul TFA nelle acque sotterranee. Tra la fine del 2020 e la fine del 2023, nell'ambito di uno studio speciale dell'UFAM, sono state effettuate ulteriori misurazioni delle precipitazioni e in alcuni grandi fiumi e laghi selezionati. I risultati sono in fase di analisi e saranno resi noti entro la fine del 2024. 5) Secondo la definizione dell'OCSE, il TFA è considerato alla stregua delle PFAS ed è quindi oggetto del rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti». Il rapporto è in elaborazione e sarà adottato dal Consiglio federale presumibilmente alla fine del 2025.

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