Pacchetto di sgravio per il bilancio della Confederazione. Riduzione dell'impatto dei sussidi federali dannoso per la biodiversità
24.4072 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel 2020 l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) & e l’Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) hanno pubblicato un rapporto che identificava 162 sussidi con effetti dannosi sulla biodiversità (Gubler L., Ismail S. A., Seidl I., Biodiversitätsschädigende Subventionen in der Schweiz, 2020). La somma dei sussidi quantificabili ammonta a circa 40 miliardi di franchi all’anno. Le coautrici hanno inoltre formulato raccomandazioni in merito a un’eventuale abolizione o riforma di tali sussidi, per poter raggiungere gli obiettivi della strategia e del piano d’azione Biodiversità Svizzera.
Due anni dopo l’UFAM ha pubblicato uno studio preliminare nel quadro della valutazione dell’impatto dei sussidi federali sulla biodiversità. Il rapporto contiene un elenco dei sussidi per settori, valutati in base agli indicatori parziali «rilevanza ecologica» e «potenziale di riforma».
Nel contempo, il Consiglio federale ha recentemente definito i parametri del pacchetto di sgravio per il bilancio della Confederazione, dopo che il gruppo di esperti presieduto da Serge Gaillard - incaricato della verifica dei compiti e dei sussidi della Confederazione - aveva presentato il suo rapporto.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1) Per quali sussidi diretti e indiretti quantificabili menzionati nel rapporto di WSL & e SCNAT il gruppo Gaillard ha identificato un potenziale di risparmio (incl. importo e potenziale di risparmio)? Quali di questi sussidi vengono presi in considerazione nei parametri del Consiglio federale (incl. importo e potenziale di risparmio)?
2) I sussidi diretti e indiretti con effetti dannosi su biodiversità, clima e/o salute rappresentano un doppio onere per l’economia nazionale e per i contribuenti. Il gruppo Gaillard o il Consiglio federale hanno tenuto conto dei futuri costi risultanti dall’inazione che ricadranno sui settori della biodiversità, del clima e della salute? In caso affermativo, in che modo ne hanno tenuto conto? In caso negativo, per quale motivo non ne hanno tenuto conto?
3) Il Consiglio federale dispone di uno strumento di pianificazione finanziaria a lungo termine che tenga conto di questi costi derivanti dall’inazione? In caso affermativo, in quale forma? In caso negativo, quando intende introdurre un simile strumento?
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domande 1 e 2: il mandato del Consiglio federale è stato conferito al gruppo di esperti «Verifica dei compiti e riesame dei sussidi» alla luce dei deficit previsti per gli anni del piano finanziario. Tale mandato era motivato da considerazioni politico finanziarie e aveva l’intento di mitigare la crescita delle uscite negli anni in questione. Il gruppo di esperti ha valutato numerosi sussidi della Confederazione sulla base dei criteri «efficacia», «ripartizione dei compiti» e «grado di vincolo delle uscite». La definizione di misure volte a evitare costi esterni e l’elaborazione di complesse riforme settoriali, ad esempio nell’ambito del clima, della salute o della previdenza per la vecchiaia, non sono per contro state oggetto del mandato. Tuttavia, basandosi sul rapporto del gruppo di esperti, il Consiglio federale intende anche adeguare determinati sussidi che sono stati identificati come dannosi per la biodiversità nel menzionato rapporto del 2020. Si tratta per esempio di abolire i contributi per l’eliminazione degli scarti di macellazione e gli aiuti alla produzione animale, ridurre la promozione della qualità e dello smercio, vendere all’asta tutti i contingenti per l’importazione di carne, ridurre determinati aiuti finanziari al settore del turismo e di aumentare il grado di copertura dei costi del traffico regionale viaggiatori. Sul sito Internet dell’AFF (https://backend.efd.admin.ch/fileservice/sdweb-docs-prod-efdadminch-files/files/2024/09/20/85b1877a-344a-49fd-bca3-2d05e5a64bb0.pdf) è disponibile un elenco delle misure che il Consiglio federale intende attuare in seguito alla verifica dei compiti e al riesame dei sussidi.Inoltre, il 3 giugno 2022 l’Esecutivo aveva già incaricato i dipartimenti responsabili di valutare l’impatto sulla biodiversità di otto diversi sussidi destinati alla selvicoltura, all’agricoltura, alla nuova politica regionale e al rimborso della tassa sugli oli minerali. I sussidi sono stati selezionati alla luce del menzionato rapporto del 2020. Il 19 giugno 2024 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati degli approfondimenti (imposta sugli oli minerali: 8.12.2023) e ha incaricato il DEFR e il DATEC di effettuare adeguamenti mirati agli strumenti a favore della biodiversità. I due dipartimenti presenteranno al Consiglio federale, verosimilmente a fine 2024, i progressi realizzati fino ad allora nell’eliminazione degli incentivi i cui effetti sono dannosi per la biodiversità. Dopodiché, sulla base di tale panoramica complessiva, l’Esecutivo deciderà se effettuare ulteriori approfondimenti. Ad domanda 3: la pianificazione finanziaria della Confederazione dipende dalle decisioni politiche del Consiglio federale e del Parlamento. Incidono altresì sulla pianificazione tutti i nuovi progetti di legge adottati da queste autorità. La Confederazione non dispone però di alcuno strumento centrale di pianificazione finanziaria che permetta di esporre le conseguenze a lungo termine della mancata adozione di soluzioni. Dal punto di vista metodologico, le molteplici possibilità renderebbero difficile l’impiego di uno strumento simile. Nel quadro del rapporto Prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche in Svizzera (https://www.efd.admin.ch/it/prospettive-a-lungo-termine), aggiornato periodicamente, la Confederazione mostra però in che misura fenomeni quali l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento climatico si ripercuotono a lungo termine sui bilanci delle amministrazioni pubbliche. I costi specifici del cambiamento climatico, ad esempio i costi diretti derivanti dall’aumento della temperatura, da fenomeni meteorologici estremi e dalla perdita di biodiversità, non possono tuttavia essere presi in considerazione a causa delle grandi incertezze e della mancanza di dati affidabili.