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24.4131 · Interpellanza · 2024-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Dal 1950 il numero di prodotti chimici sul mercato è aumentato a livello mondiale di oltre 50 volte, raggiungendo una quota di 350 000. Si prevede inoltre che tale numero triplicherà nuovamente rispetto al 2010.

Nel 2022 alcuni ricercatori hanno definito per la prima volta un limite del pianeta per i prodotti chimici e mostrato che la fabbricazione di quasi tutti i prodotti chimici principali consuma più risorse rispetto a quelle che la Terra è in grado di mettere a disposizione sul lungo termine. Oltre il 99 per cento dei prodotti chimici più fabbricati è composto da materie prime fossili e non è sostenibile. Il limite del pianeta relativo all’inquinamento chimico è già stato superato.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali criteri indicano che i limiti del pianeta per i prodotti chimici sono superati? Quali misure sono dunque necessarie?

2. Quali sono le alternative all’utilizzo di sostanze chimiche composte da materie prime fossili finite e nocive per il clima?

3. Quali scenari futuri intravede il Consiglio federale per quanto riguarda la fabbricazione di prodotti chimici convenzionali o alternativi? Quali obiettivi concreti persegue e in che modo li attua?

4. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) scrive quanto segue: «Nel 2017, l’industria chimica e farmaceutica svizzera ha aumentato le proprie esportazioni raggiungendo un volume d’affari di circa 99 miliardi di franchi l’anno, ossia più del triplo dal 1995. Si tratta del più importante settore per le esportazioni svizzere. E in questo la Svizzera è uno dei cinque maggiori Paesi esportatori al mondo». In che modo la Svizzera si assume la propria responsabilità relativamente al carico eccessivo che esercita sull’ambiente con la fabbricazione di sostanze chimiche?

5. Per quanto riguarda le misure, la pagina web dell’UFAM spiega che, per tutti i prodotti chimici soggetti alla legislazione in materia, biocidi e prodotti fitosanitari esclusi, i fabbricanti e gli importatori devono valutare, sotto la propria responsabilità, la pericolosità per la salute umana e per l’ambiente. Perché il Consiglio federale delega tale responsabilità? È prevista una regolamentazione?

6. Chi paga in caso di danni come l’inquinamento ambientale o l’insorgenza di malattie e sofferenze causate da prodotti chimici?

7. Nella strategia per la sicurezza dei prodotti chimici della Confederazione è presa in considerazione la necessità di agire per proteggere le risorse naturali? Se sì, in che modo?

Stellungnahme des Bundesrates

1) La produzione e l’utilizzo di prodotti chimici consumano risorse. Di conseguenza, una politica sostenibile in materia di prodotti chimici è di grande importanza. Nel settembre 2023, in occasione della quinta Conferenza mondiale sui prodotti chimici, la Svizzera ha firmato un nuovo quadro globale per la gestione dei prodotti chimici (Global Framework on Chemicals), elaborato sotto la guida del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Un obiettivo strategico di tale quadro è sviluppare alternative sicure e soluzioni innovative e sostenibili nelle catene del valore aggiunto dei prodotti. In tale contesto, è necessario coinvolgere il settore economico nella ricerca di soluzioni. 2), 3) e 7) La Strategia della Confederazione per i prodotti chimici 2023–2027 contiene nove obiettivi e 30 misure strategiche. Secondo la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; FF 2022 2403), tutte le imprese devono raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050 (art. 5 cpv. 1 LOCli). La scelta dell’approccio o delle tecnologie appropriati è fondamentalmente responsabilità delle imprese. 4) Il diritto svizzero in materia di prodotti chimici si orienta a quello dell’Unione europea (UE), che impone standard elevati per proteggere la salute umana e l’ambiente dai rischi che possono derivare dai prodotti chimici. Tale orientamento è dovuto al fatto che, in base alle indicazioni del settore, l’UE, con una quota del 50 per cento, è il principale acquirente dei prodotti chimici, così come, sul fronte delle importazioni, proviene dall’UE il 75 per cento dei prodotti chimico-farmaceutici. Agli inquinanti rilasciati nell’aria, nel suolo o nelle acque di scarico durante i processi produttivi e ai rifiuti di lavorazione si applicano in Svizzera le prescrizioni del diritto ambientale, in particolare il principio di precauzione, secondo cui gli impatti ambientali potenzialmente dannosi devono essere evitati o ridotti al minimo. 5) Per tutti i prodotti chimici destinati a essere immessi sul mercato devono essere disponibili dati, sulla cui base valutare i rischi per l’ambiente e la salute umana e fornire informazioni per un utilizzo sicuro. La valutazione si fonda su precise prescrizioni dell’ordinanza sui prodotti chimici (OPChim; RS 813.11). Il Consiglio federale ritiene che questa regolamentazione sia appropriata. 6) Nel diritto ambientale si applica fondamentalmente il principio «chi inquina paga». In ogni singolo caso vanno esaminate tutte le circostanze. Conformemente alla raccomandazione 5 del rapporto del Controllo federale delle finanze (CDF) del 14 maggio 2024 (CDF-23489) Verifica trasversale concernente la gestione di sostanze problematiche da parte della Confederazione (disponibile in tedesco), secondo cui deve essere chiarita giuridicamente l’applicazione del principio «chi inquina paga», l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) effettuerà un’analisi approfondita delle regolamentazioni esistenti e determinerà l’eventuale necessità di modifiche legislative.