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24.4137 · Interpellanza · 2024-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Si pongono le domande seguenti.

  1. Sempre più Cantoni stanno conducendo analisi sulle PFAS. Al contempo, anche l’EAWAG sta effettuando misurazioni. La Confederazione può garantire che vengono effettuate misurazioni corrispondenti in tutte le regioni della Svizzera, che queste sono coerenti e verranno pubblicate in modo trasparente? Entro quando saranno disponibili delle panoramiche al riguardo?

  2. La Confederazione ha istituito una task force per migliorare la gestione. Com’è composto questo gruppo di esperti e quali progressi ha già compiuto?

  3. La Confederazione quali rapporti ha previsto sull’inquinamento da PFAS in Svizzera? In quale ambito la sovranità dell’informazione appartiene ai Cantoni?

  4. L’UE quando introdurrà nuove norme sulle autorizzazioni delle PFAS e quanto rapidamente le recepirà la Svizzera?

  5. Il Controllo federale delle finanze ha criticato la gestione dei siti contaminati da parte della Confederazione; quali conclusioni ne trae il Consiglio federale? Il Consiglio federale prende sul serio la critica?

  6. Le recenti scoperte sull’inquinamento da PFAS come si ripercuotono sul fondo OtaRSi per i siti contaminati? Occorrono nuove risorse finanziarie nell’ambito del risanamento dei siti contaminati?

Begründung

Attualmente le PFAS sono molto diffuse e si trovano in molti ambiti della nostra quotidianità. Essendo impiegate soprattutto nelle materie plastiche e negli imballaggi rivestiti, si trovano quasi ovunque. Sia a livello cantonale che federale, da diversi anni in Svizzera sono in corso varie iniziative per affrontare il problema delle PFAS. Dalle misurazioni più recenti emerge tuttavia che l’inquinamento da PFAS è maggiore di quanto ipotizzato finora. Per fissare dei valori limite per i suoli e le acque, occorre innanzitutto elaborare basi scientifiche. Per i siti inquinati, l’UFAM si affida alle rilevazioni effettuate dai Cantoni, che forniscono una prima stima approssimativa della situazione e i cui primi risultati sono attesi per il 2025. Su questa base, l’UFAM elaborerà una proposta di modifica dell’ordinanza sui siti contaminati e di quella sui rifiuti. Nell’autunno 2024 verrà inoltre posta in consultazione una revisione dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (RS 814.81).

Al contempo, ci sono domande scientifiche che rimangono senza risposta, in particolare per quanto riguarda le nuove scoperte sui meccanismi d’azione e sulla nocività delle PFAS. Nonostante gli effetti a lungo termine sul sistema immunitario umano siano poco chiari, negli ultimi anni l’UE ha abbassato più volte i valori limite sulla base di nuove scoperte scientifiche.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel quadro dell’Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA) e dell’Osservazione nazionale della qualità delle acque superficiali (NAWA), la Confederazione collabora a stretto contatto con i servizi cantonali competenti e con l’Eawag. Un’analisi sulla presenza di PFAS nelle acque sotterranee svizzere è già stata realizzata, mentre sono ancora in corso studi sulla presenza di PFAS nei corsi d’acqua. Inoltre, su incarico dell’Ufficio federa-le dell’ambiente (UFAM), l’Eawag sta analizzando alcuni impianti di depurazione delle acque di scarico. Parallelamente, l’UFAM raccoglie e analizza dati sulle PFAS a livello cantonale. I risultati saranno raccolti all’interno del rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti». Sono disponibili anche primi studi relativi alla contaminazione del suolo. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e le autorità cantonali di esecuzio-ne in materia di derrate alimentari intendono procedere nel 2025, su tutto il territorio svizzero, a misurazioni delle PFAS in diversi alimenti. I Cantoni e la Confederazione si coordinano tra loro nel settore delle derrate alimentari per garantire che i risultati siano comparabili ed evitare inutili doppioni. 2. Dal 2020, diversi uffici federali portano avanti uno scambio di natura specialistica in materia di PFAS: attualmente sono coinvolti, tra gli altri, l’UFAM, l’USAV, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), Swissmedic e l’Istituto federale di metrologia (METAS).Le PFAS sono oggetto di discussione anche in seno ad altri organi, come il Comitato di dire-zione prodotti chimici e prodotti fitosanitari, all’interno del quale sono rappresentati l’UFSP, l’UFAG, l’UFAM, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’USAV. 3. Se di interesse nazionale, la Confederazione fornisce informazioni riguardo, per esempio, allo stato del suolo e delle acque. I Cantoni informano sulla situazione in loco e sulle misure adottate a livello cantonale. In adempimento al summenzionato postulato 22.4585 Moser, la Confederazione sta elaborando un rapporto in cui, tra le altre cose, sarà analizzato lo stato di contaminazione da PFAS in Svizzera e saranno identificate le lacune esistenti in termini di in-formazione. I Cantoni e altri portatori di interesse saranno coinvolti tramite un sondaggio. È già disponibile un rapporto di maggio 2020, commissionato dall’UFAM, sull’impiego delle PFAS nei processi galvanici; seguiranno rapporti su sciolina e schiume antincendio. Nel quadro di un progetto di ricerca finanziato dall’UFAM sono utilizzati carotaggi di sedimento per analizzare l’andamento temporale dell’immissione di PFAS e di altre sostanze nocive nei laghi. 4. Nell’Unione europea è recentemente entrato in vigore un nuovo regolamento sull’acido perfluoroesanoico ed è in preparazione un regolamento che limita l’impiego di tutte le PFAS nelle schiume antincendio. Inoltre, sono in corso dibattiti su una limitazione di tutte le PFAS in tutti gli ambiti di applicazione. L’entrata in vigore di eventuali disposizioni in materia è prevista al più presto per il 2026, con deroghe e periodi transitori specifici a seconda delle applicazioni. La Svizzera sta esaminando la possibilità di recepire tali regolamenti nell’ambito della proce-dura legislativa ordinaria. Il DATEC sta elaborando una nuova bozza per un regolamento sull’acido perfluoroesanoico e le sue sostanze correlate. 5. Le unità amministrative interessate analizzano le raccomandazioni del Controllo federale delle finanze (CDF) nel quadro della verifica trasversale della gestione delle sostanze proble-matiche da parte della Confederazione. 6. In virtù dell’articolo 32ebis capoversi 10 e 11 della legge sulla protezione dell’ambiente rive-duta (D-LPAmb; FF 2024 2502), sarà ora possibile versare indennità OTaRSi per i siti inquina-ti da schiume antincendio, a condizione che, a due anni dall’entrata in vigore della modifica, i siti interessati non siano più entrati in contatto con tali schiume contenenti PFAS. Al momento, non è ancora possibile stimare il numero dei siti e le relative indennità OTaRSi aggiuntive, ma verrà fatta luce sulla questione nel contesto della mozione 22.3929 Maret «Definire nelle ordi-nanze dei valori specifici per i PFAS».