La presenza di centrali nucleari civili in Svizzera è compatibile con i nove obiettivi di politica di sicurezza indicati nel rapporto adottato dal Consiglio federale?
24.4149 · Postulato · 2024-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Al Consiglio federale si chiede di presentare una relazione sull’impatto che la presenza di centrali nucleari sul nostro territorio può avere sulla nostra sicurezza. Il rapporto considererà:
l’impatto di una centrale nucleare sul nostro sistema di difesa e sulla capacità del nostro esercito di rispondere a un’invasione;
i rischi derivanti dalla presenza di una centrale nucleare nei diversi scenari previsti dal messaggio sull’esercito 2024, in particolare un’invasione terrestre, un attacco terroristico o un ciberattacco;
le risorse specifiche dedicate alla protezione delle centrali nucleari e della popolazione circostante contro un attacco terroristico o in caso d’invasione terrestre;
le possibili conseguenze umane ed economiche per la Svizzera nel caso di un attacco terroristico a una centrale nucleare svizzera.
Questo rapporto dovrà dimostrare la coerenza della Strategia energetica del DATEC con la strategia di difesa del nostro Paese sostenuta dal DDPS.
Dovrà spiegare come la presenza di una centrale nucleare sul nostro territorio contribuisca o meno a indebolire il nostro sistema di difesa e la nostra capacità di resistenza ad esempio in caso d’invasione o minaccia terroristica.
Spiegazioni: le centrali nucleari sono logicamente diventate un bersaglio prioritario per destabilizzare i Paesi. In Ucraina, la centrale di Zaporizhzhia è al centro dell’attenzione per i rischi insiti in questa infrastruttura, che non può essere scollegata. Il rischio di un incidente nucleare dissuade l’esercito ucraino dal riprenderne il controllo. Di conseguenza, questa situazione contribuisce a rafforzare gli occupanti russi che possono rendere responsabili gli ucraini non solo della possibile interruzione dell’approvvigionamento, ma anche di un incidente nucleare che creerebbe il caos in un’area molto vasta.
Si tratta quindi oggettivamente di un «anello debole» nella difesa dell’Ucraina di fronte a un occupante senza scrupoli. Logicamente, ciò accadrebbe anche per la Svizzera in caso d’invasione del territorio, uno scenario che rimane di attualità per il Consiglio federale, il quale a sua volta intende aprire la possibilità di costruire nuove centrali.
Pertanto, prima di spendere miliardi per proteggersi dalle invasioni da un lato e per rilanciare l’industria nucleare dall’altro, dobbiamo assicurarci che queste due politiche non siano in conflitto.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Come già affermato dal Consiglio federale nella sua risposta all’interpellanza 16.3777 «Possibili atti terroristici, gestione dei rischi, sicurezza interna e esterna. La Svizzera è organizzata al meglio?», la Svizzera è in grado di gestire bene sinistri con conseguenze locali o regionali. Nell’interpellanza 21.4277 «Esercizio a lungo termine delle centrali nucleari senza un’adeguata protezione contro gli incidenti aerei», il Consiglio federale ha inoltre sottolineato che né la Confederazione né gli organi della Confederazione sottovalutano la possibilità che gli impianti nucleari possano essere obiettivo di attacchi ostili. Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la Svizzera ad esempio ha esaminato in modo approfondito la sicurezza delle centrali nucleari in caso di caduta premeditata di un aereo. Questi studi sono stati aggiornati nel 2013 su richiesta dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e nel 2018 sono stati comunicati i risultati. Dalle analisi emerge che le centrali nucleari svizzere presentano un sufficiente grado di protezione contro un attacco di questo genere. Per quanto riguarda i conflitti armati, è opportuno inoltre ricordare che tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario, che proibisce gli attacchi contro i beni civili e fornisce una protezione speciale per gli impianti contenenti forze pericolose, come dighe, argini e centrali nucleari. I principi giuridici ai quali l’Esercito svizzero deve attenersi per la protezione di centrali nucleari o di altri impianti contenenti forze pericolose sono definiti nei relativi regolamenti. Inoltre una serie di convenzioni, standard e direttive internazionali regolano le modalità di gestione delle minacce interne ed esterne alle centrali nucleari. Per ogni impianto nucleare esistono misure di protezione specifiche soggette all’obbligo di riservatezza, vedi interpellanza 22.3443 «Gli atti di guerra richiedono standard di sicurezza più elevati per le centrali nucleari svizzere». Secondo il messaggio sull’esercito 2024 le possibili minacce sono state prese in considerazione in quattro scenari per lo sviluppo dell’esercito, in particolare per quanto riguarda il modo in cui esso può fornire sostegno alle autorità civili (ad es. centrali nucleari).
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.