24.4668 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le autorità di San Gallo hanno rilevato valori elevati di PFAS, in parte ben al di sopra dei valori limite, nella carne di vitello e nel latte di mucca. I valori di concentrazione preoccupanti sono stati dapprima registrati nel suolo e in seguito nei prodotti agricoli. Le autorità hanno pertanto vietato la vendita di prodotti provenienti da diverse aziende agricole.
Attualmente sono in corso in tutta la Svizzera dei test per verificare la contaminazione da PFAS nel suolo. Già all’inizio dell’anno la Confederazione aveva pubblicato i nuovi valori limite delle PFAS nella carne, nel pesce e nelle uova che entreranno in vigore dal 1° agosto 2024. Resta tuttavia ancora da chiarire come gestire la presenza di PFAS in altri alimenti o in zone degne di particolare protezione. Manca infatti una base di dati affidabile sull’estensione e sulla diffusione delle PFAS.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Secondo il Centro Ecotox le PFAS possono essere rilevate in quantità elevate persino in biotopi d’importanza nazionale. Non è infatti possibile escludere la diffusione per via aerea di tali «sostanze chimiche perenni». Qual è il piano del Consiglio federale per la rilevazione dell’inquinamento da PFAS nelle diverse regioni? Le misurazioni sono effettuate in proprietà private e pubbliche? Nelle misurazioni sono prese in considerazione le foreste e le aree protette?
Finora è stato analizzato l’inquinamento delle acque sotterranee nell’ambito dell’Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA). Il Consiglio federale ha incaricato di analizzare anche l’inquinamento da PFAS delle acque superficiali?
Entro quando intende pubblicare una panoramica generale dei risultati?
È ipotizzabile una moratoria per la distribuzione di sostanze contenenti PFAS, conformemente al «principio di precauzione»?
In passato la necessità di rivedere al ribasso i valori limite di altre sostanze problematiche (v. clorotalonil) ha comportato enormi sfide. A differenza di tali sostanze, tuttavia, le PFAS non si degradano né nel suolo né nelle acque sotterranee o nel nostro corpo. Cosa significherebbe se i valori limite delle PFAS dovessero essere rivisti al ribasso sulla base di evidenze scientifiche?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Finora, contaminazioni da PFAS sono state misurate in settori ambientali e regioni diversi. Per una prima panoramica dell’inquinamento da PFAS nei suoli svizzeri, sono stati analizzati, su incarico dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), campioni raccolti dall’Osservatorio nazionale dei suoli (NABO), dal Monitoraggio della biodiversità in Svizzera (MBD) e da una campagna di misurazione nel Cantone del Vallese su 32 composti PFAS. Sono state rilevate PFAS in tutti i 146 campioni (PFAS nei suoli svizzeri). A partire dal 2026, il NABO prevede di estendere il monitoraggio periodico delle sostanze nocive alle PFAS. Saranno presi in considerazione anche i siti NABO su suolo privato e pubblico, nonché nei boschi e nelle zone protette. 2) La rete di misurazione NAQUA (Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA) consente di trarre conclusioni rappresentative sull’inquinamento delle acque sotterranee a livello nazionale. Nell’ambito di uno studio pilota, le PFAS sono state analizzate in tutte le stazioni di misurazione NAQUA sul territorio svizzero. È stato condotto uno studio pilota sulle PFAS anche nelle acque superficiali. I risultati sull’inquinamento da PFAS delle acque superficiali sono stati pubblicati nel 2023 insieme ai risultati sulle acque sotterranee (PFAS nelle acque sotterranee). Nel 2024, l’UFAM ha avviato un ampio campionamento generale dei corsi d’acqua, che durerà fino al 2025. In futuro, si prevede di integrare le PFAS nel monitoraggio a lungo termine sia nella NAQUA sia nell’Osservazione nazionale della qualità delle acque superficiali (NAWA). 3) L’UFAM pubblica i risultati delle proprie analisi sulla presenza di PFAS nell’ambiente non appena questi sono disponibili. Il rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser intende fornire una panoramica sommaria dei risultati. 4) Il diritto svizzero in materia di prodotti chimici contempla limitazioni e divieti. Esso non prevede una moratoria sull’utilizzo di determinate sostanze. Tuttavia, la Svizzera presta particolare attenzione alla regolamentazione delle PFAS nell’UE. L’attuazione autonoma delle norme UE in materia di prodotti chimici, non vincolanti in Svizzera, avviene nel quadro del processo legislativo nazionale. Attualmente è in fase di consultazione una bozza di regolamentazione relativa all’acido perfluoroesanoico e ai suoi composti correlati nonché ai composti correlati atmosferici del TFA. 5) I valori limite per la protezione della salute umana e dell’ambiente si basano sulle attuali conoscenze scientifiche in materia di tossicologia umana ed ecotossicologia. Tuttavia, entrano in gioco anche altri aspetti, come le considerazioni sul rapporto rischi-benefici, la proporzionalità, la fattibilità e altri fattori socioeconomici. Poiché queste valutazioni progrediscono e tengono conto degli sviluppi internazionali, non si può escludere che i valori per le PFAS attualmente applicati o dedotti nell’ambito dell’attuazione della mozione 22.3929 Maret debbano essere adeguati in un secondo momento.