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25.1058 · Interrogazione · 2025-12-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Secondo dati e valutazioni dell’Amministrazione federale delle dogane e della sicurezza dei confini, il numero di invii di piccolo valore unitario importati in Svizzera tramite commercio elettronico è in forte crescita. Questo sviluppo genera costi amministrativi legati alla riscossione fiscale, ai controlli di sicurezza e alla gestione dei rischi, costi che ricadono in larga parte sulle autorità pubbliche.

Parallelamente, a livello internazionale – e in particolare nell’Unione europea – sono in discussione modelli volti a finanziare i controlli sull’e-commerce transfrontaliero mediante contributi specifici o meccanismi di riscossione a monte, al fine di migliorare l’efficienza dell’enforcement e ridurre gli oneri per lo Stato.

Per la Svizzera, tali riflessioni devono essere valutate anche alla luce degli obblighi internazionali, inclusi gli accordi OMC e gli accordi di libero scambio, tra cui quello con la Repubblica Popolare Cinese.

Domande

Alla luce di quanto precede, si chiede al Consiglio federale:

  1. Qual è la stima attuale del volume annuo di micro-pacchi importati in Svizzera tramite commercio elettronico B2C e quali sono i principali canali logistici utilizzati?

  2. Quali costi sostenuti dalla Confederazione sono riconducibili ai controlli di sicurezza, qualità e riscossione connessi a tali invii e come si è evoluta questa spesa negli ultimi anni?

  3. Il Consiglio federale sta monitorando iniziative o proposte dell’Unione europea volte a introdurre contributi o tasse specifiche per finanziare i controlli sull’e-commerce transfrontaliero e quali effetti potrebbero avere sui flussi verso la Svizzera?

  4. Quali opzioni ritiene compatibili con il diritto svizzero e con gli obblighi internazionali della Svizzera per garantire un finanziamento efficiente dei controlli, evitando distorsioni concorrenziali e oneri amministrativi sproporzionati?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel 2024 l’UDSC ha effettuato l’imposizione di circa 80 milioni di invii, 50 milioni dei quali sono attribuibili con certezza al commercio elettronico. Circa 20 milioni di ulteriori invii giunti in Svizzera per posta o per mezzo di servizi di corriere contenenti sia forniture «business-to-business» (B2B) che «business-to-customer» (B2C). 10 milioni di invii non sono attribuite al commercio elettronico. Si può dunque affermare che la percentuale di invii importati provenienti dal commercio elettronico oscilla tra il 62.5 e l’87.5 per cento.La logistica e lo sdoganamento vengono gestiti dalla Posta, da servizi di corriere ma anche da agenzie di sdoganamento nel traffico aereo, tenuto conto che i canali logistici possono cambiare repentinamente.2. In Svizzera, i controlli nel commercio elettronico vengono svolti da varie autorità di sorveglianza del mercato. Spetta a loro verificare, in funzione dei rischi, a campione e a posteriori, se al momento della messa in commercio i prodotti erano sicuri e conformi alla legge. In seguito alla rapida crescita del commercio elettronico è aumentato considerevolmente il dispendio legato ai controlli di questi prodotti. Oltre a svolgere il mandato di autorità fiscale, l’UDSC è innanzitutto un organo di controllo e di sequestro. Effettua controlli in base ai rischi e alla situazione nonché verifiche mirate su incarico delle autorità di sorveglianza del mercato. I compiti vengono svolti impiegando le risorse a disposizione. L’intensificazione dell’attività di controllo in un ambito specifico va sempre a scapito dell’attività di controllo in altri ambiti.I costi effettivi legati al controllo di simili invii non sono quantificabili, poiché non registrati separatamente.3.Il Consiglio federale segue costantemente le discussioni e gli sviluppi in seno all’UE. Eventuali effetti sui flussi di merci in Svizzera saranno valutabili soltanto quando l’UE avrà introdotto siffatti contributi o tasse specifiche.4. In ambito di sicurezza dei prodotti, la Svizzera mira tra l’altro ad agevolare il più possibile gli scambi economici con l’UE e garantire così la competitività del nostro Paese. Infatti, nel quadro dell’attuale revisione parziale della legge federale del 12 giugno 2009 sulla sicurezza dei prodotti (RS 930.11), sta valutando l’introduzione di una tassa sugli ordini online dall’estero. È parimenti oggetto di analisi in quale misura gli elementi essenziali del diritto europeo (ad es. gli obblighi degli operatori economici, gli obblighi legati alla vendita a distanza di prodotti, la collaborazione tra le autorità di sorveglianza del mercato e con le autorità doganali nonché i loro poteri) possano essere trasposti nel diritto nazionale. Tutto ciò è volto a garantire un livello di sicurezza paragonabile a quello finora vigente nell’UE e a salvaguardare la competitività della Svizzera. Il Consiglio federale sta inoltre esaminando le possibilità di finanziamento per intensificare la sorveglianza del mercato nel commercio elettronico.Con il previsto ulteriore sviluppo dell’accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea riguardante l’agevolazione dei controlli e delle formalità nei trasporti di merci e le misure doganali di sicurezza (RS 0.631.242.05) si intende altresì ottimizzare lo scambio di informazioni, migliorando in tal modo ulteriormente l’analisi dei rischi. La digitalizzazione integrale dei processi consente di ridurre al minimo il dispendio amministrativo di tutte le parti coinvolte e rafforzare allo stesso tempo l’efficacia dei controlli.