25.3070 · Interpellanza · 2025-03-10
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La sottomissione chimica è una pratica particolarmente insidiosa che consiste nel somministrare a una persona sostanze che ne alterano il discernimento o la capacità di resistere, spesso al fine di commettere reati, soprattutto aggressioni sessuali.
Nella sua risposta all’interpellanza Jaccoud 24.4567, il Consiglio federale indica che la questione della sottomissione chimica è integrata nella formazione dei professionisti della salute, ma sostiene di non disporre di informazioni precise relative alla formazione delle autorità giudiziarie e di perseguimento penale. Questa lacuna compromette l’efficacia delle inchieste e la giustizia resa alle vittime. Inoltre, la prassi mostra che le vittime che si rivolgono ai professionisti della salute nonché della giustizia e della polizia sono ancora confrontate a numerosi ostacoli.
La natura stessa delle droghe utilizzate per imporre una sottomissione chimica, che richiedono analisi di laboratorio e sono eliminate rapidamente dal corpo, rendono infatti difficile alle vittime accedere alla giustizia. In particolare, il tempo d’attesa prima delle analisi è determinante per riunire elementi di prova. Inoltre, se la sostanza non è più rintracciabile al momento dell’analisi, il costo di quest’ultima è interamente a carico della vittima. In queste condizioni, i professionisti della salute nonché della giustizia e della polizia spesso sconsigliano alle vittime di effettuare le analisi e di sporgere denuncia.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Condivide la constatazione dell’autrice dell’interpellanza in merito alle difficoltà d’accesso alla giustizia per le vittime di sottomissione chimica?
Intende proporre misure volte ad agevolare l’accesso alla giustizia? Se no, perché? Se sì, quali?
È disposto a prevedere il rimborso sistematico delle analisi di laboratorio in caso di sospetto di sottomissione chimica?
Cosa pensa della prassi di consigliare alle vittime di sottomissione chimica, e in più ampia misura di violenze sessuali, di effettuare o non effettuare le analisi o di sporgere o non sporgere denuncia?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale indica di aver conferito un mandato di ricerca ad esperti in adempimento dei postulati, dello stesso tenore, 22.4565 von Falkenstein e 22.4566 Funiciello «Di cosa hanno bisogno le vittime di violenza sessualizzata?». Lo studio mira a determinare, dal punto di vista delle vittime di violenza sessualizzata, gli ostacoli cui sono confrontate nell’ambito del perseguimento penale e le ragioni per cui alcune vittime rinunciano a sporgere denuncia. I risultati saranno integrati in diversi progetti in corso, in particolare i lavori sull’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35). Anche il piano d'azione nazionale della Svizzera per l'attuazione della Convenzione di Istanbul 2022-2026 (PAN CI) o la roadmap della Confederazione e dei Cantoni contro la violenza domestica dovrebbero trarne vantaggio. Nell’ambito del rapporto finale sul PAN CI sarà esaminata l’opportunità di proseguire il piano d’azione. Se necessario, all’esame saranno integrate nuove misure in relazione alla sottomissione chimica. Inoltre, la revisione in corso della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (v. sotto, n. 3) intende contribuire a migliorare l’acquisizione delle prove e le possibilità di analisi dei campioni, in particolare in caso di sospetto di aggressione mediante sottomissione chimica. Ciò potrebbe influire in maniera positiva sul tasso di denunce e sul numero di condanne penali. 3. La legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5) prevede diverse prestazioni di aiuto, in particolare mediche. Una revisione è in corso e la consultazione si è conclusa il 24 gennaio 2025. L’avamprogetto prevede tra le altre cose di accordare a tutte le vittime il diritto di far allestire e conservare gratuitamente una documentazione medico-legale delle lesioni e delle tracce, indipendentemente dall’avvio di un procedimento penale. È ad esempio previsto il prelievo di campioni tossicologici in caso di sospetta sottomissione chimica. I costi potranno essere assunti nel quadro dell’aiuto alle vittime sotto forma di aiuto immediato, conformemente al principio di sussidiarietà (art. 4 LAV), se non sono coperti integralmente in altro modo. È previsto che il Consiglio federale adotti il disegno di legge e il messaggio entro fine 2025. 4. Il Consiglio federale non può esprimersi sul contenuto della consulenza fornita da specialisti alle vittime di sottomissione chimica o di violenza sessuale. Per quanto riguarda l’opportunità di consigliare a una vittima di sporgere denuncia o di far eseguire analisi di laboratorio, può solo affermare in generale che spesso sono determinanti anche altri aspetti oltre a quelli menzionati dall’autrice dell’interpellanza. Per il Consiglio federale è dunque fondamentale che la vittima riceva una consulenza accurata e personalizzata.