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25.3178 · Interpellanza · 2025-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La legislazione svizzera sulle sostanze chimiche si basa su quella dell'Unione europea. L'obiettivo è quello di raggiungere un livello uniforme di protezione ed evitare ostacoli al commercio. Sia la legislazione svizzera che quella dell’UE vietano l'immissione sul mercato di materie plastiche oxo-degradabili e oxo-biodegradabili.

Le plastiche oxo-degradabili si disintegrano a contatto con l'ossigeno, ma nei prodotti di decomposizione rimangono per esempio microplastiche che continuano ad inquinare il l’ambiente. Le sostanze oxo-biodegradabili, per contro, possono essere completamente decomposte in CO2, acqua e biomassa.

Le ricerche svolte in questo settore in Svizzera, come pure nelle maggiori università mondiali, dimostrano che le materie plastiche oxo-biodegradabili vengono ulteriormente biodegradate dai microorganismi e per questa ragione sempre più Paesi le stanno utilizzando per raggiungere l’obiettivo di una totale eliminazione di residui plastici sia dalle acque che dal suolo.

La possibilità di adeguarci ad uno standard diverso (e migliore) da quello scelto dall’UE permetterebbe alla Svizzera da un lato di disporre di vantaggio competitivo, e dall’altro di ridurre in modo costante gli inquinanti immessi in natura.

Chiedo pertanto al CF:

  1. Il Consiglio federale è a conoscenza degli ultimi studi svolti sulle plastiche oxo-biodegradabili?

  2. Il Consiglio federale è a conoscenza che l’utilizzo di plastiche oxo-biodegradabili è stato introdotto in sempre più Stati come gli USA, gli Emirati arabi uniti, l’Arabia Saudita, il Messico e molti altri?

  3. Il Consiglio federale non reputa che l’introduzione in Svizzera dell’utilizzo di plastiche oxo-biodegrababili fornirebbe al nostro paese un vantaggio competitivo?

  4. Il Consiglio federale intende continuare a commettere gli stessi errori dell’UE in nome dell’eurocompatibilità?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le plastiche oxo-biodegradabili sono da anni oggetto di ricerca da parte dell’industria e della scienza. Questi lavori mirano, tra l’altro, a chiarire il comportamento di degradazione in condizioni ambientali reali. Secondo le conoscenze attuali, queste plastiche rimangono nell’ambiente sotto forma di microplastiche per diversi anni, poiché non è ancora confermato che si degradino completamente nell’ambiente nelle condizioni climatiche prevalenti in Europa.

2. I Paesi citati hanno, almeno in parte, un clima e un sistema di gestione dei rifiuti diversi da quelli svizzeri. In seguito all’adozione della mozione 19.4182 Chevalley «Quando saranno vietate le plastiche oxo?» nel 2022 il Consiglio federale ha emesso un divieto di messa in commercio e di utilizzo, ma non di produzione, di plastiche oxo-degradabili, tra cui rientrano anche le plastiche oxo-biodegradabili. Il divieto corrisponde a quello dell’Unione Europea (UE). Nell’ambito dell’elaborazione di un accordo globale sulle materie plastiche, sono in corso dibattiti in merito alla necessità o meno di misure a livello globale per le plastiche oxo-degradabili.

3. L’abolizione del divieto di messa in commercio e di utilizzo di plastiche oxo-degradabili apporterebbe solo un beneficio minimo per l’industria, perché il consumo di prodotti oxo-degradabili in Svizzera sarebbe basso. Per contro si verificherebbero effetti negativi, come una maggiore esposizione delle persone e dell’ambiente alle microplastiche o verrebbe compromesso il riciclaggio delle plastiche convenzionali, anche perché le plastiche oxo-degradabili dovrebbero essere separate in via preliminare. È per questo che all’inizio del 2024 anche la Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha respinto un ricorso contro il divieto di messa in commercio delle plastiche oxo-degradabili (causa T-745/20).

4. Alla luce di quanto sopra esposto, il Consiglio federale non vede alcun motivo per riconsiderare il divieto di messa in commercio delle plastiche oxo-degradabili.