25.3981 · Interpellanza · 2025-09-10
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Oggi il Consiglio federale e l’UFSP considerano ancora corrette queste dichiarazioni? O erano sbagliate?Come si può garantire che le risposte fornite dal Governo alla popolazione non siano condizionate da finalità progettuali, ma si fondino su dati medici costantemente verificati?Perché all’epoca la campagna di vaccinazione venne avviata anche se era già noto che né Pfizer né Moderna, nei rispettivi studi condotti alla fine del 2020, avevano potuto dimostrare una protezione dal contagio e dalla propagazione?
Begründung
Nell’estate del 2021 Alain Berset, il predecessore della consigliera federale Baume-Schneider, aveva dichiarato più volte davanti ai media che la vaccinazione protegge dal contagio, dalla trasmissione e da un decorso grave della malattia.
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 3. La vaccinazione è la misura di sanità pubblica più efficace per proteggersi da molte malattie trasmissibili, da un loro decorso grave o da complicazioni. La campagna di vaccinazione anti-COVID-19, il cui obiettivo principale era proteggere i soggetti più a rischio dal contagio e da decorsi gravi della malattia, ha permesso di raggiungere un altro obiettivo prioritario, ossia quello di evitare un sovraccarico del sistema sanitario. Fin dalle prime vaccinazioni, alla fine del 2020, i vaccini a mRNA (Pfizer/BioNTech, Moderna) e altri vaccini contro la COVID-19 si sono rivelati efficaci per ridurre non soltanto i decorsi gravi e i ricoveri ospedalieri, ma anche la trasmissione del virus. Le persone vaccinate presentavano un rischio d’infezione più basso e, in caso di contagio, rilasciavano meno particelle virali e per un periodo più breve. Tuttavia, con la comparsa di nuove varianti (Delta e, in seguito, soprattutto Omicron), la protezione contro la trasmissione si è notevolmente ridotta, poiché le varianti erano più contagiose e riuscivano a eludere meglio l’immunità indotta dal vaccino. Soprattutto quando hanno iniziato ad essere disponibili, i vaccini anti-COVID-19 hanno contribuito a rallentare la diffusione del virus, senza tuttavia impedirla del tutto. Era quindi necessario mantenere altre misure per tutelare l’intera popolazione, in particolare le persone con una risposta immunitaria più debole al vaccino. L’azione congiunta di misure igieniche – come l’uso delle mascherine – e della vaccinazione ha permesso di evitare che molte persone sviluppassero forme gravi della malattia. In questo modo è stato possibile limitare gli effetti della pandemia sul sistema ospedaliero e salvare molte vite umane.Anche le più recenti analisi scientifiche indicano che la vaccinazione anti-COVID-19 ha protetto in modo significativo da decorsi gravi e decessi. Le dichiarazioni rilasciate all’epoca dal Consiglio federale in base allo stato delle conoscenze allora disponibili erano corrette. 2. Durante la pandemia, il Consiglio federale ha sempre preso le sue decisioni tenendo conto dei dati scientifici disponibili in quel momento e considerando anche altri aspetti, come gli effetti sociali ed economici dei provvedimenti. Tutte le valutazioni effettuate dall’allora task force scientifica sono state rese accessibili alla popolazione. Anche in futuro si garantirà che le conoscenze scientifiche vengano integrate tempestivamente nei processi politici e che le decisioni vengano adeguate allo stato delle conoscenze. In tal senso gli articoli 1 e 16 dell’ordinanza sull’organizzazione di crisi dell’Amministrazione federale prevedono che, se necessario, il mondo scientifico sia coinvolto nell’organizzazione di crisi attraverso un organo consultivo.