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25.4223 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

L’attuale strategia di cooperazione internazionale (Strategia CI 2025–2028) attribuisce grande importanza alla collaborazione con il settore privato e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha persino creato una propria unità organizzativa dedicata a questo tema. Secondo la strategia, «la collaborazione tra la CI e il settore privato persegue sempre lo scopo di lottare contro la povertà e di favorire uno sviluppo sostenibile» e si fonda sul rispetto di principi rigidi quali «l’addizionalità dei finanziamenti, la non distorsione dei mercati e il rispetto di criteri sociali e/o ambientali».

I dati disponibili sul sito web della DSC forniscono tuttavia poche informazioni sull’addizionalità o sugli effetti concreti dei progetti attuali in termini di riduzione della povertà. Inoltre, i dati in questione mostrano che la stragrande maggioranza dei partenariati della DSC rientra nei cosiddetti partenariati «multi-stakeholder» e, tra gli esempi, figurano GAVI e il Global Compact, che non sono nuovi e non sono stati avviati dalla DSC.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Quanti dei partenariati multi-stakeholder sostenuti finanziariamente dalla DSC sono stati anche avviati da quest’ultima? Quanti fondi (tra il 2021 e il 2024 e nel 2025) sono stati messi a disposizione dalla DSC, quanti da altri donatori pubblici e quanti dal settore privato?

  2. Nello stesso periodo, quanti fondi sono confluiti in partenariati orientati al mercato finanziario? Quanti fondi privati sono stati mobilitati attraverso tali strumenti (esclusa la contabilizzazione dei contributi delle istituzioni finanziarie di sviluppo)?

  3. Qual è il tasso di mobilitazione effettivo (ossia quanti fondi privati sono stati effettivamente mobilitati con i mezzi della DSC)?

  4. Qual è la quota degli investimenti nei Paesi e negli ambiti tematici prioritari della DSC?

  5. Vi sono già alcune indicazioni in merito ai loro effetti concreti sulla riduzione della povertà?

  6. Considerata la complessità dell’attuazione e del monitoraggio di questi nuovi strumenti finanziari, è possibile stimare i costi amministrativi per la DSC? Quali sono stati, negli ultimi quattro anni, i costi amministrativi dell’unità organizzativa della DSC dedicata alla collaborazione con il settore privato?

  7. Con quali strumenti e in che modo la DSC misura l’impatto di questi investimenti?

  8. È prevista una valutazione indipendente di questi nuovi strumenti in termini di valore aggiunto, addizionalità, non distorsione dei mercati e impatto concreto? In caso affermativo, quando?

Stellungnahme des Bundesrates

6. Il Centro di competenza per la collaborazione con il settore privato, integrato nella Sezione Economia e formazione, fornisce consulenza ai servizi della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) che sviluppano e attuano partenariati con il settore privato (Private Sector Engagement, PSE). Tra il 2023 e il 2025, le risorse di personale del Centro di competenza sono state pari a 3,5–4,2 equivalenti a tempo pieno. Le attività della DSC sono complementari a quelle della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in questo ambito.

1.–4. La DSC dispone dei seguenti strumenti: a) PSE orientati ai progetti di sviluppo, tra cui PSE multi-stakeholder; b) PSE orientati al mercato finanziario, tra cui investimenti esposti al rischio di prima perdita (first-loss). Entrambe le forme di PSE vengono illustrate qui di seguito.

a) Alla fine del 2024, la DSC contava 65 partenariati multi-stakeholder: 44 progetti, di cui 21 avviati dalla DSC e 23 sviluppati insieme a partner pubblici o privati, e 21 piattaforme o iniziative regionali o internazionali, 4 delle quali co-sviluppate dalla DSC;

b) Alla fine del 2024, 600 milioni di franchi provenienti dai bilanci pluriennali della DSC (dal 2018 al 2028 circa) erano investiti nei 65 PSE multi-stakeholder attivi. I cofinanziamenti pubblici ammontavano a 18,5 miliardi di franchi, quelli privati a 1,3 miliardi.

Alla fine del 2024, 160 milioni di franchi provenienti dai bilanci pluriennali della DSC (dal 2018 al 2030 circa) erano investiti in 24 PSE orientati al mercato finanziario. I cofinanziamenti privati ammontavano a 194 milioni di franchi. Le istituzioni finanziarie di sviluppo avevano investito 45,5 milioni di franchi su base commerciale.

Dal 2021 la DSC dispone di un credito per investimenti: quattro investimenti diretti per un totale di 15,2 milioni di franchi sono stati effettuati sotto forma di partecipazioni che coprono le prime perdite dei fondi di impatto (first-loss engagements). Alla fine del 2024, questi fondi avevano investito 25,7 milioni di franchi, esclusivamente in Paesi a basso o medio reddito: quasi la metà (44 %) delle risorse finanziarie era stata destinata a Paesi a basso reddito, mentre il 41 % a Paesi prioritari della DSC secondo la Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2025–2028. Tutti gli investimenti riguardavano temi inclusi nella Strategia CI 2025–2028 ed erano ripartiti come segue: sicurezza alimentare (42 %), acqua (34 %), occupazione e reddito (17 %) e istruzione (7 %). Le risorse finanziarie investite dalla DSC hanno contribuito a mobilitare 19 milioni di franchi di fondi privati e 60 milioni di franchi di fondi pubblici. Questa ripartizione corrisponde al livello di rischio dei rispettivi Paesi destinatari degli investimenti.

5., 7. e 8. I PSE sono soggetti agli stessi requisiti applicabili agli altri progetti della DSC per quanto concerne la misurazione dell’efficacia e i rapporti da presentare. Ogni fondo redige un rapporto annuale basato su un quadro di riferimento preciso e su indicatori specifici per i vari temi. La DSC richiede per contratto un rapporto complementare incentrato sui Paesi prioritari o a basso reddito nonché sulle priorità tematiche. I PSE orientati al mercato finanziario hanno un orizzonte temporale lungo (5–10 anni). Pertanto, per una valutazione completa è necessario un adeguato intervallo di tempo. La DSC prevede di avviare nel 2026 una valutazione intermedia di queste forme di collaborazione con il settore privato al fine di esaminare il ruolo della DSC, gli effetti leva e l’efficienza dei diversi PSE.