Rafforzare la sovranità digitale attraverso una tassazione equa e promuovere lo sviluppo di soluzioni alternative
25.4235 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
1. istituire una tassazione equa per le grandi piattaforme e aziende digitali, ad esempio attraverso un’imposta sul fatturato generato in Svizzera, e di introdurre strumenti efficaci per combattere il trasferimento degli utili verso i paradisi fiscali, in coordinamento con l’OCSE e l’Unione europea;
2. sostenere attivamente l’innovazione a livello locale ed europeo creando condizioni favorevoli per le imprese che salvaguardano l’interesse pubblico, adottano standard etici e il principio della trasparenza;
3. valutare l’introduzione di strumenti di finanziamento mirati, come la creazione di un fondo di investimento pubblico per sostenere le start-up e le PMI, promuovere la ricerca e la cooperazione tra scuole universitarie e settore industriale e favorire lo sviluppo di soluzioni open source e di infrastrutture digitali sovrane;
4. valutare la creazione di un fondo sovrano per investimenti che costituisca un’alternativa ai giganti tecnologici americani radicati nell’ecosistema svizzero ed europeo.
Begründung
L’attuale tendenza alla digitalizzazione è fonte di preoccupazioni. Poche singole imprese detengono un potere economico e politico senza precedenti. Questa concentrazione di potere di mercato e di influenza sull’opinione pubblica permette loro di aggirare le regole del mercato, ma anche di dominare il dibattito pubblico, con un forte impatto sulla privacy, sul discorso democratico e sulla comunicazione fin dalla più tenera età. Queste aziende si sottraggono inoltre in larga misura alla responsabilità sociale, ad esempio tramite una strategia mirata di elusione fiscale e di aggiramento delle leggi locali. La grande dipendenza da poche Big Tech dominate dagli Stati Uniti o dalla Cina ha assunto un carattere ancora più critico vista l’attuale situazione geopolitica. Una riduzione della dipendenza da queste tecnologie è anche nell’interesse della sicurezza nazionale. È quindi necessario intervenire su due livelli: tassazione: va introdotta una tassazione appropriata, in modo che queste imprese diano un contributo equo laddove generano effettivamente il proprio fatturato; innovazione e alternative: vanno eliminate le barriere che ostacolano l’accesso di nuovi attori attraverso misure di sostegno finanziario e istituzionale a piattaforme locali ed europee.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale osserva già da vicino la questione della sovranità digitale, compito che rientra, tra l’altro, nell’adempimento del postulato 22.4411 Z’graggen. Il rapporto in questione definisce la sovranità digitale della Svizzera, ne valuta la situazione e propone misure per rafforzarla. Si rimanda inoltre al postulato 25.3659 Häberli-Koller, già accolto, che incarica il Consiglio federale di spiegare in che modo la Svizzera può ridurre la dipendenza dai fornitori esteri in settori chiave dell’infrastruttura digitale, della conservazione dei dati e dell’utilizzo dei software.
Per quanto riguarda i singoli punti:
1. Il faturato generato in Svizzera è già soggetto all’IVA. In particolare, la tassazione si estende ai servizi elettronici (app, software, servizi streaming, pubblicità online, ecc.) destinati a utenti svizzeri, anche se i fornitori di servizi si trovano all’estero. Dal 1° gennaio 2025, l’imposizione delle piattaforme si applica inoltre alle vendite per corrispondenza: l’IVA sulla fornitura di merci deve essere conteggiata dalla piattaforma e non dai singoli rivenditori che utilizzano quest’ultima. Il Consiglio federale sta attualmente lavorando all’adempimento della mozione 23.3012 CET-S, la quale chiede che l’imposizione delle piattaforme sia applicabile anche in caso di servizi elettronici. La questione presentata all’interno della presente mozione è quindi già realizzata attraverso l’IVA. Un’imposizione basata sul fatturato per le grandi piattaforme e imprese digitali, oltre all’IVA già in vigore, richiederebbe una base costituzionale a sé stante. L’imposta sull’utile viene riscossa in tutto il mondo secondo il principio della residenza, fattore di cui la Svizzera generalmente beneficia. Una maggiore imposizione secondo il principio del Paese di destinazione – ad esempio attraverso un’estensione del diritto in materia di imposizione degli utili nel luogo di consumo finale – porterebbe a perdite fiscali e ridurrebbe l’attrattiva della piazza economica svizzera.
2. A livello federale esiste un gran numero di strumenti volti a promuovere la ricerca e l’innovazione. Nell’ambito della politica ERI e in particolare attraverso l’agenzia per la promozione Innosuisse, la politica d’innovazione della Confederazione promuove lo sviluppo basato sulla ricerca di nuovi prodotti, procedure, processi e servizi. Di norma, gli strumenti di promozione si mantengono flessibili a livello di tematiche, in modo da poter essere utilizzati anche per lo sviluppo di innovazioni in campo digitale. Altri attori ERI finanziati o sostenuti dalla Confederazione, come il settore dei PF o il parco svizzero dell’innovazione, promuovono nuove tecnologie e start-up. Hanno inoltre la loro importanza anche i programmi di finanziamento dell’UE.
3./4.: Come esposto nel parere alla mozione 23.3845 Gapany, il Consiglio federale ha dichiarato che, al momento, non esiste alcun margine di manovra a livello di politica finanziaria per la costituzione di un fondo federale per l’innovazione. Da allora la situazione non è migliorata. Tuttavia, dal 1° gennaio 2022, le modifiche a due ordinanze in materia di previdenza professionale hanno reso più semplice alle casse pensioni, rimanendo nel quadro dei loro doveri fiduciari, investire in tecnologie innovative e promettenti in Svizzera. Nel rapporto in adempimento del postulato 25.3427 CSEC-S, il Consiglio federale valuterà inoltre in che modo si potranno migliorare le condizioni quadro in favore di un aumento degli investimenti nella fase di crescita delle start-up. Per ragioni di equità ed efficienza, non ritiene comunque opportuno che un fondo d’investimento statale svolga un ruolo attivo nel plasmare l’economia digitale fornendo un sostegno mirato a determinate tecnologie e/o aziende. Tali misure creano dipendenze a lungo termine, celano un rischio elevato di cattive allocazioni a spese dei contribuenti e portano a una disparità di trattamento rispetto ad altre aziende e settori in Svizzera.
Alla luce degli importanti lavori già in corso per il rafforzamento della sovranità digitale, delle norme esistenti e dei già citati adeguamenti in ambito fiscale nonché della vasta gamma di strumenti di finanziamento in vigore, il Consiglio federale non ritiene opportune ulteriori misure.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.